Archivi categoria: Documentari

Toute la mémoire du monde (1957) Alain Resnais

Il documentario esplora tutta la complessa struttura architettonica e la gigantesca macchina organizzativa della Biblioteca Nazionale di Parigi. Non ne vengono mostrati solo gli aspetti monumentali e lo strutture logistiche più note e appariscenti, ma vengono descritti anche i luoghi segreti o apparentemente poco significativi, il lavoro minuzioso, metodico, misconosciuto, ma essenziale al funzionamento della grande “memoria” degli innumerevoli impiegati della “Nationale”. Così, accanto alle grandi statue rinascimentali e neoclassiche, alle grandi sale di lettura immerse nella luce filtrata dalle vetrate barocche e liberty, Resnais descrive i recessi bui delle cantine, gli stanzoni silenziosi e polverosi delle soffitte, i cantieri in cui si stanno costruendo le nuove ali dell’enorme edificio, il lavoro di accoglimento, catalogazione, schedatura, distribuzione dei nuovi e vecchi volumi depositati. (da mymovies.it) Continua a leggere

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Le Mistral (1965) Joris Ivens

Il Mistral, al richiamo del mare, scende con forza dalle montagne per invadere luoghi e persone, attraversa la valle del Rodano e la Provenza fino al Mediterraneo. Poema lirico ivensiano, Pour le Mistral completa una serie di opere tematiche fortemente legate agli elementi naturali, iniziata con La Pioggia e definitivamente affermatasi con Quando la Senna incontra Parigi. Questo cinema, come ammesso dallo stesso regista, costituisce: «l’altro aspetto della mia arte di cineasta: l’ambizione poetica». Il vento, come forza della natura, è indagato nella sua essenza, da qui le soggettive impossibili che inseguono il punto di vista e la corporeità del Mistral. Filmare l’invisibile resta una dominante inesauribile nella poetica ivensiana, è l’utopia della visione, del cinema, che verrà definitivamente risolta con Io e il Vento dove la presenza dello stesso regista legittima la possibilità di rappresentare un elemento che l’occhio umano non può percepire: il vento. (da cinemambiente.it) Continua a leggere

Liv & Ingmar (2012) Dheeraj Akolkar

Liv Ullmann e Ingmar Bergman si incontrano nel 1964, formando una delle più grandi coppie della storia del cinema. Insieme hanno vissuto per cinque anni, avuto un bambino e realizzato 12 film. Quasi cinquant’anni dopo, nonostante Bergman sia ormai morto, il loro amore è ancora vivo e a raccontarlo dalla casa di Bergman a Faro, in Svezia, è Liv Ullmann in interviste che raccontano gli aspetti privati e lavorativi del regista. Alle parole fanno eco le scene tratte dai loro film, che mostrano come il loro rapporto personale abbia ispirato anche il lavoro sul set e davanti alla cinepresa. (da filmtv.it) Continua a leggere

Pesn o geroyakh (1932) Joris Ivens

Il documentario segue la costruzione di un altoforno all’estremità degli Urali per mano dell’Organizzazione della gioventù comunista sovietica (Komsomol), e la vicenda del pastore analfabeta Afasaneev che, lasciando attività e casa, si impegna nel lavoro del cantiere, crescendo insieme ad esso. Continua a leggere

Entuziazm (1931) Dziga Vertov

Resoconto epico-lirico dell’attività febbrile nel Donbass, bacino minerario del Donec, affluente del fiume Don, tra Ucraina e Russia, alla fine del primo piano quinquennale. Dopo un avvio in chiave anticlericale sulle vestigia superstiziose della vita religiosa, si descrive il lavoro nelle miniere di carbone e nelle grandi officine metallurgiche. L’umorismo (involontario?) dei minatori che si allenano all’aperto va a segno.
Interessante e originale l’uso del sonoro che fu registrato dal vivo in sincrono con microfoni collegati a centri radiofonici durante le riprese, poi miscelate con musiche e canti. “E’ una delle migliori sinfonie che abbia mai ascoltato. Vertov è un vero musicista” (C. Chaplin). (dal Morandini) Continua a leggere

Guernica (1950) Alain Resnais, Robert Hessens

13 minuti per ripercorrere il bombardamento di Guernica, in Spagna, da parte dei nazisti il 26 aprile 1937; la macchina da presa si sofferma su alcune opere che Picasso realizzò fra il 1902 e il 1949, in particolare analizzando nei dettagli il famoso dipinto intitolato proprio Guernica. (da filmtv.it) Continua a leggere

Chronique d’un été (1961) Jean Rouch, Edgar Morin

Chronique d’un été è una pietra miliare nella storia del cinema. Jean Rouch ed Edgar Morin sono stati tra i primi cineasti a utilizzare l’audio sync equipaggiato a una 16mm. Quest’opera sancisce la definitiva affermazione del “cinéma vérité”, la sua metodologia e la nascita di un acceso dibattito teorico. “Comment vis-tu?”, la domanda di partenza posta a frammenti generazionali del 1960, in attesa della fine della guerra in Algeria. L’inchiesta coinvolge anche Marceline Loridan (che sposerà Joris Ivens e ne assumerà il cognome), ex deportata e futura documentarista. Alla fine i registi si ritroveranno a vedere e commentare il loro film, mentre la guerra, forse, finirà l’anno seguente. (da cinemambiente.it) Continua a leggere

Les statues meurent aussi (1953) Alain Resnais, Chris Marker, Ghislain Cloquet

Les statues meurent aussi

Su commissione della rivista Présence Africaine, fondata nel 1947 e sostenuta da molti scrittori e intellettuali di fama (tra cui Sartre, Camus, Gide), Alain Resnais e Chris Marker, autore del commento, impiegano 3 anni a completare il documentario. Perché? Censura diretta e indiretta prima, poi vietato fino al 1965 quando uscì in edizione mutilata e in quella completa nel 1968. “Ci avevano ordinato un film sull’arte negra. Marker e io siamo partiti da questa domanda: perché l’arte negra si trova al Musée de l’Homme, mentre l’arte greca ed egiziana sono al Louvre?”. Continua a leggere

Mor vran (1931) Jean Epstein

Mor vran

Documentario di Epstein sull’eterna lotta tra gli uomini e gli elementi della natura, in questo caso il mare della Bretagna. L’incertezza del futuro, la morte che è sempre in agguato non scalfiscono l’amore di queste persone per queste rocce e per questo mare, così aspro e duro. La vita prosegue comunque e nuovi amori e nuovi progetti nascono, mostrando scene di vita quotidiana dove si alternano drammi ed allegria. Continua a leggere

Aufschub (2007) Harun Farocki

Aufschub

Documentario di Harun Farocki che monta i filmati realizzati nel 1944 nel lager di Westerbork (Olanda) dal cameraman ebreo tedesco Rudolf Breslauer, su incarico del comandante del campo. Quest’ultimo voleva un documentario propagandistico che dimostrasse come gli internati venivano trattati bene (si trattava solo di un “campo di transito” e le atrocità erano perpetrate altrove), ma Breslauer non ebbe il tempo di montarlo e fu deportato ad Auschwitz dove morì il 28 febbraio 1945. Continua a leggere