Archivi tag: Giappone

Joyû Sumako no koi (1947) Kenji Mizoguchi

Mizoguchi con questo film rende un appassionato omaggio allo “Shingeki”, il teatro moderno giapponese, e in particolare alla figura del suo fondatore, Shimamura Hogetsu, critico, scrittore, intellettuale che all’inizio del ‘900, dopo un suo soggiorno in Europa fonda la Società per le Arti e la Letteratura, con l’obiettivo di occidentalizzare il teatro giapponese fino allora monopolizzato dal “Kabuki.” Continua a leggere

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Kanzashi (1941) Hiroshi Shimizu

La geisha Emi e la sua amica Okiku soggiornano brevemente in una locanda di montagna e poi tornano a Tokyo. Nanmura, un soldato in convalescenza per una ferita di guerra, si ferisce con una forcina per capelli nel bagno della locanda. Emi, la proprietaria della forcina, informata della cosa, torna a scusarsi. Gli altri clienti della locanda partecipano attivamente alla vicenda e sperano che l’amore sbocci tra i due giovani, dopo che Nanmura dichiara che c’è qualcosa di quasi poetico nel trovare una forcella nel bagno. Continua a leggere

Gruesse aus Fukushima (2016) Doris Dörrie

In seguito alla perdita del grande amore della sua vita, la giovane tedesca Marie, che fa parte di un’organizzazione umanitaria che le fa portare aiuto e sollievo travestita da clown, si reca in Giappone nella prefettura di Fukushima dopo il disastro nucleare del 2011. Il suo compito è quello di portare gioia laddove l’uomo ha portato distruzione e panico ma, ben presto, si ritrova a dover ammettere di non essere adatta alla situazione. Prima di far rientro a casa, decide di rimanere da sola in compagnia della vecchia e testarda Satomi, l’ultima geisha della regione. Le due donne sono costrette così a condividere una disastrata abitazione all’interno di una zona off limits. Diverse l’una dall’altra, impareranno ognuna a modo proprio a liberarsi dal passato e dal peso dei loro ricordi. (da filmtv.it) Continua a leggere

Yama no oto (1954) Mikio Naruse

Cronaca di vita quotidiana di una famiglia giapponese che sta andando a rotoli: le tristezze e le paure dell’anziano Shingo ed il rapporto tra suo figlio Shuichi e la moglie di questi, Kikuko.
Il film preferito dal suo autore, tra i 41 realizzati, è un’immersione nel mondo del Premio Nobel Yasunari Kawabata e del suo omonimo libro. Naruse rimane comunque legato al modello dello shomin-geki (il cinema che mette al centro della narrazione le classi più umili) e a personaggi condannati da legami sbagliati e destini drammatici. Sorta di perfezionamento del precedente Il pasto, il film offre in chiusura quella che è forse la sequenza più celebre e commovente del cinema di Naruse: la rivelatoria camminata nel parco tra Shingo e Kikuko. (da mymovies.it) Continua a leggere

Nemuru otoko (1996) Kôhei Oguri

Hitosuji, un piccolo villaggio sulle sponde di un fiume tra le colline. Attorno a Takuji, in coma dopo un incidente avvenuto sulle montagne dell’America Latina, si intrecciano le vicende di Tia, una ragazza dell’Asia Meridionale che ha perduto il figlio, e di Kamimura, un ex compagno di scuola di Takuji che fa spesso visita all’amico. Quando la madre di Takuji crede di percepire in un soffio di vento l’anima del figlio che abbandona il corpo, anche Kamimura, osservando la luna piena, capisce che l’amico è morto. (da torinofilmfest.org) Continua a leggere

Tamala 2010: A punk cat in space (2002) Tol

Tamala è una gattina unenne, parte dalla città di Meguro verso la costellazione di Orione ma un asteroide la obbliga ad atterrare sul pianeta Q, dove sono in corso violenti scontri etnici tra cani e gatti, commentati con distacco da due prostitute, annoiate in mezzo alla violenza dilagante. Il pianeta Q è il luogo dove Tamala conosce il gatto Michelangelo (che lei si ostina a chiamare MoiMoi, non si sa per quale motivo), e dove soprattutto vengono spiegati(?) i legami che uniscono l’esistenza della gattina alla megamultinazionale Catty & Co., dominatrice quasi incontrastata di questa galassia alternativa. (dal blog Mag Mell) Continua a leggere

Fuefukigawa (1960) Keisuke Kinoshita

Il film racconta delle guerre civili che insanguinarono il Giappone nel XVI secolo, attraverso le vicende di tre generazioni di contadini. E’ un’opera pacifista che racconta l’assurdità della guerra dal punto di vista dei poveri, mandati al massacro per le ambizioni di potere dei loro signori. E’ facile riconoscere nella figura di Takeda Shingen, per cui gli uomini vanno in guerra e muoiono senza sapere neanche perché, un eco del ruolo dell’Imperatore Hirohito nella Seconda Guerra Mondiale. Kinoshita racconta anche del fascino perverso che la guerra esercitava verso i giovani, che inseguivano il miglioramento delle proprie condizioni di vita attraverso i meriti militari. Solo in quel periodo della storia del Giappone, infatti, era possibile, all’interno di una società rigidamente divisa in caste, il gekokujou, il sovvertimento della gerarchia sociale, per chi si distingueva in battaglia. Continua a leggere

Kimi no na wa (2016) Makoto Shinkai

In uno dei film che hanno avuto più successo in assoluto in Giappone, Shinkai sviluppa rapidamente e in modo personale un soggetto tradizionale ispirato dal tematiche di racconti classici come il Torikaebaya Monogatari: lo scambio di corpi tra lui e lei. Lo sguardo sul rapporto tra i generi lascia velocemente spazio ad un’analisi sull’identità e l’isolamento degli adolescenti, un tema sempre molto attuale nell’arcipelago. Come succede sempre più negli ultimi anni, fantascienza e filosofia si intrecciano in un dramma in cui lo sviluppo del percorso estetico di Shinkai ha portato i critici più sensazionalisti ad usare l’appellativo “nuovo Miyazaki”. Continua a leggere

Takhté Siah (2000) Samira Makhmalbaf

Takhté siah

Un gruppo di maestri è in cammino sui sentieri iraniani della regione montuosa curda tra Iran e Irak. Trasportano sulle loro spalle grandi lavagne e cercano potenziali scolari; la guerra e la fame, però, fanno sì che a nessuno importi di istruirsi, di imparare a leggere e scrivere: quel che conta è sopravvivere. Uno di loro, Reeboir, s’imbatte in alcuni adolescenti che trasportano merce di contrabbando e tenta, senza successo, di distoglierli dalla loro attività. Said, un altro maestro, viaggia da solo ed arriva in un villaggio semideserto; incontra poi un gruppo di profughi curdi in marcia per rientrare in patria in Iraq dopo i bombardamenti chimici di Saddam Hussein; anch’essi sono disinteressati al suo lavoro, disperatamente tesi al recupero della loro patria. Continua a leggere

Asu no taiyô (1959) Nagisa Ôshima

Asu no taiyo

Questo cortometraggio, che rappresenta il debutto di Nagisa Oshima alla regia, pare girato alla maniera di un trailer di un film che non esiste e fa la parodia di quelli che si giravano all’epoca in Giappone. E’ anche uno raro sguardo al lato più giocoso di Oshima, con un’allegra presentazione dei giovani attori della Shochiku, e un modo di far conoscere al pubblico gli studi cinematografici, i mezzi e le potenzialità della società di produzione. Continua a leggere