Archivi categoria: Lungometraggi

Még kér a nép (1972) Miklós Jancsó

Verso la fine del 19 secolo, alcuni contadini ungheresi si ribellano ai padroni latifondisti bruciando i raccolti ed incitando i soldati ad abbandonare le armi. In un villaggio una chiesa viene distrutta perché il clero è accusato di essere dalla parrte dei padroni. Ma le forze del potere si coalizzano e passano al contrattacco. Nonostante ciò, la rivoluzione non è morta e il suo spirito sussiste in attesa del tempo più adatto per riscoppiare. (da Comingsoon.it) Continua a leggere

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Kazabana (1959) Keisuke Kinoshita

La vita in un villaggio rurale del dopoguerra giapponese scorre triste e difficile per Haruko e il figlio Suteo. Haruko era stata accolta controvoglia nella nobile famiglia dei Nagura diciannove anni prima in quanto incinta del figlio di Hideo, il giovane rampollo della casata, dopo aver invano tentato un suicidio per amore gettandosi in un fiume insieme al giovane, che invece perde la vita. L’unica a mostrare gentilezza nei loro confronti è la giovane Sakura, l’unica figlia dei Nagura, che tratta Suteo con l’affetto di una sorella. Quando però per Sakura arriva il momento di sposarsi, Suteo, che nutre sentimenti profondi per la ragazza, entra in un periodo di profonda depressione. (da filmtv.it) Continua a leggere

High Wall (1947) Curtis Bernhardt

Da un romanzo (1936) di Alan R. Clarke e dal suo adattamento teatrale di Bradbury Foote. Un ex pilota militare, ferito di guerra, è internato in un ospedale psichiatrico dopo aver strangolato la moglie. Poi si arriva alla scoperta del vero assassino. La storia, impregnata di apporti psicanalitici secondo la moda dell’epoca, è discutibile, ma Bernhardt, uno dei cineasti tedeschi emigrati dopo l’avvento del nazismo prima in Francia e poi a Hollywood, la mette in immagini come un noir suggestivo grazie anche alla fotografia di Paul Vogel e alla interpretazione di Marshall nell’ambiguo personaggio di Whitcombe. (Il Morandini) Continua a leggere

Leo Sonnyboy (1989) Rolf Lyssy

Dieci anni dopo il grande successo di Die Schweizermacher, divertente satira dei metodi della polizia svizzera verso gli aspiranti alla cittadinanza, Rolf Lyssy affronta ancora il tema degli immigrati. Leo Sonnyboy, goffo e tranquillo ferroviere, scapolo suo malgrado, oberato da una madre ingombrante, viene coinvolto da un amico in un finto matrimonio con una ballerina tailandese, che in questo modo potrà ottenere la cittadinanza. Ma le cose prenderanno una inaspettata piega tragicomica, con esiti molto diversi da quelli che i tre protagonisti avevano immaginato. Continua a leggere

Oi Germanoi xanarhontai… (1948) Alekos Sakellarios

Quattro anni dopo l’occupazione nazista, la Grecia vive una guerra civile che mette di fronte fascisti e comunisti. A Theodoros, un comune padre di famiglia, non piace il fatto che i suoi compatrioti si uccidano a vicenda, e che le persone dimentichino la miseria che hanno sopportato durante l’occupazione. Ma allora “eravamo nell’oscurità in attesa della luce e, ora che siamo nella luce, l’oscurità ci sta divorando”, così non vuole ignorare le voci secondo cui Hitler è ancora vivo, nascosto da qualche parte. Ma quando si sveglia da un pisolino, la notizia esplode: i tedeschi, più potenti e assetati di sangue, stanno invadendo tutta l’Europa, inclusa la Grecia. Il film riscosse un grande successo commerciale, mentre da molti fu considerato il precursore dei grandi successi del cinema greco di quel tempo. Continua a leggere

Korczak (1990) Andrzej Wajda

Il medico e scrittore Janusz Korczak è un ebreo polacco. Educatore, è anche il responsabile di un orfanotrofio di Varsavia in cui accoglie e cura circa duecento bambini. Durante l’invasione nazista della Polonia, è stato costretto a trasferire la sua Casa degli orfani all’interno del ghetto ebraico, dove prosegue nel suo operato. Korczak è impegnato su più fronti. Se da una parte deve confrontarsi con le esigenze materiali e con i problemi di convivenza dei suoi ragazzi, dall’altra deve mediare per la sopravvivenza dell’orfanotrofio con le figure di rilievo politico all’interno del ghetto. Per un lungo periodo egli riesce a evitare che i costanti rastrellamenti tedeschi tocchino i suoi protetti, rinunciando alle numerose occasioni che gli si prospettano per mettersi in salvo. Fino al 6 agosto 1942, giorno in cui… Continua a leggere

Subarnarekha (1965) Ritwik Ghatak

Nel 1948, a Calcutta, un anno dopo la divisione del Bengala, un gruppo di rifugiati costruisce alcune abitazioni provvisorie. Ne fanno parte Ishwar e sua sorella Sita, che formano un sorta di piccola comunità insieme al professor Haraprasad e a sua moglie. A loro si unisce una donna di bassa casta con suo figlio Abhiram. La donna viene rapita da uno zamindar, un signorotto locale; Ishwar, partito alla sua ricerca, non riesce a rintracciarla. Il giovane decide allora di procurarsi un lavoro e incontra un ex compagno di scuola, divenuto uomo d’affari, che gli procura un impiego in una fonderia sulle rive del fiume Subarna Rekha (…) Continua a leggere

Mimino (1977) Georgiy Daneliya

Mimino lavora come pilota in Georgia in una piccola compagnia locale, che trasporta in elicottero persone, merci e animali nei piccoli villaggi. Ma il suo sogno è quello di pilotare i grandi aerei di linea e per realizzarlo si reca a Mosca. In albergo incontra Rubik, autista di camion armeno, alloggiato lì per errore. E questo dà lo spunto a una serie di avventure dei due malcapitati “provinciali”. Continua a leggere

Nosferatu, eine Symphonie des Grauens (1922) Friedrich Wilhelm Murnau

Scritto da Henrick Galeen che s’ispirò liberamente al romanzo Dracula (1897) di Bram Stoker, cambiando nomi e posti per non pagare i diritti d’autore: dal suo castello nei Carpazi il vampirico conte Orlok, chiuso nel suo sarcofago, si fa trasportare nel 1838 a bordo di una nave al porto di Brema dove si diffonde la peste. Soltanto il volontario sacrificio di una giovane donna (Nina o Ellen, secondo le edizioni) sconfiggerà il vampiro che si lascia sorprendere dalla luce dell’alba. Continua a leggere

Pygmalion (1938) Anthony Asquith, Leslie Howard

Un professore di fonetica (Leslie Howard) fa una scommessa a dir poco ambiziosa: è convinto di poter trasformare una povera fioraia dall’accento cockney (Wendy Hiller) in una dama dell’alta società britannica nel giro di sei mesi. Mentre la prova si fa sempre più complicata, anche i sentimenti giocheranno un ruolo importante.
È la prima trasposizione dell’omonima commedia di George Bernard Shaw, inizialmente poco propenso a una versione cinematografica, che verrà adattata anche per il più famoso My Fair Lady (1964) di George Cukor. (da Longtake.it) Continua a leggere