Archivi categoria: Documentari

Koko, le gorille qui parle (1978) Barbet Schroeder

Storia della gorilla Koko, nata in cattività, e della dottoressa Francine Patterson, che le ha insegnato a esprimersi attraverso il linguaggio dei segni.
Osservando quello che accade a casa di Koko, il regista Barbet Schroeder si limita a fotografare le giornate tipo della gorilla e della sua amica Francine, senza intervenire in alcun modo. Tra esercizi, giochi e piccoli aneddoti, ci si sorprende a scoprire un rapporto affettuoso tra un umano e un primate, un rapporto che ricorda, col passare dei minuti, quello di una mamma con il proprio figlio. Koko riconosce parole, forme e colori, è in grado di comunicare le proprie emozioni e sensazioni, è in grado di decidere quale maglione vuole indossare per la passeggiata e di chiedere di essere coccolata. Un toccante documento, anche se formalmente piuttosto semplice, che invita a riflettere sulla nostra relazione con le altre specie, spesso più umane di quanto noi dimostriamo di essere. (da Longtake.it) Continua a leggere

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A constant forge (2000) Charles Kiselyak

Documentario interessantissimo e istruttivo su John Cassavetes, il nome più celebre del cinema indipendente americano, undici anni dopo la sua morte. Costellato di retroscena e aneddoti gustosi, narrati dai suoi amici e collaboratori, ne ripercorre le opere e la vita privata durante quasi tre ore e mezza. Tra i tanti intervistati spiccano la moglie Gena Rowlands e i fedelissimi amici Peter Falk e Ben Gazzara. Continua a leggere

Nuit et brouillard (1956) Alain Resnais

Per questo documentario, commissionato dal Comitè d’histoire della seconda guerra mondiale per il decennale della liberazione, Resnais unisce spezzoni tratti da archivi storici delle Forze alleate e sequenze a colori girate sui luoghi della deportazione. Innestando le parole di un ex prigioniero (il poeta e saggista Jean Cayrol, i cui testi sono letti nell’edizione originale da Michel Bouquet) e la musica lieve di Hanns Eisler sugli allucinati documenti custoditi dalla burocrazia militare, Resnais svela al mondo l’orrore, “per non dimenticare e per incitare alla vigilanza. Senza sosta”. Continua a leggere

The making of Autumn Sonata (1978) Ingmar Bergman

Documentario molto interessante e istruttivo sulla produzione del film Höstsonaten (Sinfonia d’autunno), girato da Ingmar Bergman in Norvegia tra il settembre e il novembre del 1977. Il film è ricordato come l’unico in cui lavorarono assieme i due Bergman (il regista Ingmar e l’attrice Ingrid), mostri sacri del cinema svedese e mondiale. In quasi tre ore e mezza di documentario vediamo dunque i preparativi (lettura collegiale della sceneggiatura, lezione di pianoforte, prova costumi, prova trucco), le varie giornate passate sul set dal regista, dagli attori e dai tecnici, le interviste e la conferenza stampa, ma anche momenti di relax e di allegra convivialità. Continua a leggere

François Truffaut, une autobiographie (2004) Anne Andreu

Prodotto 20 anni dopo la morte di François Truffaut, questo documentario ne ripercorre le principali tappe della vita e della carriera attraverso le interviste di repertorio al regista, il backstage dei film principali, i ricordi dei collaboratori, della ex moglie e dei colleghi che l’hanno conosciuto e stimato. Una testimonianza (inedita in Italia) imperdibile per tutti gli appassionati di Truffaut e della nouvelle vague. Continua a leggere

Ende einer Kommune? (1970) Joachim von Mengershausen

Interessantissimo documentario girato nel 1969 su Rainer Werner Fassbinder e i primi anni del leggendario Antiteater di cui era membro e leader. E’ possibile vedere e ascoltare alcuni degli attori che lui avrebbe usato per i suoi film negli anni successivi. Il documentario mostra anche le prove del suo “Das Kaffeehaus” (La bottega del caffè), che diventò anche un film per la televisione, e delle sequenze del Festival del Cinema di Berlino 1969, dove fu presentato “Liebe ist kälter als der Tod” (L’amore è più freddo della morte). Come viene detto in questo documentario, il film d’esordio di Fassbinder fu accolto con freddezza da molti giornalisti e spettatori della rassegna. Continua a leggere

