Archivi tag: Erich von Stroheim

Foolish wives (1922) Erich von Stroheim

Foolish wives

A Monte Carlo, nel 1920, vivono in esilio l’aristocratico russo Vladislas Sergius Karamzin, le sue due cugine e la cameriera che egli sfrutta con la promessa di sposarla. Quando arriva un diplomatico americano, il nobile ne seduce la moglie e cerca di estorcerle una grossa somma di denaro, ma nel frattempo intreccia una relazione anche con la figlia minorata di un falsario. In realtà il conte è un ladro, come le presunte cugine, e pagherà con la vita il suo dongiovannismo senza scrupoli. Continua a leggere

Greed (1924) Erich von Stroheim

Greed

California, inizio del Novecento: la vincita di 5 mila dollari a una lotteria avvelena il matrimonio tra il dentista senza laurea McTeague e Trina, e suscita l’invidia di Marcus, l’ex fidanzato della donna. Trina, che ha concepito una passione morbosa per il gruzzolo, e preferisce vivere in miseria pur di non intaccarlo, verrà uccisa dal marito, che a sua volta morirà di sete nella Death Valley, ammanettato al cadavere di Marcus. Continua a leggere

Le grande illusion (1937) Jean Renoir

La grande illusion

Nel 1916 due aviatori francesi prigionieri – il proletario tenente Maréchal e l’aristocratico capitano de Boëldieu – sono portati prima in un campo di concentramento tedesco, poi in un castello fortificato, comandato dal capitano von Rauffenstein che li aveva abbattuti. De Boëldieu si sacrifica per favorire l’evasione di Maréchal e del suo collega Rosenthal, ricco ebreo, che riescono a passare in Svizzera. Continua a leggere

Blind husbands (1919) Erich von Stroheim

Blind husbands

Un ufficiale austriaco cerca di sedurre la moglie trascurata di un distratto chirurgo nordamericano in vacanza sulle Alpi austriache. La manovra è sorvegliata a distanza da una guida alpina. Epilogo punitivo nella scalata al Pinnacolo. 1ª regia di Stroheim, autore di soggetto (dal suo racconto The Pinnacle) e sceneggiatura, responsabile della scenografia. Tutti i motivi del suo cinema successivo sono già presenti, in forma allusiva e in modi divertenti, all’insegna di un umorismo beffardo: “Eccelle per la penetrante ‘cattiveria’ con cui i personaggi – positivi e negativi – sono continuamente e irriverentemente frugati” (F. Savio). Il bersaglio preferito è proprio il tenente von Steuben, da lui interpretato. Il rapporto Servo/Padrone, uno dei suoi Leitmotiv, è già enunciato con perfida eleganza. (dal Morandini)

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