Archivi categoria: Lungometraggi

La vieille dame indigne (1965) René Allio

Alla morte del marito la settantenne signora Berthe si ritrova “sola, senza obblighi, con mezzi modesti ma sufficienti”. Decide di godersi la vita con grande scandalo dei parenti. I suoi ultimi due anni saranno felici. Ispirato a un racconto di B. Brecht, questo 1° film di Allio è una delizia di equilibrio, scelta dei particolari, realismo, serenità luminosa. Col suo sguardo meravigliato sul mondo e la sua nuova disponibilità alla libertà, Louise Sylvie (1883-1970) ebbe la grande parte della sua lunga carriera. (dal Morandini) Continua a leggere

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O pagador de promessas (1962) Anselmo Duarte

Zé, un religiosissimo contadino, per assolvere ad un voto fatto a Santa Barbara per la guarigione del suo asino, vuole dividere le sue terre con i braccianti e reca a spalla una pesante croce dal suo paese fino alla città, per portarla nella chiesa della Santa. Ma nell’ingenua religiosità popolare brasiliana i Santi cattolici si mescolano e si confondono con le divinità pagane del “Candomblé”. Il parroco, Padre Olavo, respinge duramente questa inusitata richiesta, ma la testardaggine di Zé nel voler a tutti i costi assolvere al suo voto dà inizio ad un crescendo di contrasti con le ottuse e disumane autorità religiose che condurrà inevitabilmente ad esiti drammatici.
Palma d’Oro al Festival di Cannes 1962. Continua a leggere

Babycakes (1989) Paul Schneider

Grace è una ragazza in sovrappeso, senza affetti e con una vita abitudinaria tra il lavoro presso un’impresa funebre ed il suo unico conforto: il cibo. Un giorno vede Rob, un bel conduttore di treni della metropolitana e se ne innamora. Sebbene lui abbia una sua vita e non la veda nemmeno, la vita di Grace cambierà… Continua a leggere

Die pest in Florenz (1919) Otto Rippert

Siamo nel Medioevo e la peste infuria ovunque provocando morte e sofferenza. Un nobile si rinchiude in castello con i suoi ospiti e per stare allegro organizza una grande festa da ballo in maschera. Tra gli invitati però vi è una oscura presenza…
La sceneggiatura è di Fritz Lang e già in questo film sono presenti i temi che ricorreranno in suoi diversi film, la pena, il perdono e la morte. Continua a leggere

Nabat (2014) Elchin Musaoglu

Nabat e il marito Iskender, un ex operaio forestale vecchio e malato, vivono in una piccola casa lontana da un villaggio azerbaigiano. Con il figlio ucciso a causa della guerra, la loro sopravvivenza è garantita dalla vendita del latte della loro unica mucca, che Nabat porta a giorni alterni al villaggio ormai quasi abbandonato. Dopo la morte del marito, Nabat dovrà imparare come sopravvivere. (da filmtv.it) Continua a leggere

Nemuru otoko (1996) Kôhei Oguri

Hitosuji, un piccolo villaggio sulle sponde di un fiume tra le colline. Attorno a Takuji, in coma dopo un incidente avvenuto sulle montagne dell’America Latina, si intrecciano le vicende di Tia, una ragazza dell’Asia Meridionale che ha perduto il figlio, e di Kamimura, un ex compagno di scuola di Takuji che fa spesso visita all’amico. Quando la madre di Takuji crede di percepire in un soffio di vento l’anima del figlio che abbandona il corpo, anche Kamimura, osservando la luna piena, capisce che l’amico è morto. (da torinofilmfest.org) Continua a leggere

Das Schiff der verlorenen Menschen (1929) Maurice Tourneur

Ethel Marley è un’americana coraggiosa, una delle poche donne che osavano a quel tempo usare l’aereo per attraversare gli oceani. Tuttavia, in una delle sue audaci imprese l’aereo va in avaria e si schianta in mare. Ma Ethel ha un colpo di fortuna: nei pressi si trova una nave. Così il giovane e attraente americano William Cheyne, che è a bordo contro la propria volontà, e il cuoco Grischa scoprono di notte il relitto in mare e recuperano Ethel. Ma dopo questo salvataggio per Ethel iniziano i guai, perché quella è una nave di trafficanti… Continua a leggere

Apa (1966) István Szabó

Il piccolo ungherese Tako costruisce per sé e per gli altri un’immagine mitica del padre medico morto alla fine della guerra, rendendolo protagonista di mirabolanti gesta partigiane. Il tempo passa, arriva la rivolta del ’56 e, ormai adulto, Tako fa i conti con se stesso e con la più modesta realtà del genitore. Evidente e lucidissima critica del culto della personalità e della figura carismatica di Stalin, vissuta dall’autore (e dai migliori registi dell’Est della sua generazione) in tutta la sua drammaticità lacerante tra la ricerca di una propria matura autonomia e il lascito politico e morale dei padri. (dal Mereghetti)
Grand Prix al Festival di Mosca 1967. Premio Speciale della Giuria al Festival di Locarno 1967. Continua a leggere

The marriage circle (1924) Ernst Lubitsch

Nella Vienna di inizio ventesimo secolo, la disinibita Mizzi (Marie Prevost) seduce il marito di Charlotte (Florence Vidor), sua cara amica ai tempi della scuola, il dottor Franz Braun (Monte Blue). Il marito di Mizzi, il professor Joseph Stock (Adolphe Menjou), ingaggia un detective per incastrare la moglie fedifraga e ottenere il divorzio. Il tutto mentre il dottor Gustav Mueller (Creighton Hale), collega di Braun, medita di dichiararsi a Charlotte di cui è innamorato da tempo.
Primo grande successo americano per Lubitsch grazie a una commedia degli equivoci dal ritmo frenetico, maliziosa e ficcante, ma al tempo stesso amara e malinconica. (da Longtake.it) Continua a leggere

Tamala 2010: A punk cat in space (2002) Tol

Tamala è una gattina unenne, parte dalla città di Meguro verso la costellazione di Orione ma un asteroide la obbliga ad atterrare sul pianeta Q, dove sono in corso violenti scontri etnici tra cani e gatti, commentati con distacco da due prostitute, annoiate in mezzo alla violenza dilagante. Il pianeta Q è il luogo dove Tamala conosce il gatto Michelangelo (che lei si ostina a chiamare MoiMoi, non si sa per quale motivo), e dove soprattutto vengono spiegati(?) i legami che uniscono l’esistenza della gattina alla megamultinazionale Catty & Co., dominatrice quasi incontrastata di questa galassia alternativa. (dal blog Mag Mell) Continua a leggere