Archivi tag: Buster Keaton

One week (1920) Edward F. Cline, Buster Keaton

One week

Per il suo esordio come sceneggiatore-regista di una comica da lui interpretata, Keaton ha realizzato un colpo da maestro nel comico. Non è più la spalla di Fatty; ora l’uomo che non ride mai è alle prese con i pezzi di una casa prefabbricata che non riesce a mettere insieme e che sarà finalmente distrutta. Il personaggio di Buster è già da questo film in dura lotta con gli oggetti. (Da Dizionario dei film, Firenze, Sansoni, 1968) Continua a leggere

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The railrodder (1965) Gerald Potterton

Un piccolo capolavoro surreale: un uomo attraversa tutto il Canada senza mai scendere da un piccolo veicolo di servizio su rotaie…

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Spite marriage (1929) Edward Sedgwick

Elmer, assistente di un sarto, s’innamora di un’attrice. Lei lo sposa per far dispetto a un collega col quale, però, fugge dopo la cerimonia di nozze. Li ritroverà su una nave di contrabbandieri, dimostrando quanto vale più del rivale. Ultimo film muto di Keaton che l’avrebbe voluto parlato e che, perciò, litigò con la M-G-M. Segna l’inizio della sua decadenza, e non figura tra i suoi migliori. Ma è il suo più bel film d’amore e non di trovate ingegnose. La più irresistibile è la sequenza in cui cerca di mettere a letto la moglie ubriaca. Ne fece uno sketch che portò sul palcoscenico anche in una tournée italiana negli anni ’50. (dal Morandini)

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The cameraman (1928) Edward Sedgwick

Luke Shannon è un fotografo che per amore di Sally, impiegata alla Metro Goldwin Mayer, diventa cineoperatore e, come tale, filma tutto, sbagliando spesso. Sarà una scimmietta a girare il suo salvataggio di Sally, provocando così un happy end tra i due. Scritto da E. Richard Schayer e girato in esterni a New York. Molte le sequenze e le gag memorabili che ne fanno uno dei suoi film più inventivi: la partita di baseball giocata dal solo Buster come se fosse filmata dalla cinepresa che in realtà non può usare; la ricerca dell’incendio; l’attesa della telefonata, con Shannon all’ultimo piano che scende di corsa al pianterreno dove c’è l’apparecchio e scopre che non suona per lui; l’altra telefonata in cui, mentre Sally sta parlando, Shannon attraversa di corsa la città per raggiungerla col telefono rotto in mano; le gag a ripetizione in piscina; la guerra per bande a Chinatown; l’incontro finale sul motoscafo. (dal Morandini)

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Steamboat Bill, Jr. (1928) Charles Reisner, Buster Keaton

Quando torna dopo molti anni nella natia cittadina fluviale del Sud, William Canfield Jr., giovanottino gracile e azzimato come un damerino di città, è una grande delusione per il padre, ruvido proprietario di un vecchio battello a vapore, anche perché s’innamora della figlia del suo ricco rivale, da poco padrone di un grande e moderno battello. Quando, dopo varie disavventure, un tremendo ciclone spazza e distrugge la città, ne esce non soltanto indenne, ma vincitore. (dal Morandini)

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College (1927) James W. Horne

Ronald è un bravo ragazzo che non eccelle in un nessun tipo di sport. Quando arriva al college scopre che tutti gli scolari si impegnano molto nelle attività sportive. Per fare colpo sulla bella Mary, Ronald cerca di unirsi a tutte le diverse squadre del college, ma fallisce. L’unico sport che riesce a praticare con successo è il canottaggio dove riesce a vincere una gara. Questo fa infuriare lo sconfitto che, per ripicca, rapisce la ragazza. Nel tentativo di liberarla dal bruto, Ronald dimostra di saper praticare tutti gli sport in cui, poco tempo prima, aveva dimostrato di essere negato. (da filmtv.it)

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The general (1926) Clyde Bruckman, Buster Keaton

1861, Georgia. Johnnie Gray, macchinista nelle ferrovie, ha due amori: la sua locomotiva (The General) e la bella Annabelle Lee. I nordisti dell’Unione gliele rubano. Da solo, Johnnie li insegue e le recupera entrambe. 8° lungometraggio di B. Keaton, l’ultimo che firmò come regista, probabilmente il più visto, uno dei suoi più compatti per l’armonia della costruzione e del ritmo, lo splendore degli spazi aperti, la ricchezza delle invenzioni, la cura maniacale della ricostruzione ambientale. È il caso raro di un film comico che è anche un trascinante racconto d’azione e d’avventura. (dal Morandini)

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Battling Butler (1926) Buster Keaton

Dalla commedia di Stanley Brightman e Austin Medford. Per convincere il padre e i fratelli della fanciulla amata a concedergli la sua mano, il milionario Alfred Butler finge di essere un campione di pugilato, il famoso Alfred “Battling” Butler. Riesce a sostenere la finzione fino al giorno in cui deve affrontare il vero Butler, ma nello spogliatoio riesce a suonargliele. 7° LM di Keaton, a lungo sottovalutato, benché l’attore-autore lo considerasse uno dei suoi film migliori. Nello stesso personaggio (o quasi) di Il navigatore, Keaton ironizza sul culto dello sport e della forza fisica. (dal Morandini)

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Seven chances (1925) Buster Keaton

B. Keaton eredita una grossa fortuna, ma il lascito è subordinato al fatto che si sposi entro il ventisettesimo compleanno che è proprio il giorno in cui apprende la notizia. Un annuncio sul giornale provoca una valanga di candidate. Nessuno è perfetto? Questo film lo è. Giustamente famoso per la lunga sequenza dell’inseguimento che culmina nel vorticoso rovinare di massi lungo la collina. (dal Morandini)

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Go west (1925) Buster Keaton

Un giovane provinciale squattrinato, tenta la fortuna, prima a New York, ma la metropoli rischia di stritolarlo, poi nel selvaggio Ovest che raggiunge con un fortunoso e comico viaggio in treno. Trasformato in un vero cowboy, viene alle prese prima con “Occhi marroni”, una mite mucca che lui non riesce a governare, poi con un’intera mandria di bovini che invade Los Angeles. (da filmtv.it)

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