Archivi tag: Danimarca

De nåede færgen (1948) Carl Theodor Dreyer

Una nave sta per salpare. Un ragazzo e una ragazza non vogliono assolutamente perderla. Salgono in moto, trafelati. Il porto è lontano e il tempo stringe. Accelerano, ormai a rotta di collo. C’è però una macchina che non li lascia passare. Ormai siamo tutti con loro, odiamo ogni ostacolo. Forza, fatti da parte, abbiamo fretta. E al momento del sorpasso, l’autista dell’auto, il nemico che frena la nostra corsa e i nostri desideri, svela il suo volto… La Morte. Stacco. La passerella viene ritirata, il traghetto è in partenza. Ma più in basso, a pelo dell’acqua, si intravede un’altra barca più piccola. Ai remi c’è una figura nera, i passeggeri sono due bare. Anche nella più triviale delle Pubblicità Progresso (una campagna per la prevenzione degli incidenti stradali), Dreyer incontra il peccato e la sua punizione. (da baikcinema.wordpress.com) Continua a leggere

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Der var engang (1922) Carl Theodor Dreyer

Il re di Illiria ha una figlia bellissima e vanitosa che rifiuta con disprezzo tutti i pretendenti. Un giorno viene ricevuto a corte il principe di Danimarca il quale, a sua volta respinto, non accetta però di arrendersi tanto facilmente ai capricci della fanciulla. Un mago che vive nelle foreste regala al principe un bollitore incantato ed egli, dopo aver avuto la visione del suo prossimo matrimonio con la principessa, riesce a passare la notte nella sua stanza da letto fingendosi un mendicante. Scoppiato così uno scandalo, il principe di Danimarca ottiene che la principessa di Illiria venga esiliata dal regno e che vada a vivere con il mendicante in una misera capanna. Continua a leggere

Det gode og det onde (1975) Jørgen Leth

Sperimentale nei toni, Bene e Male sfrutta la sensibilità poetica di Jørgen Leth per offrire provocatorie riflessioni sugli avvenimenti di tutti i giorni che acquisiscono nuova risonanza attraverso un’analisi minuziosa. Ha scritto l’autore: «La vita dev’essere scrutata ed esaminata attentamente, questo è un film indagatore. Qual è la vera motivazione nascosta dietro ciò che la gente fa, ciò di cui parla, ciò che prova? Bene e Male cerca di rispondere a questa domanda. È un film che fa una netta distinzione tra bene e male, tra bellezza e bruttezza, tra passione e razionalità, tra l’espressione facciale e corporea, tra le parole dette e la gestualità, tra un gesto di tenerezza e una semplice tazza di caffè». (da torinofilmfestival.org) Continua a leggere

Det hemmelighedsfulde X (1914) Benjamin Christensen

Van Hauenstein (Benjamin Christensen) è un tenente e quando scoppia la guerra riceve importanti documenti segreti. Il Conte Spinelli (Hermann Spiro) è una spia per il nemico e riesce a leggere i documenti. Un telegramma indica che il tenente van Hauenstein è un traditore ed è portato davanti ad una corte marziale. Van Hauenstein pensa che la moglie (Karen Sandberg) abbia una relazione con il conte Spinelli. In realtà, lei aveva respinto la sua corte. Ma il marito, per non metterla in difficoltà, non riesce a spiegarsi davanti alla corte marziale ed è quindi condannato a morte. La moglie realizza la connessione tra un “X” misteriosa nel telegramma e le ali di un vicino mulino dove le spie nemiche si incontrano… Continua a leggere

Ofelias Blomster (1968) Jørgen Leth

Ofelias Blomster

Nella scenografia di Per Kirkeby, con un fondale blu sulla riva di un laghetto in prossimità di una foresta, l’attrice danese Lene Adler Petersen pronuncia il monologo della pazzia di Ofelia, tratto dall’Amleto di Shakespeare. Tuttavia è continuamente interrotta dal rumore di due blocchi di legno e ogni volta deve ricominciare. In tal modo le parole perdono rapidamente il loro significato e il nostro interesse si sposta dal testo al suono che emerge dalle labbra di Lene Adler Petersen. Continua a leggere

