Archivi tag: Chantal Akerman

Là-bas (2006) Chantal Akerman

Là-bas

Realizzato per caso a costo quasi zero, ”Là-bas” è ambientato a Tel Aviv: pochi dialoghi, macchina da presa fissa a inquadrare ciò che si vede dalla finestra di un appartamento e una voce fuori campo, quella della stessa Akerman, ad esprimere pensieri, impressioni e riflessioni su un paese (Isarele) nel quale ”compiere anche il più banale dei gesti quotidiani diventa un’impresa eroica”. (da Ticinonline)
”Non ho mai desiderato realizzare un film in Israele. E’ stato il mio produttore Xavier Carniaux a suggerirmi di farlo. All’inizio gli ho detto che era un’idea pessima e mi sono rifiutata. Avevo il timore che la mia soggettività potesse condizionare il mio lavoro e soprattutto che potesse prendere il sopravvento”. (Chantal Akerman) Continua a leggere

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No home movie (2015) Chantal Akerman

No home movie

«Questo è prima di tutto un film su mia madre, mia madre che non c’è più. Su questa donna arrivata in Belgio nel 1938, in fuga dalla Polonia, dalle atrocità e dai pogrom. Questa donna che vediamo soltanto nel suo appartamento. Un appartamento di Bruxelles. Un film sul mondo che cambia e che mia madre non vede.» (Chantal Akerman)
Presentato in concorso al Festival di Locarno 2015, due mesi prima del suicidio della regista. Continua a leggere

Les rendez-vous d’Anna (1978) Chantal Akerman

Les rendez-vous d'Anna

Anna è una filmaker impegnata nella presentazione del suo ultimo film; i suoi incontri, i suoi viaggi per l’Europa, costituiscono la conclusione del primo itinerario formativo di Chantal Akerman. Osservando Les Rendez-vous d’Anna, si ha la conferma che quanto transita davanti ai nostri occhi è in qualche modo la vita stessa della cineasta belga e la si ha, proprio nel momento in cui assistiamo all’incontro tra Anna e sua madre. Continua a leggere

Jeanne Dielman, 23 Quai du Commerce, 1080 Bruxelles (1975) Chantal Akerman

Jeanne Dielman

Tre giorni nella vita di Jeanne Dielman costretta a prostituirsi per mantenere se stessa e il figlio adolescente.
Jeanne Dielman, 23, quai du Commerce, 1080 Bruxelles nella sua titanica lunghezza (più di 3 ore), più che una rappresentazione universale-generale della figura femminile post-68 e post-moderna, è sopratutto il ritratto molto intimo e molto silenzioso di una donna comune intrappolata nella sua quotidiana lotta alla sopravvivenza, più che dal mondo, da se stessa. L’involucro di apparente pacatezza si incrina quando il limite di sopportazione si fa via via più sottile e la pazienza si esaurisce… [continua] Continua a leggere

Toute une nuit (1982) Chantal Akerman

Toute une nuit

Una calda notte d’estate in una metropoli: uomini, donne, una ragazzina, frammenti di vita con amori che nascono, finiscono, separazioni, ritrovamenti. Dopo un temporale, l’alba. Su due temi a lei cari – il nomadismo affettivo, la città come incrocio di incontri e derive – con dialoghi ridotti al minimo e lunghi piani-sequenza di insinuante suggestione. Un’opera originale di radicale sperimentalismo stilistico che, nel suo rifiuto della psicologia espositiva, sollecita lo spettatore sensibile a emozionarsi, immaginare, completare, viaggiare nel territorio dell’ineffabile sentimentale. (dal Morandini) Continua a leggere

Je, tu, il, elle (1976) Chantal Akerman

Je, tu, il, elle

Il primo lungometraggio della Akerman “Je, tu, il elle” (1974) rappresenta un modello del suo modo di lavorare. Può essere visto come uno studio sulla mutabilità dei limiti dell’identità e della sessualità. Basato su di una storia che la Akerman scrisse nel 1968 a Parigi, il film è diviso in tre parti: “Tempo della soggettività”, “Tempo degli altri” e “Tempo di relazione”. Continua a leggere