Archivi categoria: Mediometraggi

Something’s got to give (1962) George Cukor

Film rimasto incompiuto, famoso per essere stato l’ultimo in cui ha recitato Marilyn Monroe, la quale morì durante la sua travagliata lavorazione. Narra la storia della famiglia Arden: la madre Ellen, fotografa e madre di due bambini, scompare in mare e viene data per morta. Dopo cinque anni, il marito Nick ne ottiene la dichiarazione di morte presunta e convola a nuove nozze con Bianca Russell. Ma Ellen è ancora viva… Continua a leggere

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The cheat (1915) Cecil B. DeMille

Edith Hardy gioca in Borsa con il denaro dell’Opera Pia di cui amministra i fondi. Una speculazione sbagliata le procura una perdita che non è in grado di rifondere e la donna, all’insaputa del marito, ricorre all’aiuto di un uomo ricco e si caccia in un guaio ancora peggiore. Il film che lanciò De Mille, un melodramma esotico che insieme ai film di Griffith è uno dei capisaldi nell’invenzione del cinema americano. (da filmtv.it) Continua a leggere

Niaye (1964) Ousmane Sembene

Incesto, suicidio, usurpazione, parricidio. Il griot racconta la storia di un villaggio della brousse senegalese dove sono stati infranti i più grandi tabù dell’umanità. Una donna si nasconde, è la figlia del capovillaggio che è stata messa incinta dal padre. Il fratello torna dall’Indocina completamente privo di senno. La madre non può sopportare il disonore e si uccide. Il fratello del capovillaggio spinge il figlio folle a uccidere il padre e si impadronisce del potere, riconosciuto anche dall’amministrazione francese. Il griot, inorridito, minaccia di abbandonare il villaggio per andare là dove “la verità non è solo dei nobili”. Ma poi rimane, e fa insorgere la popolazione contro l’usurpatore. È la nascita della democrazia. La figlia e il piccolo nato dall’incesto vengono allontanati dal villaggio. (da torinofilmfest.org) Continua a leggere

Maudite soit la guerre (1914) Alfred Machin

Una guerra immaginaria, tra paesi immaginari. Da un giorno all’altro due amici di nazionalità diverse divengono nemici, obbligati a uccidersi tra loro. Adolphe, fidanzato di Lidia e aviatore, si scontra con Sigismond, fratello di lei, in un sanguinoso combattimento vicino a un mulino, e muore. Si fa avanti un nuovo pretendente, soldato che è stato testimone dello scontro mortale, e racconta a Lidia i particolari della scena cui ha assistito. Sconvolta, lei si rende conto che non potrà mai più amare qualcuno che è implicato (e dunque “complice”) nella maledetta guerra. Per sfuggire alla follia suicida che la circonda, Lidia si rifugia in un convento e prende il velo. L’ultima immagine la vede assorta, in abito da monaca. Maudite soit la guerre, […] solo dopo un recente e accurato restauro a colori (au pochoir nella maggior parte delle scene, tranne quelle in cui la guerra che ‘esplode’ viene rappresentata dal rosso delle imbibizioni) ha riacquistato il suo vero spessore e la sua vera profondità, facendo maggiormente risaltare l’originalità del suo autore, pioniere del cinema europeo. […] Continua a leggere

Strop (1962) Vera Chytilová

La bella Marta si guadagna da vivere facendo la modella e passa le sere insieme al ragazzo Julian nel bar Olympia Grill. Un casuale incontro con l’ex-compagno di classe Honza, convinto che Marta studi medicina a Praga, la fa riflettere sul senso della sua vita superficiale.
Questo mediometraggio, considerato la pietra miliare della Nová Vlna cecoslovacca, è il saggio di diploma di Vera Chytilová alla severissima scuola della FAMU a Praga, l’Accademia di cinema, teatro e TV dove dal ’57 aveva studiato regia. Continua a leggere

Dva dnya (1927) Grigori Stobovoi

La vicenda si concentra in un singolo periodo di 48 ore durante la rivoluzione russa. Il personaggio centrale è un anziano servitore che sostiene devotamente la famiglia reale. Persino quando il suo padrone finisce in prigione e suo figlio è nominato Commissario, il servitore rimane fedele al regime zarista. Ma quando il suo villaggio viene invaso dall’Armata Bianca e suo figlio viene giustiziato sommariamente, l’anziano comprende che la sua patria sta molto meglio nelle mani dei rivoluzionari, che tentano di costruire piuttosto che distruggere… Continua a leggere

Bezhin lug (1937) Sergei M. Eisenstein

Bezhin lug

Basato sull’omonimo testo di Ivan Turgenev, uno dei capolavori mancati della storia del cinema: Eisenstein riuscì infatti a girarne solo una parte, prima di soccombere all’intervento censorio del regime sovietico. Del progetto originario rimangono solo alcuni fotogrammi fissi, qui ricostruiti secondo le note di regia del maestro. (da filmtv.it) Continua a leggere

Nicht versöhnt (1965) Jean-Marie Straub

Nicht versoehnt

Colonia, 1956. Robert Fähmel rincontra il suo amico Schrella e ricorda la loro militanza antinazista in gioventù, la passività di suo padre Heinrich, la fuga in Olanda per sottrarsi all’arresto. Sua madre Johanna, malata di mente ma ben consapevole di quel che succede, ottenne l’amnistia per il figlio mentre Schrella per rientrare in patria dovette aspettare 20 anni. Mentre si festeggia l’ottantesimo compleanno di Heinrich, Johanna vorrebbe sparare a un ex nazista ma il marito le indica Nettingler, l’uomo che aveva denunciato Robert e che adesso ricopre cariche governative, perché “futuro assassino” di loro nipote. Johanna spara ma Nettingler rimane miracolosamente illeso… Continua a leggere

Jenseits der Strasse (1929) Leo Mittler

Jenseits der Strasse

Questo splendido film, purtroppo non completo, si colloca temporalmente negli ultimi anni della Repubblica di Weimar e fa parte di un filone che comprende, tra gli altri, Mutter Krausen’s Fahrt ins Glück e Berlin Alexanderplatz. Il contesto sociale è quello di un’umanità che cerca di arrangiarsi di fronte alle conseguenze che patì la Germania per il risarcimento dei danni di guerra da una parte e per la recessione economica mondiale del 1929 dall’altra: una prostituta, un disoccupato, un ricettatore e un vecchio che possiede una collana, un mezzo per sfuggire momentaneamente alla miseria. Mittler non si lascia andare a moralistici giudizi, anzi, sono tutte vittime, anche se in modo diverso. Continua a leggere

Crin blanc: Le cheval sauvage (1953) Albert Lamorisse

Crin blanc

Folco è un ragazzo selvaggio che vive in Camargue di pesca e bracconaggio. Affascinato da uno stallone che nessuno è riuscito a domare, decide di conquistarlo e, dopo molti tentativi, vince la sua diffidenza, lo avvicina e se lo fa amico. Ma la cattiveria degli uomini purtroppo perseguita sia il ragazzo che l’animale. Poesia visuale sottolineata dalla splendida musica di Maurice Leroux. (da filmtv.it)
Grand Prix del Cortometraggio a Cannes 1953. Continua a leggere