Archivi tag: Fritz Lang

Die pest in Florenz (1919) Otto Rippert

Siamo nel Medioevo e la peste infuria ovunque provocando morte e sofferenza. Un nobile si rinchiude in castello con i suoi ospiti e per stare allegro organizza una grande festa da ballo in maschera. Tra gli invitati però vi è una oscura presenza…
La sceneggiatura è di Fritz Lang e già in questo film sono presenti i temi che ricorreranno in suoi diversi film, la pena, il perdono e la morte. Continua a leggere

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Frau im Mond (1929) Fritz Lang

Frau im Mond

Spinta dal miraggio di presunte miniere d’oro sulla Luna, a bordo di un’astronave a razzo parte una spedizione tedesca con quattro uomini e una donna (più un clandestino) a bordo. Sul satellite, dove l’atmosfera è respirabile, tutto è come quaggiù: rapacità, gelosia, miseria e grandezza dell’uomo qualunque. Peripezie, colpi di scena, due morti. Sceneggiato da Thea von Harbou (da un suo romanzo), è l’ultimo film muto di Lang. (Dal Morandini) Continua a leggere

Vier um die Frau (1921) Fritz Lang

Vier um die Frau

Florence Forster ha sposato, per volontà del padre, il truffatore Harry Yquem nonostante amasse Werner Krafft, che ha un fratello gemello malvivente, William. Harry vuole sapere se il primo amore della moglie è finito, poiché ha trovato un ritratto di lei con dedica. Nel City Hotel, Margot, amica di Florence, pranza con William Krafft, spiata da Harry, e da Charles Meunier, un corteggiatore di Florence…

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Das Testament des Dr. Mabuse (1933) Fritz Lang

Das Testament des Dr. Mabuse

Internato come pazzo, il criminale Mabuse ipnotizza il direttore del manicomio e, col suo aiuto, organizza una banda che commette diversi delitti. Dopo varie e movimentate peripezie, un commissario di polizia scopre l’inganno.
Ultimo film di Lang in Germania, è il seguito di Dr. Mabuse, der Spieler (1922). Ritmo serrato, clima angoscioso, sequenze d’azione di forte efficacia. Il tema centrale è la volontà di potenza e di dominio. Retrospettivamente fu considerato con qualche esagerazione come una parabola sul Terzo Reich nazionalsocialista. La censura nazista lo tolse dalla circolazione quando Hitler arrivò al potere nella primavera del 1933. (dal Morandini)
Lang ne girò anche una versione in lingua francese, destinata a quel mercato, con altri attori.

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Spione (1928) Fritz Lang

Da un romanzo di Thea von Harbou. Dopo la guerra 1914-18 il falso paralitico Haghi (Klein-Rogge), direttore di banca, guida un’organizzazione spionistica internazionale i cui emissari commettono anche omicidi per impadronirsi di importanti documenti segreti. Tra loro c’è la bella Sonja (Maurus) che s’innamora dell’agente britannico 326 (Fritsch). Costui sconfigge l’organizzazione e identifica in un clown del circo il malefico Haghi. (dal Morandini)

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Metropolis (1927) Fritz Lang

Nel 2026 in una megalopoli a due livelli gli operai che lavorano come schiavi nei sotterranei sono incitati alla rivolta da un robot femmineo che riproduce le fattezze di una di loro, la mite e pia Maria. L’ha costruito uno scienziato al servizio dei padroni. La rivolta provoca un’inondazione che colpisce i quartieri operai finché, sollecitato da Maria, Freder, figlio di Fredersen, fa da mediatore tra padroni e operai. È nato un nuovo patto sociale. Realizzato nel 1926 a costi così alti che rischiarono di far fallire la UFA, fu proiettato a Berlino il 10-1-1927. Ne esistono varie copie, ciascuna diversa dall’altra per durata e montaggio. (dal Morandini)

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Der müde Tod (1921) Fritz Lang

La Morte fa un patto con la fanciulla cui ha tolto il fidanzato: glielo riporterà se lei salverà la vita di almeno una delle tre luci che, in una foresta di candele, si stanno spegnendo, e la porterà in tre paesi e in tre epoche diverse. La fanciulla non ci riesce, ma la Morte le offre una quarta possibilità. Scandito in un prologo, un epilogo e 3 episodi centrali (arabo-moderno; italiano-rinascimentale; cinese-antico), ha l’ambizione di ripetere la formula e il successo internazionale (che ottenne) dell’americano Intolerance (1916) e del danese Pagine dal libro di Satana (1920). (dal Morandini)

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Le mépris (1963) Jean-Luc Godard

Le mépris

L’attraente moglie francese di uno sceneggiatore italiano disprezza il marito, troppo arrendevole ai compromessi con il produttore americano che l’ha scritturato per salvare un film diretto da un regista tedesco, Fritz Lang. Tratto dal romanzo (1954) di Alberto Moravia e maciullato nell’edizione italiana dal produttore Carlo Ponti, è un film imperniato sul rapporto classicità-modernità. Godard stravolge Moravia, criticandolo. Il suo talento lampeggia e s’impone. (dal Morandini)

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