Archivio dell'autore: daneelolivawr

Andrzej Wajda: On Becoming a Filmmaker (2005) Izabella Muchlinski

La prima di tre interviste concesse dal regista polacco Andrzej Wajda, quasi ottantenne, a proposito della sua “trilogia della guerra”. In questa intervista, Wajda narra gli anni della guerra, gli stenti, la sua vocazione artistica (voleva diventare pittore) e il modo in cui arrivò alla Scuola del Cinema di Lodz dove, subito dopo il diploma, riuscì a dirigere il suo primo lungometraggio: Pokolenie (Generazione). Continua a leggere

Annunci

High Wall (1947) Curtis Bernhardt

Da un romanzo (1936) di Alan R. Clarke e dal suo adattamento teatrale di Bradbury Foote. Un ex pilota militare, ferito di guerra, è internato in un ospedale psichiatrico dopo aver strangolato la moglie. Poi si arriva alla scoperta del vero assassino. La storia, impregnata di apporti psicanalitici secondo la moda dell’epoca, è discutibile, ma Bernhardt, uno dei cineasti tedeschi emigrati dopo l’avvento del nazismo prima in Francia e poi a Hollywood, la mette in immagini come un noir suggestivo grazie anche alla fotografia di Paul Vogel e alla interpretazione di Marshall nell’ambiguo personaggio di Whitcombe. (Il Morandini) Continua a leggere

Leo Sonnyboy (1989) Rolf Lyssy

Dieci anni dopo il grande successo di Die Schweizermacher, divertente satira dei metodi della polizia svizzera verso gli aspiranti alla cittadinanza, Rolf Lyssy affronta ancora il tema degli immigrati. Leo Sonnyboy, goffo e tranquillo ferroviere, scapolo suo malgrado, oberato da una madre ingombrante, viene coinvolto da un amico in un finto matrimonio con una ballerina tailandese, che in questo modo potrà ottenere la cittadinanza. Ma le cose prenderanno una inaspettata piega tragicomica, con esiti molto diversi da quelli che i tre protagonisti avevano immaginato. Continua a leggere

Oi Germanoi xanarhontai… (1948) Alekos Sakellarios

Quattro anni dopo l’occupazione nazista, la Grecia vive una guerra civile che mette di fronte fascisti e comunisti. A Theodoros, un comune padre di famiglia, non piace il fatto che i suoi compatrioti si uccidano a vicenda, e che le persone dimentichino la miseria che hanno sopportato durante l’occupazione. Ma allora “eravamo nell’oscurità in attesa della luce e, ora che siamo nella luce, l’oscurità ci sta divorando”, così non vuole ignorare le voci secondo cui Hitler è ancora vivo, nascosto da qualche parte. Ma quando si sveglia da un pisolino, la notizia esplode: i tedeschi, più potenti e assetati di sangue, stanno invadendo tutta l’Europa, inclusa la Grecia. Il film riscosse un grande successo commerciale, mentre da molti fu considerato il precursore dei grandi successi del cinema greco di quel tempo. Continua a leggere

Korczak (1990) Andrzej Wajda

Il medico e scrittore Janusz Korczak è un ebreo polacco. Educatore, è anche il responsabile di un orfanotrofio di Varsavia in cui accoglie e cura circa duecento bambini. Durante l’invasione nazista della Polonia, è stato costretto a trasferire la sua Casa degli orfani all’interno del ghetto ebraico, dove prosegue nel suo operato. Korczak è impegnato su più fronti. Se da una parte deve confrontarsi con le esigenze materiali e con i problemi di convivenza dei suoi ragazzi, dall’altra deve mediare per la sopravvivenza dell’orfanotrofio con le figure di rilievo politico all’interno del ghetto. Per un lungo periodo egli riesce a evitare che i costanti rastrellamenti tedeschi tocchino i suoi protetti, rinunciando alle numerose occasioni che gli si prospettano per mettersi in salvo. Fino al 6 agosto 1942, giorno in cui… Continua a leggere

Subarnarekha (1965) Ritwik Ghatak

Nel 1948, a Calcutta, un anno dopo la divisione del Bengala, un gruppo di rifugiati costruisce alcune abitazioni provvisorie. Ne fanno parte Ishwar e sua sorella Sita, che formano un sorta di piccola comunità insieme al professor Haraprasad e a sua moglie. A loro si unisce una donna di bassa casta con suo figlio Abhiram. La donna viene rapita da uno zamindar, un signorotto locale; Ishwar, partito alla sua ricerca, non riesce a rintracciarla. Il giovane decide allora di procurarsi un lavoro e incontra un ex compagno di scuola, divenuto uomo d’affari, che gli procura un impiego in una fonderia sulle rive del fiume Subarna Rekha (…) Continua a leggere

Geshi monogatari (1992) Shunji Iwai

Una ragazza, da sola nella propria stanza presso un affittacamere, sopporta il tremendo caldo estivo grazie a un enorme ventilatore e facendo il bagno vestita in una tinozza; inganna il tempo leggendo articoli di cronaca nera sulle pagine di un quotidiano sparse sul pavimento; si cucina e mangia un piatto di spaghetti; osserva fuori dalla finestra usando un cannocchiale e una videocamera; e pensa in determinati momenti della giornata a quello che starà facendo sul lavoro Toru, il ragazzo di cui è innamorata… Continua a leggere

Mimino (1977) Georgiy Daneliya

Mimino lavora come pilota in Georgia in una piccola compagnia locale, che trasporta in elicottero persone, merci e animali nei piccoli villaggi. Ma il suo sogno è quello di pilotare i grandi aerei di linea e per realizzarlo si reca a Mosca. In albergo incontra Rubik, autista di camion armeno, alloggiato lì per errore. E questo dà lo spunto a una serie di avventure dei due malcapitati “provinciali”. Continua a leggere

Pygmalion (1938) Anthony Asquith, Leslie Howard

Un professore di fonetica (Leslie Howard) fa una scommessa a dir poco ambiziosa: è convinto di poter trasformare una povera fioraia dall’accento cockney (Wendy Hiller) in una dama dell’alta società britannica nel giro di sei mesi. Mentre la prova si fa sempre più complicata, anche i sentimenti giocheranno un ruolo importante.
È la prima trasposizione dell’omonima commedia di George Bernard Shaw, inizialmente poco propenso a una versione cinematografica, che verrà adattata anche per il più famoso My Fair Lady (1964) di George Cukor. (da Longtake.it) Continua a leggere

Davandeh (1984) Amir Naderi

Amiro è un ragazzo iraniano che ha perso la casa durante la guerra con l’Iraq. Amiro passa le sue giornate arrangiandosi con lavoretti precari per sbarcare il lunario alla meno peggio. A un certo punto capisce però che per realizzare i propri sogni è meglio studiare…
Meno celebre del connazionale Kiarostami, ma non meno bravo, Naderi si serve, come spesso accade nel cinema iraniano, dello sguardo puro dell’infanzia per darci una lettura concreta, tragica ma non pessimistica, della vita e delle sue durezze. (da filmtv.it) Continua a leggere