Matrioskos (2005) Deimantas Narkevicius

Matrioskos usa lo stile documentaristico per ritrarre la vita di tre prostitute lituane, le cui vicende si intrecciano tra loro. La tragedia umana e sociale ha un effetto commovente sullo spettatore, permettendo che venga superata l’evidente discrepanza tra immagine e narrazione.
Narkevicius è uno degli artisti lituani più prolifici e più noti sulla scena artistica internazionale. Ha rappresentato la sua nazione alla 49.a Biennale di Venezia del 2001 e ha esposto alla 50.a Biennale di Venezia del 2003, nella “Stazione Utopia” curata da Molly Nesbit e da Hans Ulrich Obrist. Continua a leggere

Der Student von Prag (1913) Stellan Rye

Balduin, uno studente povero in canna, è innamorato della contessa Margit. Diventa ricco quando un mago gli offre centomila fiorni in cambio del diritto di prendere dalla sua camera ciò che desidera. Balduin accetta e il mago si impossessa della sua immagine allo specchio, che diventa il suo sosia e persecutore. Il primo esempio importante del cinema tedesco, dalle atmosfere cupe e soffocanti, dove vicende e deliri preannunciano già la stagione espressionista. E’ dominante un senso d’angoscia e d’impotenza, ben raffigurato dalla fotografia di Guido Seeber. (da filmtv.it) Continua a leggere

Ovoce stromu rajských jíme (1970) Vera Chytilová

Reinterpretazione moderna e stilizzata della leggenda di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden, in cui i protagonisti sono Eva, suo marito Josef e Robert, un personaggio serpentino che potrebbe essere un serial killer.
I modi del film rimandano a una miriade di modelli diversi, tali da creare, presi tutti assieme, uno stile assolutamente personale: sembra contemporaneamente un film muto e sonoro, infantile e smaliziato, comico e tragico, pesante e leggerissimo. Con i suoi tagli repentini e le deformazioni delle immagini, il film aveva un approccio troppo formalistico per i gusti delle autorità, e la cineasta fu bandita dalla regia per 8 anni. (da Filmtv.it e da Progetto RC) Continua a leggere

À tout prendre (1963) Claude Jutra

Un giovane intellettuale di nome Claude incontra ad un cocktail una mannequin negra di nome Joanne. I due si amano, sono lì lì per sposarsi, poi si scopre che la sola ad amare è Joanne mentre Claude non è che infatuato. Infatti: Joanne rivela a Claude di essere incinta. Dopo qualche esitazione, Claude la pianta, limitandosi a inviarle i duecento dollari che ci vogliono per abortire. Joanne piange: Claude è invece felice di essersi liberato, sia pure a prezzo di alcune pesanti viltà. (…) Continua a leggere

Unter der Laterne (1928) Gerhard Lamprecht

La giovane Else va a ballare col suo amico Hans, contro il volere del padre. Quando il vecchio despota se ne accorge, chiude la figlia fuori di casa. Else si rifugia da Hans, che è disoccupato, e dal suo amico Max, venditore ambulante. Il trio debutta nel varietà con un numero comico in costume equestre e ha molto successo. Hans parla già di matrimonio, ma Else non è ancora maggiorenne. Quando il padre la manda a prendere dalla polizia, lei si dà alla fuga. Spinta dal bisogno accetta l’invito di un losco agente di varietà. Ma quando Hans la scopre lì, trae le conclusioni sbagliate… Continua a leggere

Chronique d’un été (1961) Jean Rouch, Edgar Morin

Chronique d’un été è una pietra miliare nella storia del cinema. Jean Rouch ed Edgar Morin sono stati tra i primi cineasti a utilizzare l’audio sync equipaggiato a una 16mm. Quest’opera sancisce la definitiva affermazione del “cinéma vérité”, la sua metodologia e la nascita di un acceso dibattito teorico. “Comment vis-tu?”, la domanda di partenza posta a frammenti generazionali del 1960, in attesa della fine della guerra in Algeria. L’inchiesta coinvolge anche Marceline Loridan (che sposerà Joris Ivens e ne assumerà il cognome), ex deportata e futura documentarista. Alla fine i registi si ritroveranno a vedere e commentare il loro film, mentre la guerra, forse, finirà l’anno seguente. (da cinemambiente.it) Continua a leggere

3 Women (1977) Robert Altman

A Desert Springs (California), in una clinica termale per vecchi, Pinky (S. Spacek), diciottenne depressa, fa amicizia con la più anziana Milkie (S. Duvall), patetica integrata. In disparte c’è la pittrice Willie (J. Rule). Formeranno una trinità senza uomini. Splendido o insopportabile? Affascinante o irritante? Enigmatico o aperto a diverse interpretazioni? È certamente un film complesso, quasi ipnotico, sul triangolo padre-madre-bambino. E una grande metafora su un’America desolata. Premio a Cannes per S. Duvall. Breve apparizione, come Mr. Nelson, del vecchio regista John Cromwell (1888-1979). (dal Morandini) Continua a leggere

Lian xi qu (2006) Huai-en Chen

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Film del 2006 che racconta il viaggio del giovane Ming-Hsiang durante un giro di nove giorni per Taiwan sulla sua bicicletta. Il protagonista emerge, durante il film, come una persona determinata nonostante un problema di udito. Il film è costruito su una alternanza di momenti introspettivi ad incontri con varie persone lungo la strada. La sensibilità di Ming-Hsiang per la gente che incontra e la schiacciante cortesia mostrata verso di lui dagli altri rendono il film molto commovente. Nonostante i difetti nella produzione, viene descritta in modo meraviglioso l’isola di Formosa e la sua gente. Lo stile quasi documetaristico, con alcune scene ambientate in uno scenario spettacolare, non mettono in ombra i personaggi del film. Un film speciale per il modo esuberante con cui ha catturato lo spirito di Taiwan. Continua a leggere

Takhté Siah (2000) Samira Makhmalbaf

Takhté siah

Un gruppo di maestri è in cammino sui sentieri iraniani della regione montuosa curda tra Iran e Irak. Trasportano sulle loro spalle grandi lavagne e cercano potenziali scolari; la guerra e la fame, però, fanno sì che a nessuno importi di istruirsi, di imparare a leggere e scrivere: quel che conta è sopravvivere. Uno di loro, Reeboir, s’imbatte in alcuni adolescenti che trasportano merce di contrabbando e tenta, senza successo, di distoglierli dalla loro attività. Said, un altro maestro, viaggia da solo ed arriva in un villaggio semideserto; incontra poi un gruppo di profughi curdi in marcia per rientrare in patria in Iraq dopo i bombardamenti chimici di Saddam Hussein; anch’essi sono disinteressati al suo lavoro, disperatamente tesi al recupero della loro patria. Continua a leggere

Une femme coquette (1955) Jean-Luc Godard

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Opera prima di Jean-Luc Godard, questo cortometraggio è tratto dalla novella Le Signe (Il Cenno) di Guy de Maupassant. Una donna decide di imitare il gesto che ha visto fare a una prostituta per adescare gli uomini che passano sotto la sua finestra. Ma quando un uomo risponderà al suo cenno…
Nel testo originale di Maupassant la vicenda è ambientata in interni, siccome la donna fa i cenni dalla propria finestra, mentre nella revisione di Godard (che per l’occasione si firma con lo pseudonimo di Hans Lucas) i personaggi si incontrano su una panchina della Ile Rousseau a Ginevra. Continua a leggere