How not to be seen (2013) Hito Steyerl

Impertinente parodia di un documentario didattico (il titolo deriva da un celebre sketch dei Monty Python) su come evitare di essere visti in un’epoca di sorveglianza digitale. I suggerimenti per riuscirvi sono satirici e talvolta surreali: ad esempio, diventare più piccolo di un pixel di risoluzione del satellite che vi fotografa (1 piede, 30 centimetri); possedere una borsetta anti-paparazzi; essere un supereroe; essere povero o senza documenti; essere una donna sopra i 50 anni di età, eccetera. L’opera si conclude ironicamente sulle note di “When I will see you again?” (Quando ti rivedrò?), canzone portata al successo nel 1973 dal gruppo vocale americano “The Three Degrees”.
Hito Steyerl è tra le più abili osservatrici della nostra condizione totalmente globalizzata e digitalizzata. La sua opera descrive con insolita precisione la fluidità e la mutabilità delle immagini: come sono prodotte, interpretate, tradotte, impacchettate, trasportate e consumate da una moltitudine di utilizzatori.
“How not to be seen” è stato proiettato alla Biennale d’Arte di Venezia 2013, all’Arsenale.

Titolo originale: How not to be seen
Titolo italiano: Come non essere visti
Regia: Hito Steyerl
Nazione: USA
Anno: 2013
Cast: Hito Steyerl
IMDB: Mancante

Scarica i sottotitoli da qui

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