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Oratorio for Prague (1968) Jan Nemec

Oratorio for Prague

Uno dei più potenti documentari mai fatti, Oratorio for Prague contiene le uniche riprese filmate dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia, avvenuta il 21 agosto 1968. Il regista della “Nova Vlna” Jan Nemec aveva iniziato a filmare nei primi giorni del mese con l’intento di documentare la Primavera di Praga, vale a dire la liberalizzazione in atto in Cecoslovacchia grazie al cosiddetto “socialismo dal volto umano” di Alexander Dubcek. Continua a leggere

O slavnosti a hostech (1966) Jan Nemec

O slavnosti a hostech

Un gruppo di gitanti a spasso in un bosco sono costretti con la forza a partecipare a una festa in villa con pranzo all’aperto. Quando, però, uno degli invitati si allontana furtivamente, l’umore dell’anfitrione si guasta: comincia la caccia allo scomparso.
2° film di Nemec dopo il clamoroso esordio in I diamanti della notte. Scatenò a Praga, dove gli fu assegnato un premio della critica, un largo dibattito culturale dopo il divieto ufficiale che fu tolto soltanto durante la primavera del 1968. Trasparente apologo, incline all’allegoria, sul regime totalitario, generatore di intolleranza e conformismo. Il pur abusato aggettivo kafkiano gli si addice per la fredda ira espressa con un linguaggio beffardamente classicheggiante in un contesto di acceso surrealismo. Insistenti primi piani in cui gli sguardi degli interpreti non professionisti – tra cui il regista Schorm, il fuggitivo – sono spesso rivolti in macchina, cioè allo spettatore come per interrogarlo. (dal Morandini) Continua a leggere

Perlicky na dne (1966) Vera Chytilová, Jaromil Jires, Jirí Menzel, Jan Nemec, Evald Schorm

Perlicky na dne

Film manifesto della Nová vlna. Ognuno degli episodi è l’adattamento di un racconto di Bohumil Hrabal. “L’idea di girare il film è venuta in mente a me e a Menzel… ci dicevamo: ‘Questo Hrabal non sarebbe male aiutarlo in qualche modo, renderlo visibile’… Così abbiamo deciso di portare sullo schermo questi racconti da La perlina sul fondo e Gli sbruffoni. L’idea mia e di Jirí fu subito accettata, ognuno avrebbe scelto e filmato un suo racconto… Gli unici elementi in comune erano il cameraman Jaroslav Kucera e la condizione che in ogni episodio dovesse comparire almeno in una scena lo stesso scrittore, un po’ alla Hitchcock.” (Jan Nemec)
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Démanty noci (1964) Jan Nemec

Demanty noci

Due giovani ebrei riescono a saltare da un treno in corsa che li portava in un campo di concentramento in Germania. Sfuggiti ai soldati nazisti continuano a correre in un bosco finché sono vinti dalla fame, dal freddo, dalla fatica. Denunciati da una donna alla quale avevano chiesto del cibo, sono catturati da un gruppo di vecchi armati di fucili da caccia. Spinti sadicamente dagli stessi vecchi, i due giovani riprendono la fuga, mentre i cacciatori li tengono sotto mira e ne fanno dei bersagli. Quasi totalmente privo di dialoghi, svolto su più dimensioni narrative (la realtà oggettiva, la memoria, l’immaginazione), Diamanti della notte, manifesta nell’esordiente Nemec alte doti stilistiche, che a volte sfiorano il freddo formalismo, e denuncia indirettamente tutto ciò che nella guerra, e nella psicosi militaristica, vi è di degradante e di offensivo per l’uomo. Continua a leggere