Archivi tag: Giappone

Yama no oto (1954) Mikio Naruse

Cronaca di vita quotidiana di una famiglia giapponese che sta andando a rotoli: le tristezze e le paure dell’anziano Shingo ed il rapporto tra suo figlio Shuichi e la moglie di questi, Kikuko.
Il film preferito dal suo autore, tra i 41 realizzati, è un’immersione nel mondo del Premio Nobel Yasunari Kawabata e del suo omonimo libro. Naruse rimane comunque legato al modello dello shomin-geki (il cinema che mette al centro della narrazione le classi più umili) e a personaggi condannati da legami sbagliati e destini drammatici. Sorta di perfezionamento del precedente Il pasto, il film offre in chiusura quella che è forse la sequenza più celebre e commovente del cinema di Naruse: la rivelatoria camminata nel parco tra Shingo e Kikuko. (da mymovies.it) Continua a leggere

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Nemuru otoko (1996) Kôhei Oguri

Hitosuji, un piccolo villaggio sulle sponde di un fiume tra le colline. Attorno a Takuji, in coma dopo un incidente avvenuto sulle montagne dell’America Latina, si intrecciano le vicende di Tia, una ragazza dell’Asia Meridionale che ha perduto il figlio, e di Kamimura, un ex compagno di scuola di Takuji che fa spesso visita all’amico. Quando la madre di Takuji crede di percepire in un soffio di vento l’anima del figlio che abbandona il corpo, anche Kamimura, osservando la luna piena, capisce che l’amico è morto. (da torinofilmfest.org) Continua a leggere

Tamala 2010: A punk cat in space (2002) Tol

Tamala è una gattina unenne, parte dalla città di Meguro verso la costellazione di Orione ma un asteroide la obbliga ad atterrare sul pianeta Q, dove sono in corso violenti scontri etnici tra cani e gatti, commentati con distacco da due prostitute, annoiate in mezzo alla violenza dilagante. Il pianeta Q è il luogo dove Tamala conosce il gatto Michelangelo (che lei si ostina a chiamare MoiMoi, non si sa per quale motivo), e dove soprattutto vengono spiegati(?) i legami che uniscono l’esistenza della gattina alla megamultinazionale Catty & Co., dominatrice quasi incontrastata di questa galassia alternativa. (dal blog Mag Mell) Continua a leggere

Fuefukigawa (1960) Keisuke Kinoshita

Il film racconta delle guerre civili che insanguinarono il Giappone nel XVI secolo, attraverso le vicende di tre generazioni di contadini. E’ un’opera pacifista che racconta l’assurdità della guerra dal punto di vista dei poveri, mandati al massacro per le ambizioni di potere dei loro signori. E’ facile riconoscere nella figura di Takeda Shingen, per cui gli uomini vanno in guerra e muoiono senza sapere neanche perché, un eco del ruolo dell’Imperatore Hirohito nella Seconda Guerra Mondiale. Kinoshita racconta anche del fascino perverso che la guerra esercitava verso i giovani, che inseguivano il miglioramento delle proprie condizioni di vita attraverso i meriti militari. Solo in quel periodo della storia del Giappone, infatti, era possibile, all’interno di una società rigidamente divisa in caste, il gekokujou, il sovvertimento della gerarchia sociale, per chi si distingueva in battaglia. Continua a leggere

Kimi no na wa (2016) Makoto Shinkai

In uno dei film che hanno avuto più successo in assoluto in Giappone, Shinkai sviluppa rapidamente e in modo personale un soggetto tradizionale ispirato dal tematiche di racconti classici come il Torikaebaya Monogatari: lo scambio di corpi tra lui e lei. Lo sguardo sul rapporto tra i generi lascia velocemente spazio ad un’analisi sull’identità e l’isolamento degli adolescenti, un tema sempre molto attuale nell’arcipelago. Come succede sempre più negli ultimi anni, fantascienza e filosofia si intrecciano in un dramma in cui lo sviluppo del percorso estetico di Shinkai ha portato i critici più sensazionalisti ad usare l’appellativo “nuovo Miyazaki”. Continua a leggere

Takhté Siah (2000) Samira Makhmalbaf

Takhté siah

Un gruppo di maestri è in cammino sui sentieri iraniani della regione montuosa curda tra Iran e Irak. Trasportano sulle loro spalle grandi lavagne e cercano potenziali scolari; la guerra e la fame, però, fanno sì che a nessuno importi di istruirsi, di imparare a leggere e scrivere: quel che conta è sopravvivere. Uno di loro, Reeboir, s’imbatte in alcuni adolescenti che trasportano merce di contrabbando e tenta, senza successo, di distoglierli dalla loro attività. Said, un altro maestro, viaggia da solo ed arriva in un villaggio semideserto; incontra poi un gruppo di profughi curdi in marcia per rientrare in patria in Iraq dopo i bombardamenti chimici di Saddam Hussein; anch’essi sono disinteressati al suo lavoro, disperatamente tesi al recupero della loro patria. Continua a leggere

Asu no taiyô (1959) Nagisa Ôshima

Asu no taiyo

Questo cortometraggio, che rappresenta il debutto di Nagisa Oshima alla regia, pare girato alla maniera di un trailer di un film che non esiste e fa la parodia di quelli che si giravano all’epoca in Giappone. E’ anche uno raro sguardo al lato più giocoso di Oshima, con un’allegra presentazione dei giovani attori della Shochiku, e un modo di far conoscere al pubblico gli studi cinematografici, i mezzi e le potenzialità della società di produzione. Continua a leggere

Jol (2001) Darezhan Omirbayev

Jol

Un regista attraversa un momento di crisi profonda. Professionalmente comincia a chiedersi se il pubblico lo segua ancora. A casa lui e la moglie lottano per tenere in piedi il matrimonio. Quando Amir apprende che la madre è gravemente malata, sale in macchina per andarla a trovare. Nel lungo viaggio verso il villaggio natio si trova a esaminare il suo passato, mentre cerca di venire a patti con un futuro incerto.
Presentato al Festival di Cannes 2001, nella sezione Certain Regard. Continua a leggere

Wagahai wa neko de aru (1975) Kon Ichikawa

Wagahai wa neko de aru

Riduzione cinematografica dell’omonimo romanzo di Soseki Natsume (1867- 1916), uno dei più grandi scrittori dell’epoca Meiji (1868-1912). L’universo umano viene visto attraverso gli occhi di un gatto, voce narrante del libro e protagonista del film, osservatore ironico del modus vivendi di un insegnante di inglese e della sua cerchia di conoscenti e familiari. I personaggi descritti sono solo un pretesto per rimarcare la vita tragicomica degli esseri umani e i loro goffi tentativi di sottrarsi alle convenzioni e all’ipocrisia della società. Notevole la fotografia di Kozo Okazaki, autore delle magistrali inquadrature dei tre esemplari felini utilizzati nel film. (da nippolandia.it) Continua a leggere

Mata au hi made (1950) Tadashi Imai

Mata au hi made

Ambientato in Giappone alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il giovane Saburo, ricco, appassionato di arte, idealista e antimilitarista, incontra Keiko, di famiglia povera e aspirante pittrice, durante uno dei frequenti bombardamenti cui la città è sottoposta. Tra di loro nasce un amore appassionato, all’insaputa delle loro famiglie. L’epilogo alla stazione per l’ultimo incontro fra Keiko e Saburo che sta partendo per la guerra. Film di forte impatto politico ed antimilitarista. Titolo traducibile in italiano con “Fino al nostro prossimo incontro”.
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