Archivi categoria: Mediometraggi

Maudite soit la guerre (1914) Alfred Machin

Una guerra immaginaria, tra paesi immaginari. Da un giorno all’altro due amici di nazionalità diverse divengono nemici, obbligati a uccidersi tra loro. Adolphe, fidanzato di Lidia e aviatore, si scontra con Sigismond, fratello di lei, in un sanguinoso combattimento vicino a un mulino, e muore. Si fa avanti un nuovo pretendente, soldato che è stato testimone dello scontro mortale, e racconta a Lidia i particolari della scena cui ha assistito. Sconvolta, lei si rende conto che non potrà mai più amare qualcuno che è implicato (e dunque “complice”) nella maledetta guerra. Per sfuggire alla follia suicida che la circonda, Lidia si rifugia in un convento e prende il velo. L’ultima immagine la vede assorta, in abito da monaca. Maudite soit la guerre, […] solo dopo un recente e accurato restauro a colori (au pochoir nella maggior parte delle scene, tranne quelle in cui la guerra che ‘esplode’ viene rappresentata dal rosso delle imbibizioni) ha riacquistato il suo vero spessore e la sua vera profondità, facendo maggiormente risaltare l’originalità del suo autore, pioniere del cinema europeo. […] Continua a leggere

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Strop (1962) Vera Chytilová

La bella Marta si guadagna da vivere facendo la modella e passa le sere insieme al ragazzo Julian nel bar Olympia Grill. Un casuale incontro con l’ex-compagno di classe Honza, convinto che Marta studi medicina a Praga, la fa riflettere sul senso della sua vita superficiale.
Questo mediometraggio, considerato la pietra miliare della Nová Vlna cecoslovacca, è il saggio di diploma di Vera Chytilová alla severissima scuola della FAMU a Praga, l’Accademia di cinema, teatro e TV dove dal ’57 aveva studiato regia. Continua a leggere

Dva dnya (1927) Grigori Stobovoi

La vicenda si concentra in un singolo periodo di 48 ore durante la rivoluzione russa. Il personaggio centrale è un anziano servitore che sostiene devotamente la famiglia reale. Persino quando il suo padrone finisce in prigione e suo figlio è nominato Commissario, il servitore rimane fedele al regime zarista. Ma quando il suo villaggio viene invaso dall’Armata Bianca e suo figlio viene giustiziato sommariamente, l’anziano comprende che la sua patria sta molto meglio nelle mani dei rivoluzionari, che tentano di costruire piuttosto che distruggere… Continua a leggere

Bezhin lug (1937) Sergei M. Eisenstein

Bezhin lug

Basato sull’omonimo testo di Ivan Turgenev, uno dei capolavori mancati della storia del cinema: Eisenstein riuscì infatti a girarne solo una parte, prima di soccombere all’intervento censorio del regime sovietico. Del progetto originario rimangono solo alcuni fotogrammi fissi, qui ricostruiti secondo le note di regia del maestro. (da filmtv.it) Continua a leggere

Nicht versöhnt (1965) Jean-Marie Straub

Nicht versoehnt

Colonia, 1956. Robert Fähmel rincontra il suo amico Schrella e ricorda la loro militanza antinazista in gioventù, la passività di suo padre Heinrich, la fuga in Olanda per sottrarsi all’arresto. Sua madre Johanna, malata di mente ma ben consapevole di quel che succede, ottenne l’amnistia per il figlio mentre Schrella per rientrare in patria dovette aspettare 20 anni. Mentre si festeggia l’ottantesimo compleanno di Heinrich, Johanna vorrebbe sparare a un ex nazista ma il marito le indica Nettingler, l’uomo che aveva denunciato Robert e che adesso ricopre cariche governative, perché “futuro assassino” di loro nipote. Johanna spara ma Nettingler rimane miracolosamente illeso… Continua a leggere

Jenseits der Strasse (1929) Leo Mittler

Jenseits der Strasse

Questo splendido film, purtroppo non completo, si colloca temporalmente negli ultimi anni della Repubblica di Weimar e fa parte di un filone che comprende, tra gli altri, Mutter Krausen’s Fahrt ins Glück e Berlin Alexanderplatz. Il contesto sociale è quello di un’umanità che cerca di arrangiarsi di fronte alle conseguenze che patì la Germania per il risarcimento dei danni di guerra da una parte e per la recessione economica mondiale del 1929 dall’altra: una prostituta, un disoccupato, un ricettatore e un vecchio che possiede una collana, un mezzo per sfuggire momentaneamente alla miseria. Mittler non si lascia andare a moralistici giudizi, anzi, sono tutte vittime, anche se in modo diverso. Continua a leggere

Crin blanc: Le cheval sauvage (1953) Albert Lamorisse

Crin blanc

Folco è un ragazzo selvaggio che vive in Camargue di pesca e bracconaggio. Affascinato da uno stallone che nessuno è riuscito a domare, decide di conquistarlo e, dopo molti tentativi, vince la sua diffidenza, lo avvicina e se lo fa amico. Ma la cattiveria degli uomini purtroppo perseguita sia il ragazzo che l’animale. Poesia visuale sottolineata dalla splendida musica di Maurice Leroux. (da filmtv.it)
Grand Prix del Cortometraggio a Cannes 1953. Continua a leggere

Together (1956) Lorenza Mazzetti, Denis Horne

Together

Due sordomuti nelle desolate strade dell’East End londinese sono imprigionati nel silenzio e nell’incomprensione altrui. I ragazzi si fanno beffe di loro, abitano in una squallida cameretta, frequentano la sera un sordido pub. Il più giovane dei due vede una ballerina nel pub, la notte sogna di amarla ed essere riamato. Il giorno dopo viene spinto nell’acqua del porto, entrambi lavorano nei docks, da uno dei ragazzi della banda; non può gridare aiuto al suo compagno che, a due passi da lui, non si accorge di nulla, e annega.
Together è la seconda opera di Lorenza Mazzetti, e fa parte del primo programma sul Free Cinema organizzato da Lindsay Anderson al National Film Theatre di Londra nel 1956. Continua a leggere

Lebassi Baraye Arossi (1976) Abbas Kiarostami

Lebassi Baraye Arossi

Un ragazzo che lavora in una sartoria è convinto da un amico a prestargli un vestito da cerimonia la sera prima del giorno previsto per il ritiro. Verrà riconsegnato in tempo?
Attraverso una serie di vicende Kiarostami costruisce con la consueta apparente semplicità una storia ricca di suspense e la utilizza per esplorare il mondo dei giovani che lavorano nei negozi e nelle strade di Teheran. Continua a leggere

O.K. End Here (1963) Robert Frank

O.K. End Here

OK End Here è un mediometraggio sull’inerzia in una moderna relazione di coppia. Fu realizzato da Robert Frank, svizzero naturalizzato statunitense, che dapprima si distinse come uno dei migliori fotografi attivi negli USA e in seguito, entrato in contatto con la nuova generazione letteraria e artistica americana (specialmente con gli esponenti della Beat generation), passò alla regia cinematografica diventando il padre del “new american cinema”. Continua a leggere