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Memorias del subdesarrollo (1968) Tomás Gutiérrez Alea

Memorias del subdesarrollo

Ritratto di un intellettuale borghese che non sa decidere se schierarsi con la rivoluzione all’Avana o con la reazione dei cubani esuli. Film chiave del primo cinema cubano postrivoluzionario, tratto da un romanzo di Edmundo Desnoes. Riflette la sua ricchezza tematica anche nella struttura linguistica nella quale i documenti diretti si alternano a scene solidamente narrative. Dialettico, avvincente. 5° dei 12 film di T.G. “Titón” Alea. Nel 1996 risultò al 1° posto in una classifica dei 10 migliori film latinoamericani di tutti i tempi davanti a Los Olvidados (1950) di Buñuel. (dal Morandini) Continua a leggere

Soy Cuba (1964) Mikhail Kalatozov

Soy Cuba

Il titolo allude all’intento del film di rappresentare e interpretare l’animo cubano della fine degli anni cinquanta, innalzandosi a portabandiera della rivoluzione. È ritenuto da molti un film strepitoso, capace di influenzare la poetica dei registi che ne entrano in contatto; alcune sue scene sono considerate tra le più belle mai girate. E in effetti ciò che a tratti sconvolge è la sua altissima qualità tecnica, a cominciare dalla fotografia di Sergej Uruševskij e la complessità dei movimenti di macchina, ottenuti spesso con vere e proprie acrobazie della cinepresa.
Diviso in un prologo e quattro episodi, il film affronta le miserie della popolazione cubana e la sua voglia di riscatto dal regime di Batista, scegliendo un registro che spesso tocca il melodrammatico. (da Wikipedia) Continua a leggere

La muerte de un burócrata (1966) Tomás Gutiérrez Alea

Morto in un incidente di lavoro, un operaio modello è seppellito con la sua tessera sindacale come segno di solidarietà eterna. Per ottenere la pensione, però, la vedova deve esibire la tessera…
Il 4° film di Gutiérrez Alea è una macabra commedia satirica che vanta un’ammirevole leggerezza di tocco, evidenti e intelligenti omaggi e debiti con la comicità del muto e un bunueliano senso dell’assurdo. (dal Morandini) Continua a leggere

79 Primaveras (1969) Santiago Álvarez

79 Primaveras è un piccolo (in termini di durata) tributo a Ho Chi Min e alla espansione del pensiero comunista in Asia, senza però cadere troppo nel patetico davanti alla cena del funerale del protagonista. Critica la guerra, critica l’espansionismo di un pensiero massificatore, innalza altri grandi uomini della corrente liberale del dopoguerra, e scade, forse questo sì, in una piccola retorica autocelebrativa e forse un po’ troppo “da regime”, senza però che questo possa inficiare sul valore tecnico e artistico dell’opera. Continua a leggere