Archivio dell'autore: daneelolivawr

Hallelujah (1929) King Vidor

Zeko (Daniel L. Haynes), ragazzo di colore dell’Alabama, arriva in città per la vendita del cotone e rimane affascinato da una bella ballerina di nome Chick (Nina Mae McKinney). Quest’ultima, d’accordo col suo fidanzato, lo circuisce e Zeke perde tutti i suoi soldi: ne seguirà una colluttazione in cui lo stesso Zeke uccide accidentalmente suo fratello. Per redimersi inizia a fare il predicatore, ma tempo dopo incontrerà nuovamente Chick e fuggirà insieme a lei. Continua a leggere

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My dog Tulip (2009) Paul Fierlinger, Sandra Fierlinger

Film d’animazione rivolto ad un pubblico adulto, scritto e disegnato completamente al computer con le voci di grandi attori come Christopher Plummer, Isabella Rossellini e Lynn Redgrave. La storia, autobiografica, è ricavata dal libro omonimo di J.R. Ackerley (1896-1967), grande scrittore inglese, gay dichiarato in un periodo dove non era usuale rivelarsi. Ackerley, ormai oltre i cinquanta, si ritrova solo e senza più la speranza o l’energia di trovare un compagno. Decide così, per sentirsi meno solo, di acquistare una “cagna” Alsaziana (Alsatian bitch) che chiama Tulip. Il film ci racconta la splendida storia della convivenza, durata 15 anni, tra lo scrittore e Tulip, tanto da far dire ad Ackerley che questo è stato il vero amore della sua vita, il compagno ideale che aveva invano cercato per tanti anni. Il film ci regala intensi e sorprendenti momenti di vita dove ai comportamenti bizzarri e a volte stravaganti di Tulip (a un certo punto sembra che nessun cane maschio le vada bene) si contrappongono gli sforzi e la determinazione del suo padrone nel cercare di rendere sempre felice e soddisfatto il suo cane. Una bellissima storia d’amore che, solo per combinazione, coinvolge un uomo ed un cane. (da Cinemagay.it)
Da notare che il “cane alsaziano” viene chiamato in Italia “pastore tedesco”. Continua a leggere

The cheat (1915) Cecil B. DeMille

Edith Hardy gioca in Borsa con il denaro dell’Opera Pia di cui amministra i fondi. Una speculazione sbagliata le procura una perdita che non è in grado di rifondere e la donna, all’insaputa del marito, ricorre all’aiuto di un uomo ricco e si caccia in un guaio ancora peggiore. Il film che lanciò De Mille, un melodramma esotico che insieme ai film di Griffith è uno dei capisaldi nell’invenzione del cinema americano. (da filmtv.it) Continua a leggere

Redes (1936) Emilio Gómez Muriel, Fred Zinnemann

Commissionato dal Ministero dell’Educazione, girato ad Alvarado, un villaggio di pescatori nel golfo di Vera Cruz, sulla loro vita e sulla loro lotta contro lo sfruttamento, divenne un classico del cinema sociale, destinato al pubblico degli Indios ma applaudito dagli intellettuali newyorkesi. Strand ne fu il producer, il soggettista (insieme con i pescatori) e lo splendido fotografo; Zinnemann, esule viennese antinazista, vi esordì dirigendo gli improvvisati attori, assistito da Gómez Muriel. L’opera ebbe un grande influsso sui cineasti messicani, introdusse Strand al documentarismo della “scuola di New York” e sotto molti aspetti precedette La terra trema di L. Visconti. (da sapere.it) Continua a leggere

The sandpiper (1965) Vincente Minnelli

Laura Taylor è una pittrice anticonformista e vagamente hippy. Vive sola con il figlioletto Danny poiché si è rifiutata di sposarne il padre. Quando il tribunale le impone di affidare il ragazzino a un collegio perché riceva un’istruzione adeguata, Laura allaccia una relazione con il compassato direttore del collegio, un pastore protestante sposato a padre di due gemelli. Lei vive la cosa senza problemi, ma lui si macera per i rimorsi. Tra i due contendenti, logico che a fare le spese della situazione siano i bambini. (da filmtv.it) Continua a leggere

Herr Tartüff (1925) Friedrich Wilhelm Murnau

Un ricco vecchio vive con una governante avida che punta a impadronirsi dell’eredità. Per metterlo in guardia un suo nipote gli proietta un film con la storia dell’ipocrita Tartufo che cerca di appropriarsi dei beni di Orgione, ma viene smascherato da sua moglie. Continua a leggere

Nuit et brouillard (1956) Alain Resnais

Per questo documentario, commissionato dal Comitè d’histoire della seconda guerra mondiale per il decennale della liberazione, Resnais unisce spezzoni tratti da archivi storici delle Forze alleate e sequenze a colori girate sui luoghi della deportazione. Innestando le parole di un ex prigioniero (il poeta e saggista Jean Cayrol, i cui testi sono letti nell’edizione originale da Michel Bouquet) e la musica lieve di Hanns Eisler sugli allucinati documenti custoditi dalla burocrazia militare, Resnais svela al mondo l’orrore, “per non dimenticare e per incitare alla vigilanza. Senza sosta”. Continua a leggere

Das Wachsfigurenkabinett (1924) Paul Leni, Leo Birinsky

Un giovane poeta (Wilhelm Dieterle) scrive tre racconti per illustrare le vite di altrettanti personaggi i cui simulacri di cera sono custoditi in un museo. Lo aiuta la bella figlia del proprietario (Olga Belajeff).
Incantevole favola a episodi dal gusto onirico che segnala l’apertura della cupezza espressionista a un immaginario più leggero, Il gabinetto delle figure di cera è diviso in tre capitoli incorniciati dalla vicenda del poeta e di Eva. Nel primo, di stampo più ironico, uno sceicco (Emil Jannings) si incapriccia della bella moglie di un fornaio che vuole a tutti i costi aggiungere al suo harem. Nel secondo, dalla durata più consistente, Ivan il Terribile (Conrad Veidt) è in possesso di una clessidra che scandisce il momento esatto della morte delle sue vittime: il terrificante congegno si rivelerà letale per il tiranno. Nel terzo, il più interessante per il suo meccanismo metanarrativo, la figura di cera di Jack lo Squartatore si animerà minacciando il poeta che dovrà fuggire tra i baracconi. Continua a leggere

A tree grows in Brooklyn (1945) Elia Kazan

A Brooklyn, all’inizio del Novecento, vita dura per una irlandese madre di due figli che ha sulle spalle anche un marito simpatico, ma spesso disoccupato perché beone. 1° film di Kazan con una saga familiare di buoni sentimenti, sempre in bilico sul mélo, intessuta di piccoli piaceri e grandi dolori, piccole noie e grandi gioie. Poco personale, forse, ma di un artigianato narrativo squisito, non privo né di umorismo né di asprezza nella puntigliosa descrizione dell’ambiente sociale. Oscar per J. Dunn, attore non protagonista. (dal Morandini) Continua a leggere

São Paulo, Sociedade Anônima (1965) Luís Sérgio Person

A San Paolo del Brasile, Carlos abbandona la moglie Luciana e il figlio neonato per andare alla ricerca di un nuovo inizio per la propria vita. Mentre vaga per le strade della città, rievoca il periodo tra il 1957 e il 1961 quando era un giovane impiegato alla Volkswagen durante il boom dell’industria automobilistica in Brasile e lavorava al controllo qualità della fabbrica. Guadagnava un buon stipendio, ma non era soddisfatto della propria esistenza… Continua a leggere