Archivio dell'autore: daneelolivawr

The marriage circle (1924) Ernst Lubitsch

Nella Vienna di inizio ventesimo secolo, la disinibita Mizzi (Marie Prevost) seduce il marito di Charlotte (Florence Vidor), sua cara amica ai tempi della scuola, il dottor Franz Braun (Monte Blue). Il marito di Mizzi, il professor Joseph Stock (Adolphe Menjou), ingaggia un detective per incastrare la moglie fedifraga e ottenere il divorzio. Il tutto mentre il dottor Gustav Mueller (Creighton Hale), collega di Braun, medita di dichiararsi a Charlotte di cui è innamorato da tempo.
Primo grande successo americano per Lubitsch grazie a una commedia degli equivoci dal ritmo frenetico, maliziosa e ficcante, ma al tempo stesso amara e malinconica. (da Longtake.it) Continua a leggere

Tamala 2010: A punk cat in space (2002) Tol

Tamala è una gattina unenne, parte dalla città di Meguro verso la costellazione di Orione ma un asteroide la obbliga ad atterrare sul pianeta Q, dove sono in corso violenti scontri etnici tra cani e gatti, commentati con distacco da due prostitute, annoiate in mezzo alla violenza dilagante. Il pianeta Q è il luogo dove Tamala conosce il gatto Michelangelo (che lei si ostina a chiamare MoiMoi, non si sa per quale motivo), e dove soprattutto vengono spiegati(?) i legami che uniscono l’esistenza della gattina alla megamultinazionale Catty & Co., dominatrice quasi incontrastata di questa galassia alternativa. (dal blog Mag Mell) Continua a leggere

Strop (1962) Vera Chytilová

La bella Marta si guadagna da vivere facendo la modella e passa le sere insieme al ragazzo Julian nel bar Olympia Grill. Un casuale incontro con l’ex-compagno di classe Honza, convinto che Marta studi medicina a Praga, la fa riflettere sul senso della sua vita superficiale.
Questo mediometraggio, considerato la pietra miliare della Nová Vlna cecoslovacca, è il saggio di diploma di Vera Chytilová alla severissima scuola della FAMU a Praga, l’Accademia di cinema, teatro e TV dove dal ’57 aveva studiato regia. Continua a leggere

Les deux timides (1928) René Clair

Sono timidi Thibaudier, proprietario terriero di provincia, e il giovane avvocato Frémissin che non trova il coraggio di chiedere la mano di sua figlia Cécile che pur gli corrisponde. Ha per rivale astioso e prepotente Garadoux, da lui anni prima disastrosamente difeso in un processo per maltrattamenti alla moglie, che con l’inganno strappa a Thibaudier una promessa di fidanzamento con Cécile. (Da filmscoop.it) Continua a leggere

O Cangaceiro (1953) Lima Barreto

Nordest del Brasile agli inizi del Novecento. La banda di Galdino Ferreira rapisce una maestra di cui s’innamora Teodoro, luogotenente di Galdino, e fugge con lei. Primo film a soggetto del documentarista V. de Lima Barreto, fu premiato a Cannes come miglior film d’avventura e migliore colonna sonora (di Gabriel Migliori; la canzone “Mulher Rendeira” ebbe successo mondiale). Indeciso tra storia e leggenda, un po’ folcloristico, psicologicamente rozzo, ma la galleria delle facce, la bellezza dei paesaggi, la suggestione delle musiche, un senso primitivo dell’epica ne fanno un’opera magnificamente datata, come tutti i film al passo con la storia del cinema. Conosciuto anche con il titolo Il brigante. (Il Morandini) Continua a leggere

Pesn o geroyakh (1932) Joris Ivens

Il documentario segue la costruzione di un altoforno all’estremità degli Urali per mano dell’Organizzazione della gioventù comunista sovietica (Komsomol), e la vicenda del pastore analfabeta Afasaneev che, lasciando attività e casa, si impegna nel lavoro del cantiere, crescendo insieme ad esso. Continua a leggere

Le bled (1929) Jean Renoir

Pierre Hoffer viaggia su una nave che lo conduce in Algeria dove, essendosi rovinato finanziariamente, spera di ottenere un prestito di denaro dallo zio Christian, che si è arricchito vivendo e lavorando nella colonia. Sulla nave conosce Claudie Duvernet, un’affascinante ragazza che si sta recando anch’essa ad Algeri per ricevere un’eredità, una grande tenuta nel sud della colonia, lasciatale da uno zio deceduto… (da Wikipedia)
Ultimo film muto di Jean Renoir, prodotto per commemorare il centenario della presenza francese in Algeria. Continua a leggere

Rue cases nègres (1983) Euzhan Palcy

José è un ragazzino orfano che vive con la nonna M’man Tine in una zona rurale della Martinica nel 1930, in Via delle Capanne Negre. Molte delle persone che lo circondano, tra cui la nonna, lavorano nei campi di canna da zucchero dove sono sfruttati e spesso maltrattati dal capo bianco. José attribuisce affetti e valori di figura paterna ad un uomo anziano di nome Médouze che gli racconta storie dell’Africa e riflessioni profonde sulla vita e la natura. Continua a leggere

Entuziazm (1931) Dziga Vertov

Resoconto epico-lirico dell’attività febbrile nel Donbass, bacino minerario del Donec, affluente del fiume Don, tra Ucraina e Russia, alla fine del primo piano quinquennale. Dopo un avvio in chiave anticlericale sulle vestigia superstiziose della vita religiosa, si descrive il lavoro nelle miniere di carbone e nelle grandi officine metallurgiche. L’umorismo (involontario?) dei minatori che si allenano all’aperto va a segno.
Interessante e originale l’uso del sonoro che fu registrato dal vivo in sincrono con microfoni collegati a centri radiofonici durante le riprese, poi miscelate con musiche e canti. “E’ una delle migliori sinfonie che abbia mai ascoltato. Vertov è un vero musicista” (C. Chaplin). (dal Morandini) Continua a leggere

Djomeh (2000) Hassan Yektapanah

Djomeh è un afghano che finisce a lavorare nella sperduta campagna iraniana dopo avere subito una cocente delusione amorosa. Il ragazzo lavora sodo, munge vacche e trasporta latte, accompagnando il suo padrone, ogni mattina, nel paese vicino. Lì i bambini tirano pietre ai forestieri e gli abitanti cercano di sfuggire, con la massima dignità possibile, l’estrema povertà.
La ragion d’essere dell’opera prima di Hassan Yektapanah (già assistente di Kiarostami) è nel riuscire a coniugare, con una semplicità assai rielaborata, forma e contenuto. Anzi: il “messaggio” si trasfigura nella sobrietà dello stile, verrebbe da dire: nella sua purezza. Continua a leggere