Archivi tag: Claude Berri

Le vieil homme et l’enfant (1967) Claude Berri

Le vieil homme et l'enfant

Francia, 1943 (durante l’occupazione tedesca). Si racconta la vicenda di Claude Langmann, un bambino di 8 anni di famiglia ebrea, che da Parigi viene mandato in campagna per sottrarlo alle razzie naziste. E’ accolto con affetto e premura da una coppia di “nonni”, Pépé (Michel Simon) e Mémé (Luce Fabiole). Pépé è un reduce della prima guerra mondiale, testardo, bonario, patriottico e antisemita, che continuamente accusa gli ebrei, i massoni e i comunisti di essere la causa di tutte le sventure della Francia. Continua a leggere

Janine (1961) Maurice Pialat

Janine

Due uomini si incontrano in una sera parigina e parlano di donne. Uno, separato dalla moglie e con una bambina a carico, è disilluso; l’altro (interpretato dal regista Claude Berri) spera ancora nell’amore, ma dedica le sue attenzioni alla donna sbagliata. Alla fine i loro destini si incroceranno…
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Manon des sources (1986) Claude Berri

Manon des sources

È il seguito di Jean de Florette, la prima parte del romanzo in due tomi L’acqua delle colline che, con singolare percorso a ritroso, Marcel Pagnol scrisse nel 1962, nove anni dopo aver diretto Manon des sources. La vicenda è pressappoco la stessa, ma fin dall’inizio di Jean de Florette con l’ouverture della Forza del destino, riecheggiata per l’intera durata del dittico nelle musiche di Jean-Claude Petiti, il regista “prende le distanze dalla materia e dal tono di Pagnol” (G. Callegari). Continua a leggere

Jean de Florette (1986) Claude Berri

Jean de Florette

Dal romanzo L’eau des collines (1962) di Marcel Pagnol: l’ostruzione fraudolenta di una sorgente sconvolge la vita di un villaggio della Provenza e provoca la morte di Jean de Florette (Depardieu) che aveva comperato un terreno. Sua figlia Manon (Béart) scopre i colpevoli. La 2ª parte del film – Manon delle sorgenti, 114 minuti – si svolge dieci anni dopo. A differenza di Pagnol, che aveva girato – 10 anni prima di scrivere il romanzo – Manon des sources (1952), facendone un canto di amore e di luce, Berri e il suo sceneggiatore Gérard Brach ne fanno una lettura in chiave di tragedia o, meglio, di melodramma rusticano. Grande successo di pubblico in Francia e critica divisa. Tra un Depardieu sopra le righe e un Montand di aguzza sobrietà nella parte del feroce Le Papet, spicca Daniel Auteuil, eccellente Ugolin. (dal Morandini)

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Le poulet (1965) Claude Berri

Le poulet

Un bambino si affeziona al pollo che il papà vuole sacrificare per il pranzo della domenica ed escogita uno stratagemma per salvargli la vita. Premio Oscar 1966 per il miglior cortometraggio. Continua a leggere