Archivi tag: Ingmar Bergman

Ingmar Bergman: Om liv och arbete (1998) Jörn Donner

Ingmar Bergman. Om liv och arbete

Interessante conversazione di un’ora e mezza, registrata nel 1998, tra Ingmar Bergman e Jörn Donner (il produttore di Fanny och Alexander). Comodamente seduti nel salotto della villa di Bergman sull’isola di Fårö, i due fanno un bilancio degli 80 anni di vita del regista rievocandone l’infanzia, la carriera teatrale e cinematografica, e la vita privata.
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On set home movies (2008) Ingmar Bergman

On set home movies

Il “dietro le quinte” di tre film di Ingmar Bergman (Una vampata d’amore, Il settimo sigillo, Come in uno specchio) attraverso i filmini muti girati con la cinepresa personale del regista, da Bergman stesso o da suoi collaboratori. Assistiamo dunque ai preparativi sul set, ai sopralluoghi per scegliere delle location, ai momenti di meritato riposo, eccetera, il tutto commentato dalla voce della giornalista svedese Marie Nyreröd.

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Fårö dokument (1970) Ingmar Bergman

Faro Dokument

Il primo dei due documentari che, nell’arco di una decina d’anni, Ingmar Bergman dedicò agli abitanti dell’isola di Faro e ai loro problemi. Ecco quindi una rassegna di interviste, effettuate nella primavera 1969, ad agricoltori, insegnanti, pescatori, anziani col loro carico di ricordi, amministratori pubblici, religiosi, impiegati dei pubblici servizi, infine una coppia a cui sta per nascere un figlio. Nel 1979 fu prodotto il secondo documentario della serie.
Ingmar Bergman girò sull’isola di Faro anche i film “Persona”, “Passione”, “Come in uno specchio”, “La vergogna” e alcune sequenze di “Scene da un matrimonio”. Vi costruì una casa e vi dimorò fino alla sua morte, nel 2007. Continua a leggere

Fanny och Alexander (1982) Ingmar Bergman

Fanny och Alexander

Divisa in 5 capitoli (1. il Natale; 2. il fantasma; 3. il commiato; 4. i fatti dell’estate; 5. i demoni), un breve prologo e un lungo epilogo, è la storia della famiglia Ekdahl di Uppsala tra il Natale del 1907 e la primavera del 1909 con una sessantina di personaggi, divisi in quattro gruppi, che passa per tre case e mette a fuoco tre temi centrali: l’arte (il teatro), la religione e la magia. Congedo e testamento di Bergman, uomo di cinema, è una dichiarazione d’amore alla vita e, come la vita, ha molte facce: commedia, dramma, pochade, tragedia, alternando riti familiari (lo splendido capitolo iniziale), strazianti liti coniugali alla Strindberg, cupi conflitti di tetraggine luterana che rimandano a Dreyer, colpi di scena da romanzo d’appendice, quadretti idillici, intermezzi di allegra sensualità, impennate fantastiche, magie, trucchi, morti che ritornano. Un film “dove tutto può accadere”. Compendio di trent’anni di cinema all’insegna di un alto magistero narrativo. Ebbe 4 Oscar (miglior film straniero, fotografia di Sven Nykvist, scenografia, costumi): un primato per un film di lingua non inglese. (dal Morandini)
Versione televisiva integrale, suddivisa in quattro puntate di durata variabile, per un totale di oltre 5 ore. Continua a leggere

Fårö-dokument 1979 (1979) Ingmar Bergman

Faro-dokument 1979

Ecco a voi Ingmar Bergman nell’insolito ruolo del documentarista. Oggetto della sua indagine non poteva che essere l’isola di Faro, sulla quale andò a girare diversi film, costruì una casa e visse sino alla fine dei suoi giorni.
In quest’opera Bergman riparte da un analogo documentario girato 10 anni prima (Faro-Dokument) per fare il punto della situazione, per capire cosa è cambiato in meglio o in peggio. A tal fine, gira l’isola con la sua troupe, ritrova le stesse persone che aveva intervistato 10 anni prima e ne intervista di nuove (Bergman non compare mai, di lui udiamo soltanto la voce che intervista o legge il testo del commento). Completamente inedito in Italia.

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Ingmar Bergman – 3 dokumentärer om film, teater, Fårö och livet av Marie Nyreröd (2004) Marie Nyreröd

3 dokumentärer

Interessantissimo documentario per la tv svedese, inedito in Italia, nel quale un anziano e stanco Ingmar Bergman (1918-2007) si racconta e si confessa. Una testimonianza toccante, l’ultima prima della sua scomparsa, un testamento artistico e spirituale di una delle maggiori figure del ‘900.
Tre puntate da un’ora ciascuna: 1) Bergman e il cinema; 2) Bergman e il teatro; 3) Bergman e l’isola di Fårö.

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Ingmar Bergman gör en film (1963) Vilgot Sjöman

Ingmar Bergman gor en film

Documentario per la tv svedese girato da Vilgot Sjöman (il regista di Jag är nyfiken – en film i gult) sulla lavorazione del film di Ingmar Bergman Nattvardsgästerna (Luci d’inverno).
Suddiviso in 5 puntate da mezz’ora l’una, è un interessantissimo documento (inedito in Italia) dove possiamo vedere Bergman al lavoro sul set e ascoltare le sue opinioni circa la sceneggiatura, il montaggio, la messa in scena, il rapporto con gli attori, i collaboratori, la critica, il pubblico.
Puntata 1: La sceneggiatura. Puntata 2 e 3: Le riprese. Puntata 4: Il montaggio. Puntata 5: La prima.

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Tystnaden (1963) Ingmar Bergman

Tystnaden

Tornando dalla villeggiatura Anna ed Ester, due sorelle, e il figlioletto di una delle due sono costretti a fermarsi in un paese sconosciuto a causa di una grave crisi del male che sta uccidendo Ester. Il rapporto conflittuale tra le due donne esplode. Con qualche punta di esibizionismo, radiografia del sesso come violenza, malattia, presagio di morte è un film che ha dato scandalo, suscitato discussioni, provocato gli interventi della censura, subito manomissioni nel doppiaggio.

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Dokument Fanny och Alexander (1986) Ingmar Bergman

Dokument Fanny och Alexander

Documentario sulla realizzazione del famoso film Fanny och Alexander, girato quattro anni prima. In quasi due ore vediamo Bergman discutere con gli attori e col direttore della fotografia (Sven Nykvist) i vari problemi relativi alla messa in scena, alle inquadrature, ai movimenti della macchina da presa, ai vari tipi di illuminazione. Molto interessante e istruttivo.

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Sommaren med Monika (1953) Ingmar Bergman

Sommaren med Monika

Due proletari non ancora ventenni di Stoccolma passano un’estate nell’isoletta di Orno. Monika rimane incinta. Si sposano, ma lei lascia Harry solo con il figlioletto. L’inizio e la fine a Stoccolma sono deprimenti, all’insegna di un naturalismo tinto di nero, in linea con il romanzo di Anders Fogelström che l’ha sceneggiato con il regista. Conta la parte centrale sull’isola, fugace fase di transizione tra l’adolescenza e l’età adulta. Fece sensazione l’insolente sensualità della ventenne Andersson che nel finale tiene “il piano-sequenza più triste della storia del cinema” (J.-L. Godard). (dal Morandini)

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