Niewinni czarodzieje (1960) Andrzej Wajda

Andrzej, giovane medico di Varsavia, al mattino nella sua stanza disordinata. Lo vediamo lavarsi, bere il caffè, leggere il giornale, ascoltare una registrazione della voce di Mirka (la sua ragazza?); poi uscire per andare a un incontro di boxe, a fare musica (è batterista jazz). La sera Andrzej incontra Magda, ragazza spregiudicata che ha perso l’ultimo treno. La porta a casa sua; passano la notte insieme. Ma il gioco che fin dall’inizio hanno deciso di fare (hanno cambiato i propri nomi in Bazyli e Pelagia, si sono poi lanciati in uno strippoker) ha innalzato una barriera fra di loro: hanno paura di confessare i loro veri sentimenti. (Paolo D’Agostini, in Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario universale del cinema, Ed. Riuniti, Roma, 1984)

“Era il 1959. All’epoca ero un poeta di vent’anni che non sapeva nulla di cinema. Wajda e Andrzejewski erano alla ricerca di un soggetto per un film ambientato ai giorni nostri e centrato su due personaggi. Quale poteva essere una situazione “nuova” per una storia a due? A un tratto ebbi una folgorazione: dovevano affrontarsi in un match, sì, in una partita, uno scontro, un gioco, un duello… al termine del quale uno dei due avrebbe avuto il sopravvento, avrebbe ridicolizzato l’altro, l’avrebbe umiliato o fatto innamorare senza tuttavia mettersi in gioco…
Devo confessare che ci divertivamo molto. Potevo inventarmi qualunque cosa e loro ogni volta commentavano: bello, brutto oppure brutto, bello…
Era un po’ come risolvere un indovinello: per esempio, qual è il suo hobby? E io, senza esitazioni: suona la batteria, perché io stesso suonavo uno strumento a percussione. Nel giro di una settimana avevamo la sceneggiatura già pronta. A me continuava a sembrare un gioco e sempre per divertirmi accettai di interpretare nel film il ruolo del boxeur.
In seguito lessi nelle critiche che Ingenui perversi era il dramma delle maschere, dell’isolamento, delle pose, che in questa messinscena i personaggi non riuscivano più a ritrovarsi, non sapevano più parlarsi senza mentire, non erano più capaci di confessarsi che si piacevano, si desideravano, cominciavano ad amarsi. Il gioco iniziava a divenire insopportabile, perché dietro le maschere e le declamazioni si nascondevano degli esseri umani. La verità dei sentimenti si confondeva inestricabilmente con il gioco. La situazione si faceva via via più complessa; la distanza aumentava e più la farsa andava avanti, più si trasformava in realtà.” (Jerzy Skolimowski, Les charmeurs innocents, mes copains et les autres, “Jeune Cinéma”, n.1, settembre ottobre 1964)

Titolo originale: Niewinni czarodzieje
Titolo italiano: Ingenui perversi
Regia: Andrzej Wajda
Nazione: Polonia
Anno: 1960
Cast: Tadeusz Lomnicki, Krystyna Stypulkowska, Zbigniew Cybulski, Roman Polanski, Jerzy Skolimowski
IMDB: www.imdb.com/title/tt0054119/

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