Okraina (1933) Boris Barnet

Due fratelli, Nikolaj e Sen’Ka, lasciano la piccola cittadina industriale della Russia zarista in cui sono cresciuti e partono per il fronte allo scoppio della prima guerra mondiale. Uno volontario, l’altro in leva obbligatoria. Durante la loro assenza, la situazione nel villaggio cambia: arrivano prigionieri tedeschi e uno di loro si innamora di una ragazza russa. Lo scoppio della rivoluzione d’ottobre finirà per sconvolgere i destini di tutta la comunità. Continua a leggere

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Bab el hadid (1958) Youssef Chahine

Stroncato dal pubblico egiziano alla sua uscita nel 1958, il film di Youssef Chahine scomparve per due decenni finché non fu riscoperto e salutato come un capolavoro. Le vite dei lavoratori più umili della stazione del Cairo danno vita ad un affresco di grande impatto emotivo, in cui le rivendicazioni sociali si intrecciano col dramma della gelosia che porterà Quinawi, un povero strillone, all’ossessione amorosa nelle sue conseguenze più estreme. Continua a leggere

The Garden of Eden (1928) Lewis Milestone

La viennese Toni Lebrun (Corinne Griffith, considerata l’attrice più bella del cinema muto, soprannominata “The Orchid Lady of the Screen”) lascia tutto quello che ha nella speranza di diventare una grande cantante. Si trasferisce a Budapest, ma trova un mondo decisamente diverso da quello che sognava: ormai disillusa sulla sua carriera artistica, finisce a Montecarlo insieme a una baronessa in disgrazia (Louise Dresser) che la spaccia per sua figlia. Continua a leggere

A constant forge (2000) Charles Kiselyak

Documentario interessantissimo e istruttivo su John Cassavetes, il nome più celebre del cinema indipendente americano, undici anni dopo la sua morte. Costellato di retroscena e aneddoti gustosi, narrati dai suoi amici e collaboratori, ne ripercorre le opere e la vita privata durante quasi tre ore e mezza. Tra i tanti intervistati spiccano la moglie Gena Rowlands e i fedelissimi amici Peter Falk e Ben Gazzara. Continua a leggere

Lonesome (1928) Pál Fejös

A New York, Mary e John non si conoscono anche se entrambi vivono nella stessa pensione. Lei lavora come centralinista, lui è un operaio: una sera, a Coney Island, i due si incontrano e si innamorano l’uno dell’altra. Passano la serata insieme, ma, sulle montagne russe, a causa di un incendio, vengono separati dalla folla in fuga. Mary sviene e Joe, cercando di raggiungerla, viene fermato e portato alla stazione di polizia. Quando viene rilasciato, la ragazza è ormai scomparsa. Depressi perché nessuno dei due conosce il nome dell’altro, ognuno per proprio conto torna alla pensione. Scopriranno, con gioia, di essere vicini di casa. (da Wikipedia) Continua a leggere

O Dragão da Maldade contra o Santo Guerreiro (1969) Glauber Rocha

Antonio das Mortes, sterminatore di cangaçeiros (fuorilegge brasiliani paragonabili – per il favore popolare che li circondava – ai nostri briganti calabresi e sardi) al servizio dei ricchi e potenti, incontra Donna Santa che gli fa capire chi sono i veri nemici. 4° film di G. Rocha, geniale e visionario esponente del cinema nôvo brasiliano, il 1° a colori e l’ultimo che girò in patria prima dell’esilio. In altalena tra realismo e simbolismo, è un film epico di limpido contenuto politico in cui le accensioni tropicaliste e le contaminazioni fantastiche o metaforiche s’iscrivono nell’ossessione rochana di “scompaginare quel che è ordinato”. Premio della regia a Cannes. Edizione italiana oltraggiosamente deformata, con taglio di 12 minuti, spostamento arbitrario di alcune musiche e alterazione del colore. (dal Morandini) Continua a leggere

Hallelujah (1929) King Vidor

Zeko (Daniel L. Haynes), ragazzo di colore dell’Alabama, arriva in città per la vendita del cotone e rimane affascinato da una bella ballerina di nome Chick (Nina Mae McKinney). Quest’ultima, d’accordo col suo fidanzato, lo circuisce e Zeke perde tutti i suoi soldi: ne seguirà una colluttazione in cui lo stesso Zeke uccide accidentalmente suo fratello. Per redimersi inizia a fare il predicatore, ma tempo dopo incontrerà nuovamente Chick e fuggirà insieme a lei. Continua a leggere

My dog Tulip (2009) Paul Fierlinger, Sandra Fierlinger

Film d’animazione rivolto ad un pubblico adulto, scritto e disegnato completamente al computer con le voci di grandi attori come Christopher Plummer, Isabella Rossellini e Lynn Redgrave. La storia, autobiografica, è ricavata dal libro omonimo di J.R. Ackerley (1896-1967), grande scrittore inglese, gay dichiarato in un periodo dove non era usuale rivelarsi. Ackerley, ormai oltre i cinquanta, si ritrova solo e senza più la speranza o l’energia di trovare un compagno. Decide così, per sentirsi meno solo, di acquistare una “cagna” Alsaziana (Alsatian bitch) che chiama Tulip. Il film ci racconta la splendida storia della convivenza, durata 15 anni, tra lo scrittore e Tulip, tanto da far dire ad Ackerley che questo è stato il vero amore della sua vita, il compagno ideale che aveva invano cercato per tanti anni. Il film ci regala intensi e sorprendenti momenti di vita dove ai comportamenti bizzarri e a volte stravaganti di Tulip (a un certo punto sembra che nessun cane maschio le vada bene) si contrappongono gli sforzi e la determinazione del suo padrone nel cercare di rendere sempre felice e soddisfatto il suo cane. Una bellissima storia d’amore che, solo per combinazione, coinvolge un uomo ed un cane. (da Cinemagay.it)
Da notare che il “cane alsaziano” viene chiamato in Italia “pastore tedesco”. Continua a leggere

The cheat (1915) Cecil B. DeMille

Edith Hardy gioca in Borsa con il denaro dell’Opera Pia di cui amministra i fondi. Una speculazione sbagliata le procura una perdita che non è in grado di rifondere e la donna, all’insaputa del marito, ricorre all’aiuto di un uomo ricco e si caccia in un guaio ancora peggiore. Il film che lanciò De Mille, un melodramma esotico che insieme ai film di Griffith è uno dei capisaldi nell’invenzione del cinema americano. (da filmtv.it) Continua a leggere

Redes (1936) Emilio Gómez Muriel, Fred Zinnemann

Commissionato dal Ministero dell’Educazione, girato ad Alvarado, un villaggio di pescatori nel golfo di Vera Cruz, sulla loro vita e sulla loro lotta contro lo sfruttamento, divenne un classico del cinema sociale, destinato al pubblico degli Indios ma applaudito dagli intellettuali newyorkesi. Strand ne fu il producer, il soggettista (insieme con i pescatori) e lo splendido fotografo; Zinnemann, esule viennese antinazista, vi esordì dirigendo gli improvvisati attori, assistito da Gómez Muriel. L’opera ebbe un grande influsso sui cineasti messicani, introdusse Strand al documentarismo della “scuola di New York” e sotto molti aspetti precedette La terra trema di L. Visconti. (da sapere.it) Continua a leggere