The big parade (1925) King Vidor

The big parade

Jim Aperton, playboy del Sud degli Stati Uniti, viene colto dalla fregola di arruolarsi dopo aver visto una parata: la guerra di tricea che lo aspetta sul fronte francese è molto più atroce del previsto. Tornato a casa mutilato di una gamba, scopre che la fidanzata sta per sposare suo fratello: ma in Francia c’è la contadina Mélisande che lo aspetta. (Mereghetti)

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Together (1956) Lorenza Mazzetti, Denis Horne

Together

Due sordomuti nelle desolate strade dell’East End londinese sono imprigionati nel silenzio e nell’incomprensione altrui. I ragazzi si fanno beffe di loro, abitano in una squallida cameretta, frequentano la sera un sordido pub. Il più giovane dei due vede una ballerina nel pub, la notte sogna di amarla ed essere riamato. Il giorno dopo viene spinto nell’acqua del porto, entrambi lavorano nei docks, da uno dei ragazzi della banda; non può gridare aiuto al suo compagno che, a due passi da lui, non si accorge di nulla, e annega.
Together è la seconda opera di Lorenza Mazzetti, e fa parte del primo programma sul Free Cinema organizzato da Lindsay Anderson al National Film Theatre di Londra nel 1956. Continua a leggere

Le grand amour (1969) Pierre Étaix

Le grand amour

Durante una vacanza della moglie Florence, sposata anni prima con riluttanza, Pierre sogna di conquistare la giovane segretaria Agnès, ma ci rinuncia e accoglie con gioia il ritorno di Florence.
4° lungometraggio di Étaix, scritto con J.-C. Carrière con la leggerezza di una piuma, è una commedia di situazione, ricca di piccole e graziose gag che qua e là stingono nell’amarezza. Gran Premio OCIC 1969. (dal Morandini)

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Baal (1970) Volker Schlöndorff

Baal

Baal, il film ritrovato. Dopo 44 anni rivede la luce il film che Schlondorff trasse nel 1969, con un budget limitatissimo, dalla omonima prima opera teatrale di Bertolt Brecht (1918). Dopo tre passaggi alla tv tedesca nel 1970 il film venne bloccato dalla vedova di Brecht che lo definì “orribile, antistorico e anarchico”. Solo nel febbraio 2014 poté essere proiettato al Festival di Berlino. Tutti i partecipanti al film avranno un ruolo importante nella cinematografia tedesca, a cominciare da R.W. Fassbinder che interpreta Baal in maniera sublime.
“…non l’esaltazione del puro io e della sfrenata brama di vivere di un poeta asociale, ma la reazione di un io intatto alle umiliazioni da parte di un mondo, esso stesso asociale” (B.Brecht).

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Subjektitüde (1967) Helke Sander

Subjektitude

Una ragazza, passeggiando per strada, divaga su una politica perfetta che permetta di votare anche ai bambini. Persa tra questi pensieri, si accorge di aver attirato l’attenzione su due uomini che cercano di farsi notare con gli sguardi. Loro sono convinti di averla conquistata; lei, indispettita dalla loro schiettezza, prende il primo taxi e scappa. (da filmscoop.it)

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Wings (1927) William A. Wellman

Wings

Su soggetto di John Monk Saundes e regia di Wellman, entrambi ex piloti della Squadriglia Lafayette nella Grande Guerra, è un megafilm bellico della Paramount Famous Lasky Corp. Vinse la statuetta del miglior film nella prima edizione degli Oscar (1927-28), oltre quella per gli effetti meccanici (Roy Pomeroy). Nel 2010 chiuse in tripudio le Giornate del Cinema Muto di Pordenone con l’esecuzione orchestrale dal vivo della partitura di Carl Davis. Jack e David, rivali in amore, diventano amicissimi quando nel 1917 si arruolano nell’aviazione francese e sono premiati per il loro valore. C’è Mary, amata da Jack e amante di David, a sua volta incline per Sylvia che per amore li raggiunge al fronte come conducente di un’autoambulanza. Tragico epilogo. In una breve scena all’inizio un magnetico Cooper, nella parte di un veterano, sorpassa i 2 protagonisti. Storicamente fasullo, enfaticamente militarista con alcune casuali note pacifiste, parentesi di commedia brillante, è giustamente ricordato dagli storici di cinema per gli straordinari scontri aerei tra le nuvole, integrati sin dal 1928 da effetti sonori (il rombo dei motori, le raffiche delle mitragliatrici). (dal Morandini)
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Janine (1961) Maurice Pialat

Janine

Due uomini si incontrano in una sera parigina e parlano di donne. Uno, separato dalla moglie e con una bambina a carico, è disilluso; l’altro (interpretato dal regista Claude Berri) spera ancora nell’amore, ma dedica le sue attenzioni alla donna sbagliata. Alla fine i loro destini si incroceranno…
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We are the Lambeth boys (1958) Karel Reisz

We are the Lambeth boys

Siamo in un quartiere periferico di Londra, in un giorno di festa. I ragazzi trascorrono a modo loro il tempo libero: chi va in bici, chi sta con gli amici, chi passeggia. La settimana ricomincia e ognuno riprende la sua vita. Viene annunciata la visita della Mill High School per una partita di cricket. I ragazzi della “high society”, sotto l’occhio vigile delle loro mamme (che sorseggiano il tè riparandosi dal sole), indossano eleganti divise, mentre i ragazzi di Lambeth assistono alla partita seduti sul prato. Sulla via del ritorno cantano a squarciagola attraversando le eleganti piazze della City, salutano i passanti in modo impertinente, guardano curiosi i monumenti equestri e la Torre di Londra. Di nuovo a Lambeth partecipano a una festa, finché a uno a uno non li perdiamo di vista. Anche l’ultimo scompare. La macchina da presa resta per un attimo a inquadrare la tromba delle scale, poi panoramica verso un edificio con poche finestre illuminate: tutt’intorno è buio. (da Activitaly.it) Continua a leggere

Blue jeans (1958) Jacques Rozier

Blue jeans

La storia di due ragazzi di diciassette anni. Portano una medaglia al collo, hanno le tasche piene di chewing-gum che masticano senza sosta, indossano blue jeans. I due passano la giornata sul lungomare di Cannes in cerca di ragazze da conquistare. (da Torinofilmfest.org)
Dopo averlo girato coi soldi ottenuti con Rentrée des classes, Rozier presentò Blue Jeans alle Giornate Internazionali del Cortometraggio a Tours nel 1958, dove fece la conoscenza di Jean-Luc Godard, all’epoca critico della rivista Arts. Costui scrisse un articolo intitolato “Rohmer, Varda, Demy e Rozier dominano il Festival di Tours”, che suonava come una provocazione, siccome erano tutti sconosciuti tranne Rohmer. Godard definì Blue Jeans “il film più fresco, infantilmente puro, giovane e simpatico di queste giornate insipide e orribilmente serie”. Continua a leggere

Khakestar-o-khak (2004) Atiq Rahimi

Khakestar-o-khak

Afghanistan. L’anziano Dastaguir insieme a Yassin, il nipotino sordo di 5 anni, intraprende un lungo viaggio a piedi verso la miniera di carbone dove lavora Murad, il figlio di Dastaguir. Un viaggio complicato e lungo reso ancor più terribile dalla notizia che Dastaguir deve comunicare a suo figlio. (da film.tv.it)

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