Archivi categoria: Documentari

Ende einer Kommune? (1970) Joachim von Mengershausen

Interessantissimo documentario girato nel 1969 su Rainer Werner Fassbinder e i primi anni del leggendario Antiteater di cui era membro e leader. E’ possibile vedere e ascoltare alcuni degli attori che lui avrebbe usato per i suoi film negli anni successivi. Il documentario mostra anche le prove del suo “Das Kaffeehaus” (La bottega del caffè), che diventò anche un film per la televisione, e delle sequenze del Festival del Cinema di Berlino 1969, dove fu presentato “Liebe ist kälter als der Tod” (L’amore è più freddo della morte). Come viene detto in questo documentario, il film d’esordio di Fassbinder fu accolto con freddezza da molti giornalisti e spettatori della rassegna. Continua a leggere

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Det gode og det onde (1975) Jørgen Leth

Sperimentale nei toni, Bene e Male sfrutta la sensibilità poetica di Jørgen Leth per offrire provocatorie riflessioni sugli avvenimenti di tutti i giorni che acquisiscono nuova risonanza attraverso un’analisi minuziosa. Ha scritto l’autore: «La vita dev’essere scrutata ed esaminata attentamente, questo è un film indagatore. Qual è la vera motivazione nascosta dietro ciò che la gente fa, ciò di cui parla, ciò che prova? Bene e Male cerca di rispondere a questa domanda. È un film che fa una netta distinzione tra bene e male, tra bellezza e bruttezza, tra passione e razionalità, tra l’espressione facciale e corporea, tra le parole dette e la gestualità, tra un gesto di tenerezza e una semplice tazza di caffè». (da torinofilmfestival.org) Continua a leggere

Rotterdam-Europoort (1966) Joris Ivens

Dopo una lunga assenza, a metà anni ’60 Ivens ritorna in Olanda, dove gira Rotterdam-Europoort, semi-documentario sulla vita e sul lavoro di uno dei maggiori porti del mondo. Vi inserisce, con evidente sapore autobiografico, il tema del leggendario Olandese Volante, che torna a Rotterdam, dopo secoli di girovagare per i mari.
Con questo film, in cui non manca una generica accusa contro la moderna società e contro quei fenomeni di spersonalizzazione provocati dalla società industriale, ha inizio la collaborazione con Marceline Loridan, che sposerà nel 1976. Continua a leggere

Toute la mémoire du monde (1957) Alain Resnais

Il documentario esplora tutta la complessa struttura architettonica e la gigantesca macchina organizzativa della Biblioteca Nazionale di Parigi. Non ne vengono mostrati solo gli aspetti monumentali e lo strutture logistiche più note e appariscenti, ma vengono descritti anche i luoghi segreti o apparentemente poco significativi, il lavoro minuzioso, metodico, misconosciuto, ma essenziale al funzionamento della grande “memoria” degli innumerevoli impiegati della “Nationale”. Così, accanto alle grandi statue rinascimentali e neoclassiche, alle grandi sale di lettura immerse nella luce filtrata dalle vetrate barocche e liberty, Resnais descrive i recessi bui delle cantine, gli stanzoni silenziosi e polverosi delle soffitte, i cantieri in cui si stanno costruendo le nuove ali dell’enorme edificio, il lavoro di accoglimento, catalogazione, schedatura, distribuzione dei nuovi e vecchi volumi depositati. (da mymovies.it) Continua a leggere

Le Mistral (1965) Joris Ivens

Il Mistral, al richiamo del mare, scende con forza dalle montagne per invadere luoghi e persone, attraversa la valle del Rodano e la Provenza fino al Mediterraneo. Poema lirico ivensiano, Pour le Mistral completa una serie di opere tematiche fortemente legate agli elementi naturali, iniziata con La Pioggia e definitivamente affermatasi con Quando la Senna incontra Parigi. Questo cinema, come ammesso dallo stesso regista, costituisce: «l’altro aspetto della mia arte di cineasta: l’ambizione poetica». Il vento, come forza della natura, è indagato nella sua essenza, da qui le soggettive impossibili che inseguono il punto di vista e la corporeità del Mistral. Filmare l’invisibile resta una dominante inesauribile nella poetica ivensiana, è l’utopia della visione, del cinema, che verrà definitivamente risolta con Io e il Vento dove la presenza dello stesso regista legittima la possibilità di rappresentare un elemento che l’occhio umano non può percepire: il vento. (da cinemambiente.it) Continua a leggere

Liv & Ingmar (2012) Dheeraj Akolkar

Liv Ullmann e Ingmar Bergman si incontrano nel 1964, formando una delle più grandi coppie della storia del cinema. Insieme hanno vissuto per cinque anni, avuto un bambino e realizzato 12 film. Quasi cinquant’anni dopo, nonostante Bergman sia ormai morto, il loro amore è ancora vivo e a raccontarlo dalla casa di Bergman a Faro, in Svezia, è Liv Ullmann in interviste che raccontano gli aspetti privati e lavorativi del regista. Alle parole fanno eco le scene tratte dai loro film, che mostrano come il loro rapporto personale abbia ispirato anche il lavoro sul set e davanti alla cinepresa. (da filmtv.it) Continua a leggere

Pesn o geroyakh (1932) Joris Ivens

Il documentario segue la costruzione di un altoforno all’estremità degli Urali per mano dell’Organizzazione della gioventù comunista sovietica (Komsomol), e la vicenda del pastore analfabeta Afasaneev che, lasciando attività e casa, si impegna nel lavoro del cantiere, crescendo insieme ad esso. Continua a leggere

Entuziazm (1931) Dziga Vertov

Resoconto epico-lirico dell’attività febbrile nel Donbass, bacino minerario del Donec, affluente del fiume Don, tra Ucraina e Russia, alla fine del primo piano quinquennale. Dopo un avvio in chiave anticlericale sulle vestigia superstiziose della vita religiosa, si descrive il lavoro nelle miniere di carbone e nelle grandi officine metallurgiche. L’umorismo (involontario?) dei minatori che si allenano all’aperto va a segno.
Interessante e originale l’uso del sonoro che fu registrato dal vivo in sincrono con microfoni collegati a centri radiofonici durante le riprese, poi miscelate con musiche e canti. “E’ una delle migliori sinfonie che abbia mai ascoltato. Vertov è un vero musicista” (C. Chaplin). (dal Morandini) Continua a leggere

Guernica (1950) Alain Resnais, Robert Hessens

13 minuti per ripercorrere il bombardamento di Guernica, in Spagna, da parte dei nazisti il 26 aprile 1937; la macchina da presa si sofferma su alcune opere che Picasso realizzò fra il 1902 e il 1949, in particolare analizzando nei dettagli il famoso dipinto intitolato proprio Guernica. (da filmtv.it) Continua a leggere

Chronique d’un été (1961) Jean Rouch, Edgar Morin

Chronique d’un été è una pietra miliare nella storia del cinema. Jean Rouch ed Edgar Morin sono stati tra i primi cineasti a utilizzare l’audio sync equipaggiato a una 16mm. Quest’opera sancisce la definitiva affermazione del “cinéma vérité”, la sua metodologia e la nascita di un acceso dibattito teorico. “Comment vis-tu?”, la domanda di partenza posta a frammenti generazionali del 1960, in attesa della fine della guerra in Algeria. L’inchiesta coinvolge anche Marceline Loridan (che sposerà Joris Ivens e ne assumerà il cognome), ex deportata e futura documentarista. Alla fine i registi si ritroveranno a vedere e commentare il loro film, mentre la guerra, forse, finirà l’anno seguente. (da cinemambiente.it) Continua a leggere