Archivi tag: Alain Resnais

Guernica (1950) Alain Resnais, Robert Hessens

13 minuti per ripercorrere il bombardamento di Guernica, in Spagna, da parte dei nazisti il 26 aprile 1937; la macchina da presa si sofferma su alcune opere che Picasso realizzò fra il 1902 e il 1949, in particolare analizzando nei dettagli il famoso dipinto intitolato proprio Guernica. (da filmtv.it) Continua a leggere

Les statues meurent aussi (1953) Alain Resnais, Chris Marker, Ghislain Cloquet

Les statues meurent aussi

Su commissione della rivista Présence Africaine, fondata nel 1947 e sostenuta da molti scrittori e intellettuali di fama (tra cui Sartre, Camus, Gide), Alain Resnais e Chris Marker, autore del commento, impiegano 3 anni a completare il documentario. Perché? Censura diretta e indiretta prima, poi vietato fino al 1965 quando uscì in edizione mutilata e in quella completa nel 1968. “Ci avevano ordinato un film sull’arte negra. Marker e io siamo partiti da questa domanda: perché l’arte negra si trova al Musée de l’Homme, mentre l’arte greca ed egiziana sono al Louvre?”. Continua a leggere

Van Gogh (1948) Alain Resnais

Van Gogh

Documentario giovanile di Alain Resnais che tenta di rievocare, servendosi unicamente delle sue opere, la vita e l’avventura spirituale di Vincent Van Gogh, uno dei più grandi pittori moderni.
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Le chant du styrène (1959) Alain Resnais

Le chant du styrene

Nel 1957 il gruppo industriale Pechiney commissionò al regista Alain Resnais un filmato pubblicitario sull’utilità della plastica. Dalla collaborazione con Raymond Queneau, che scrisse il commento fuori campo in versi alessandrini impeccabili, nacque un oggetto di straordinaria perfezione estetica e, a suo modo, paradossale. Il filmato, intitolato Le Chant du Styrène è infatti il prodotto di una serie di restrizioni: a quella esterna (la commissione della Pechiney), Queneau ne aggiunse altre, con un procedimento che preannuncia gli sviluppi oulipiani, come la scelta del commento in versi e la narrazione rovescia, che procede dall’oggetto finito (una ciotola di plastica) per rimontare, attraverso il processo industriale di fabbricazione del polistirene a partire dallo stirene, alle origini delle materie prime, il petrolio e il carbone. (da http://keespopinga.blogspot.it/) Continua a leggere

Hiroshima, mon amour (1959) Alain Resnais

Hiroshima, mon amour

Su un testo di Marguerite Duras, Resnais, cineasta della memoria, ha fatto un film incantatorio e dialettico la cui importanza innovatrice e precorritrice nell’evoluzione del linguaggio filmico ha superato la prova del tempo. Il suo fascino nasce dall’impiego dei contrari, dalla dialettica tra fascinazione e decostruzione, tra partecipazione e distanziazione. Una pietra miliare della storia del cinema.
Gran premio internazionale della critica a Cannes nel 1959, ex aequo con Araya di Margot Benacerraf. Continua a leggere

Gauguin (1950) Alain Resnais

Gauguin

Breve documentario che  cerca di ricostruire la vicenda esistenziale di Gauguin a partire da una libera analisi dei suoi quadri. Resnais cerca di trovare un rapporto narrativo nella giustapposizione e nella dialettica fra i diversi quadri. Continua a leggere

L’année dernière à Marienbad (1961) Alain Resnais

L'année dernière à Marienbad

In un sontuoso albergo dell’Europa centrale un uomo cerca di indurre una donna, scortata da un inquietante marito, a ricordare e a mantenere la promessa, fattagli l’anno prima, di partire con lui. Con una sinuosa e musicale organizzazione dello spazio e del tempo, Resnais trasforma il mondo, descritto da Alain Robbe-Grillet con la sua prosa secca da “scuola dello sguardo”, in un universo onirico, in uno spettacolo incantatorio dove, ridotta a mera apparenza, la realtà diventa polisensa. (Dal Morandini)
Leone d’Oro a Venezia 1961. Continua a leggere