Det gode og det onde (1975) Jørgen Leth

Sperimentale nei toni, Bene e Male sfrutta la sensibilità poetica di Jørgen Leth per offrire provocatorie riflessioni sugli avvenimenti di tutti i giorni che acquisiscono nuova risonanza attraverso un’analisi minuziosa. Ha scritto l’autore: «La vita dev’essere scrutata ed esaminata attentamente, questo è un film indagatore. Qual è la vera motivazione nascosta dietro ciò che la gente fa, ciò di cui parla, ciò che prova? Bene e Male cerca di rispondere a questa domanda. È un film che fa una netta distinzione tra bene e male, tra bellezza e bruttezza, tra passione e razionalità, tra l’espressione facciale e corporea, tra le parole dette e la gestualità, tra un gesto di tenerezza e una semplice tazza di caffè». (da torinofilmfestival.org) Continua a leggere

Rotterdam-Europoort (1966) Joris Ivens

Dopo una lunga assenza, a metà anni ’60 Ivens ritorna in Olanda, dove gira Rotterdam-Europoort, semi-documentario sulla vita e sul lavoro di uno dei maggiori porti del mondo. Vi inserisce, con evidente sapore autobiografico, il tema del leggendario Olandese Volante, che torna a Rotterdam, dopo secoli di girovagare per i mari.
Con questo film, in cui non manca una generica accusa contro la moderna società e contro quei fenomeni di spersonalizzazione provocati dalla società industriale, ha inizio la collaborazione con Marceline Loridan, che sposerà nel 1976. Continua a leggere

Toute la mémoire du monde (1957) Alain Resnais

Il documentario esplora tutta la complessa struttura architettonica e la gigantesca macchina organizzativa della Biblioteca Nazionale di Parigi. Non ne vengono mostrati solo gli aspetti monumentali e lo strutture logistiche più note e appariscenti, ma vengono descritti anche i luoghi segreti o apparentemente poco significativi, il lavoro minuzioso, metodico, misconosciuto, ma essenziale al funzionamento della grande “memoria” degli innumerevoli impiegati della “Nationale”. Così, accanto alle grandi statue rinascimentali e neoclassiche, alle grandi sale di lettura immerse nella luce filtrata dalle vetrate barocche e liberty, Resnais descrive i recessi bui delle cantine, gli stanzoni silenziosi e polverosi delle soffitte, i cantieri in cui si stanno costruendo le nuove ali dell’enorme edificio, il lavoro di accoglimento, catalogazione, schedatura, distribuzione dei nuovi e vecchi volumi depositati. (da mymovies.it) Continua a leggere

Le Mistral (1965) Joris Ivens

Il Mistral, al richiamo del mare, scende con forza dalle montagne per invadere luoghi e persone, attraversa la valle del Rodano e la Provenza fino al Mediterraneo. Poema lirico ivensiano, Pour le Mistral completa una serie di opere tematiche fortemente legate agli elementi naturali, iniziata con La Pioggia e definitivamente affermatasi con Quando la Senna incontra Parigi. Questo cinema, come ammesso dallo stesso regista, costituisce: «l’altro aspetto della mia arte di cineasta: l’ambizione poetica». Il vento, come forza della natura, è indagato nella sua essenza, da qui le soggettive impossibili che inseguono il punto di vista e la corporeità del Mistral. Filmare l’invisibile resta una dominante inesauribile nella poetica ivensiana, è l’utopia della visione, del cinema, che verrà definitivamente risolta con Io e il Vento dove la presenza dello stesso regista legittima la possibilità di rappresentare un elemento che l’occhio umano non può percepire: il vento. (da cinemambiente.it) Continua a leggere