Krzysztof Kieslowski: I’m so-so (1996) Krzysztof Wierzbicki

Krzysztof Kieslowski I'm so-so

Pochi mesi prima della morte, il regista e sceneggiatore Krzysztof Kieslowski espone il suo punto di vista sulla vita, le persone, la politica, e commenta alcuni suoi film (Gadajace Glowy, Spokoj, Amator, Destino Cieco, Il Decalogo I, Film Rosso), in una conversazione molto aperta e informale. Condensato in quasi un’ora, ecco il testamento artistico di uno dei più grandi autori cinematografici del ‘900. Continua a leggere

Blade af Satans bog (1920) Carl Theodor Dreyer

Blade af Satans bog

Quattro incarnazioni di Satana nella storia: è un fariseo che convince Giuda a tradire Cristo; un inquisitore che spinge il monaco don Fernandez ad accusare di stregoneria e violentare una ragazza; un giacobino che persuade il servo Joseph a consegnare i padroni ai rivoluzionari; e una specie di Rasputin che, questa volta, non riesce a spezzare l’amore di una coppia di finlandesi che lottano contro i rivoluzionari russi. Ispirato a Intolerance di Griffith e adattato da un romanzo di Marie Corelli, il secondo film di Dreyer è quasi una prova generale delle opere future del regista in cui spiccano le figure delle vittime, dalla patetica Maria Antonietta al dolente e umanissimo Giuda, e un’interessante concezione del diavolo che tenta l’uomo solo perché costretto da Dio, sapendo che ogni successo sarà fonte di ulteriore dannazione. (dal Mereghetti) Continua a leggere

Sult (1966) Henning Carlsen

Sult

Adattamento dell’omonimo romanzo “Sult” (Fame) di Knut Hamsun, il titolo ha dato fama internazionale al regista Henning Carlsen, storica icona del cinema Danese. Uno sprovveduto quanto singolare scrittore si aggira per le strade della Oslo del 1890 in cerca di un editore. In balia di alterne fortune, complice la propria natura, si ritrova in breve affamato e solo. Pungente, visionario e al contempo concreto, Carlsen eleva i contenuti del romanzo stilizzando la natura umana e regalando sequenze indimenticabili alla storia del cinema. La mano del regista è magistrale nell’uso di ipnotici tempi di stacco che, dando vita a subliminali attimi di stallo, generano flash indelebili. Continua a leggere

Afgrunden (1910) Urban Gad

Afgrunden

Magda, insegnante di pianoforte, incontra sull’autobus un giovane che si innamora di lei e la invita a trascorrere le vacanze estive nella residenza di campagna dei genitori. Proprio in quell’occasione Magda si imbatte in un cowboy di circo che l’attrae irresistibilmente. I due fuggono insieme. Li ritroviamo, qualche tempo dopo, a lavorare insieme come ballerini. L’uomo comincia a tradirla, ma lei, nonostante la loro relazione sia ormai compromessa, lo ama ancora…
Il film, con i suoi toni di melodramma erotico, attirò l’attenzione internazionale sul cinema danese. Famosa la scena in cui Asta Nielsen (all’epoca celebre attrice, soprannominata “Diva silenziosa” o “Diva del nord”) e Poul Reumert ballano una danza apache parigina, cosa oltremodo osé per l’epoca e ritenuta volgare, ma che fece diventare il film un grande successo. Continua a leggere

Sånger från andra våningen (2000) Roy Andersson

Strani eventi in una città: macchine imbottigliate in un traffico infernale, un imprenditore che dà fuoco alla sua ditta, funzionari pallidi come cenci, case che si muovono, fantasmi che tornano alla vita, e una bambina sacrificata per il bene della popolazione. Curiosissima visione, opera per certi tratti apocalittica firmata dallo svedese Roy Andersson che suggerisce attraverso la sua declinazione sarcastica della realtà un percettibile stato di malsana inquietudine. (da mymovies.it)

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