Archivi categoria: Cortometraggi

Te (1963) István Szabó

Quinto cortometraggio diretto dal regista István Szabó dopo che – diplomatosi alla scuola del cinema – era approdato agli studi cinematografici Béla Balázs. Non ha praticamente una trama, perché si tratta soltanto di un atto di amore (girato in perfetto stile “nouvelle vague”) per Cecília Esztergályos (non a caso il titolo, tradotto in italiano, significa “Tu”). Vediamo così la giovane e bella attrice ungherese andare leggiadramente a spasso per le vie di una Budapest estiva e soleggiata, con un brano di Mozart come commento musicale.
Menzione Speciale al Festival di Cannes 1963. Continua a leggere

Drame passionnel (1906) Albert Capellani

L’incontro in un parco tra un uomo e una donna, mentre lei nel laghetto dà del cibo alle anatre, una passeggiata, una gita in barca nel laghetto e subito scocca la scintilla dell’amore. Un salto di quattro anni e li ritroviamo con una figlia e con il protagonista indolente alle amorose attenzioni della moglie. Una lettera d’addio verrà presto recapitata alla moglie e lui si tufferà in una nuova avventura dettata dall’interesse. Urgono i preparativi per il nuovo matrimonio, ma la moglie abbandonata non si rassegna e si presenta in chiesa il giorno delle nozze, estrae una pistola e… Continua a leggere

Aladin ou la lampe merveilleuse (1906) Albert Capellani

Usando i poteri di una lampada magica, Aladino conquista la ricchezza e l’amore della bella principessa. Dovrà però confrontarsi con un malvagio mago che riesce a sottrargli la lampada. Aladino deve, a questo punto, riprendersi il magico oggetto altrimenti perderà tutto. (Da Wikipedia) Continua a leggere

Cendrillon (1907) Albert Capellani

In questa féerie di Capellani del 1907 si mescolano i canonici elementi del genere, come i numeri di danza, con gli effetti speciali del cinema: il muro di una cucina si apre e Cenerentola vede la ricerca della proprietaria della scarpetta perduta. (Dal sito della Cineteca di Bologna) Continua a leggere

L’intrigante (1911) Albert Capellani

Rinchiusa in un ripostiglio che serve da camera oscura, una bimba guarda attraverso una fessura la futura matrigna con un uomo; fotografa la scena. Nella camera oscura prende forma la prova della piccola detective. (Dal sito della Cineteca di Bologna) Continua a leggere

Matrioskos (2005) Deimantas Narkevicius

Matrioskos usa lo stile documentaristico per ritrarre la vita di tre prostitute lituane, le cui vicende si intrecciano tra loro. La tragedia umana e sociale ha un effetto commovente sullo spettatore, permettendo che venga superata l’evidente discrepanza tra immagine e narrazione.
Narkevicius è uno degli artisti lituani più prolifici e più noti sulla scena artistica internazionale. Ha rappresentato la sua nazione alla 49.a Biennale di Venezia del 2001 e ha esposto alla 50.a Biennale di Venezia del 2003, nella “Stazione Utopia” curata da Molly Nesbit e da Hans Ulrich Obrist. Continua a leggere

Une femme coquette (1955) Jean-Luc Godard

une-femme-coquette

Opera prima di Jean-Luc Godard, questo cortometraggio è tratto dalla novella Le Signe (Il Cenno) di Guy de Maupassant. Una donna decide di imitare il gesto che ha visto fare a una prostituta per adescare gli uomini che passano sotto la sua finestra. Ma quando un uomo risponderà al suo cenno…
Nel testo originale di Maupassant la vicenda è ambientata in interni, siccome la donna fa i cenni dalla propria finestra, mentre nella revisione di Godard (che per l’occasione si firma con lo pseudonimo di Hans Lucas) i personaggi si incontrano su una panchina della Ile Rousseau a Ginevra. Continua a leggere

The Accordion (2010) Jafar Panahi

The Accordion

Jafar Panahi, agli arresti domiciliari in Iran, ha girato questo cortometraggio nel 2010 poco prima del suo arresto, ed è riuscito a farlo pervenire fortunosamente ed in incognito al mondo occidentale (presentato a Venezia per le Giornate degli Autori). E’ quasi un distillato di tutto il suo cinema. E’ la storia di due fratellini di famiglia povera che chiedono l’elemosina per strada suonando l’accordion (piccola fisarmonica) che viene loro sottratta da un ladro ancor più derelitto e reietto di loro. Costui (che non sa suonare lo strumento) tenta invano di utilizzarlo per elemosinare. I due fratellini, avendolo rintracciato ed essendosi impietositi, abbandonano i propositi di vendetta, ed iniziano con lui una commovente collaborazione fra poveri. Continua a leggere

Pull my daisy (1959) Robert Frank, Alfred Leslie

Pull my daisy

Dal 3° atto della pièce The Beat Generation di Jack Kerouac (voce narrante) su cui i 2 registi – anche sceneggiatori, fotografi e montatori – e gli interpreti hanno improvvisato alla maniera del jazz. Atmosfera buffa da manicomio. “Mi piace anche perché utilizza un linguaggio più simile a quello della pittura o del collage che a quello della regia cinematografica…” (Jim Jarmusch). Considerato – con Ombre di Cassavetes e I Magnifici Idioti di A. Mekas – l’inizio del New American Cinema. (dal Morandini) Continua a leggere

La maison des lions (1912) Louis Feuillade

La maison des lions

La vedova di un viaggiatore dell’Africa tiene nella sua serra dei leoni. Un giorno scopre il loro inserviente mentre maltratta gli animali, lo licenzia e…
Uno dei tanti corti di Feuillade, che stava perfezionando il suo linguaggio cinematografico; dopo 3 anni farà un’opera assolutamente moderna come “I vampiri”, con una struttura cinematografica innovativa. Dobbiamo pensare che ci troviamo nel 1912 e, anche a livello di recitazione, entriamo in un linguaggio completamente diverso dalla maggior parte delle opere dell’epoca. Continua a leggere