Apa (1966) István Szabó

Il piccolo ungherese Tako costruisce per sé e per gli altri un’immagine mitica del padre medico morto alla fine della guerra, rendendolo protagonista di mirabolanti gesta partigiane. Il tempo passa, arriva la rivolta del ’56 e, ormai adulto, Tako fa i conti con se stesso e con la più modesta realtà del genitore. Evidente e lucidissima critica del culto della personalità e della figura carismatica di Stalin, vissuta dall’autore (e dai migliori registi dell’Est della sua generazione) in tutta la sua drammaticità lacerante tra la ricerca di una propria matura autonomia e il lascito politico e morale dei padri. (dal Mereghetti)
Grand Prix al Festival di Mosca 1967. Premio Speciale della Giuria al Festival di Locarno 1967. Continua a leggere

The marriage circle (1924) Ernst Lubitsch

Nella Vienna di inizio ventesimo secolo, la disinibita Mizzi (Marie Prevost) seduce il marito di Charlotte (Florence Vidor), sua cara amica ai tempi della scuola, il dottor Franz Braun (Monte Blue). Il marito di Mizzi, il professor Joseph Stock (Adolphe Menjou), ingaggia un detective per incastrare la moglie fedifraga e ottenere il divorzio. Il tutto mentre il dottor Gustav Mueller (Creighton Hale), collega di Braun, medita di dichiararsi a Charlotte di cui è innamorato da tempo.
Primo grande successo americano per Lubitsch grazie a una commedia degli equivoci dal ritmo frenetico, maliziosa e ficcante, ma al tempo stesso amara e malinconica. (da Longtake.it) Continua a leggere

Tamala 2010: A punk cat in space (2002) Tol

Tamala è una gattina unenne, parte dalla città di Meguro verso la costellazione di Orione ma un asteroide la obbliga ad atterrare sul pianeta Q, dove sono in corso violenti scontri etnici tra cani e gatti, commentati con distacco da due prostitute, annoiate in mezzo alla violenza dilagante. Il pianeta Q è il luogo dove Tamala conosce il gatto Michelangelo (che lei si ostina a chiamare MoiMoi, non si sa per quale motivo), e dove soprattutto vengono spiegati(?) i legami che uniscono l’esistenza della gattina alla megamultinazionale Catty & Co., dominatrice quasi incontrastata di questa galassia alternativa. (dal blog Mag Mell) Continua a leggere

Strop (1962) Vera Chytilová

La bella Marta si guadagna da vivere facendo la modella e passa le sere insieme al ragazzo Julian nel bar Olympia Grill. Un casuale incontro con l’ex-compagno di classe Honza, convinto che Marta studi medicina a Praga, la fa riflettere sul senso della sua vita superficiale.
Questo mediometraggio, considerato la pietra miliare della Nová Vlna cecoslovacca, è il saggio di diploma di Vera Chytilová alla severissima scuola della FAMU a Praga, l’Accademia di cinema, teatro e TV dove dal ’57 aveva studiato regia. Continua a leggere

Sadie Thompson (1928) Raoul Walsh

Sadie Thompson (Gloria Swanson) arriva sull’isola di Pago-Pago decisa a cambiare vita dopo un passato libertino. S’innamora, ricambiata, di un sergente (Raoul Walsh), ma un riformatore (Lionel Barrymore) prova a metterle i bastoni tra le ruote. Continua a leggere

How not to be seen (2013) Hito Steyerl

Impertinente parodia di un documentario didattico (il titolo deriva da un celebre sketch dei Monty Python) su come evitare di essere visti in un’epoca di sorveglianza digitale. I suggerimenti per riuscirvi sono satirici e talvolta surreali: ad esempio, diventare più piccolo di un pixel di risoluzione del satellite che vi fotografa (1 piede, 30 centimetri); possedere una borsetta anti-paparazzi; essere un supereroe; essere povero o senza documenti; essere una donna sopra i 50 anni di età, eccetera. L’opera si conclude ironicamente sulle note di “When I will see you again?” (Quando ti rivedrò?), canzone portata al successo nel 1973 dal gruppo vocale americano “The Three Degrees”. Continua a leggere

Les deux timides (1928) René Clair

Sono timidi Thibaudier, proprietario terriero di provincia, e il giovane avvocato Frémissin che non trova il coraggio di chiedere la mano di sua figlia Cécile che pur gli corrisponde. Ha per rivale astioso e prepotente Garadoux, da lui anni prima disastrosamente difeso in un processo per maltrattamenti alla moglie, che con l’inganno strappa a Thibaudier una promessa di fidanzamento con Cécile. (Da filmscoop.it) Continua a leggere

O Cangaceiro (1953) Lima Barreto

Nordest del Brasile agli inizi del Novecento. La banda di Galdino Ferreira rapisce una maestra di cui s’innamora Teodoro, luogotenente di Galdino, e fugge con lei. Primo film a soggetto del documentarista V. de Lima Barreto, fu premiato a Cannes come miglior film d’avventura e migliore colonna sonora (di Gabriel Migliori; la canzone “Mulher Rendeira” ebbe successo mondiale). Indeciso tra storia e leggenda, un po’ folcloristico, psicologicamente rozzo, ma la galleria delle facce, la bellezza dei paesaggi, la suggestione delle musiche, un senso primitivo dell’epica ne fanno un’opera magnificamente datata, come tutti i film al passo con la storia del cinema. Conosciuto anche con il titolo Il brigante. (Il Morandini) Continua a leggere

Céleste (1980) Percy Adlon

Il regista tedesco Percy Adlon nel film racconta gli ultimi mesi di vita di Proust attraverso la presenza di Celeste, a cui lo scrittore raccontava le vicende del suo mondo, dettava i testi delle sue opere e chiedeva aiuto nei momenti di sconforto. Questa donna “di una semplicità contadina”, come ha detto sua figlia, “di una infinita tenerezza”, aveva votato tutta la sua esistenza a quella di Proust. Continua a leggere

Pesn o geroyakh (1932) Joris Ivens

Il documentario segue la costruzione di un altoforno all’estremità degli Urali per mano dell’Organizzazione della gioventù comunista sovietica (Komsomol), e la vicenda del pastore analfabeta Afasaneev che, lasciando attività e casa, si impegna nel lavoro del cantiere, crescendo insieme ad esso. Continua a leggere