Archivi tag: Harun Farocki

Aufschub (2007) Harun Farocki

Aufschub

Documentario di Harun Farocki che monta i filmati realizzati nel 1944 nel lager di Westerbork (Olanda) dal cameraman ebreo tedesco Rudolf Breslauer, su incarico del comandante del campo. Quest’ultimo voleva un documentario propagandistico che dimostrasse come gli internati venivano trattati bene (si trattava solo di un “campo di transito” e le atrocità erano perpetrate altrove), ma Breslauer non ebbe il tempo di montarlo e fu deportato ad Auschwitz dove morì il 28 febbraio 1945. Continua a leggere

Ausweg (2005) Harun Farocki

Ausweg

“La guerra trova sempre un espediente” (Brecht). Se c’è un nesso tra produzione e distruzione, tra lo sviluppo delle forze produttive e quelle distruttive, allora la bomba atomica è l’arma definitiva dell’era industriale. Grande tonnellaggio, il più alto tasso di mortalità, distruzione nel massimo raggio. Cosa c’è dopo di lei, quali sono le armi dell’era postindustriale? Per i prodotti postindustriali vale il fatto che si elimina la loro parte materiale e che pertanto si consumano sempre meno. Per non intasare il mercato, devono venire invecchiati artificialmente, come diceva Marx: venire deteriorati moralmente. Vale anche per il monopolista, che lascia invecchiare e deprezzare i prodotti attraverso continui rinnovi, non c’è più bisogno di concorrenza. La concorrenza finora ha causato ostilità. Ora la concorrenza è interna e non si deve più avere un nemico esterno. Il nemico è in noi e tra noi. Vengono utilizzate armi che colpiscono una persona tra mille. L’economia esige una guerra con la massima precisione. All’incirca: guerra per motivi umanitari. (Harun Farocki) Continua a leggere

Übertragung (2008) Harun Farocki

Ubertragung

Ubertragung è un’opera in cui Harun Farocki (scomparso il 30 luglio scorso) si occupa dei gesti ritualizzati. Documenta le forme di comportamento e in particolare i movimenti delle mani e il linguaggio del corpo di individui che visitano i luoghi della memoria e i monumenti commemorativi. Tutti questi rituali, sia di carattere sacrale che quotidiano, hanno in comune il tentativo di toccare l’intoccabile e di afferrare l’inafferrabile. Quest’opera è stata proiettata alla Biennale d’Arte 2013 di Venezia, all’interno delle Corderie dell’Arsenale. Continua a leggere

Die Worte Des Vorsitzenden (1969) Harun Farocki

Die Worte des Vorsitzenden

“Ero su una nave – sembrava quasi un romanzo: mi ero appena imbarcato per il Venezuela il 2 giugno 1967 e contemporaneamente lo Scià di Persia stava arrivando a Berlino Ovest. Nell’occasione ci furono delle proteste, uno studente fu ucciso, e una nuova forma di movimento di opposizione era nato. L’idea per questo film mi è venuta mentre ero ancora a bordo della nave. Il film è strutturato come uno spot. Il film prende una metafora alla lettera: le parole possono diventare armi. Tuttavia, mostra anche che queste armi sono fatte di carta. Questa arma mette in imbarazzo lo Scià e sua moglie, loro indossano dei sacchetti di carta sulle loro teste con le facce disegnate – lo stesso tipo di borse indossate dagli studenti iraniani per nascondere la loro identità dalla Savak, il servizio segreto iraniano, nel corso delle manifestazioni. Quando ho mostrato questo film in pubblico alla fine degli anni Sessanta, è stato molto lodato. Penso che la gente poi abbia compreso che l’ovvietà è anche una forma di ironia. Tale capacità è stata persa qualche anno più tardi. Ma credo che oggi stia tornando.” (Harun Farocki)

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