Archivi tag: Jirí Menzel

Spalovac mrtvol (1969) Juraj Herz

Spalovac mrtvol

A Praga, durante l’occupazione tedesca, l’impiegato del crematorio cittadino Kopfrkingl diventa un sostenitore così entusiasta dell’ideologia nazista che, tenero dispensiere di eutanasia, uccide la moglie e i figli in quanto portatori di sangue ebreo e poi accetta la direzione dei forni crematori del lager. Dal romanzo Il bruciacadaveri (1967) di Ladislav Fuks, che l’ha adattato con Herz. Chi è il signor Kopfrkingl? “Un benpensante e ipocrita cerimoniere, uno schizoide impigliato nelle consuetudini di un macabro rituale, un saccente becchino-filantropo…” (A.M. Ripellino). Continua a leggere

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Skřivánci na niti (1990) Jirí Menzel

Skrivanci na niti

Dal romanzo di Bohumil Hrabal. Nei primi anni ’50, a Kladno (Cecoslovacchia) un deposito di rottami metallici è trasformato in campo di rieducazione per borghesi (intellettuali, bottegai, ragazze che hanno cercato di espatriare clandestinamente), costretti a un lavoro manuale. Satira con gli artigli di velluto, tragicommedia che ha la finezza di un merletto e la grazia quieta di un acquerello, questo apologo dal passo leggero sull’assurdo quotidiano e la stupidità burocratica di un regime stalinista fu iniziato durante la “primavera di Praga” del ’68, terminato nel ’69, proibito dalla censura, disseppellito vent’anni dopo. Vinse, ex aequo con Music-Box di Costa-Gavras, l’Orso d’oro 1990 a Berlino. (dal Morandini)

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Obsluhoval jsem anglického krále (2006) Jirí Menzel

L’ascesa e il declino di Jan Dites, un giovane cameriere mosso dall’ambizione di diventare grande albergatore. Dalle prime esperienze di vita nella cittadina natale della Boemia al trasferimento nei primi anni ’30 in un grande albergo di lusso a Praga la sua vita prende una serie di svolte inattese che vanno di pari passo con i mutamenti storici dell’est europeo, dall’invasione nazista, alla II Guerra Mondiale, all’avvento del regime sovietico.

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Ostre sledované vlaky (1966) Jirí Menzel

Ostre sledovane vlaky

Nella Boemia del 1945 occupata dai tedeschi un giovane ferroviere (Neckar) è afflitto da eiaculatio precox, ma la sua disperazione termina una notte in cui una staffetta partigiana di passaggio (Urbankova) l’aiuta a guarire. Il giorno dopo Neckar conferma la sua conquistata virilità facendo saltare un treno tedesco carico di munizioni e muore. Primo film di Menzel, tratto da un romanzo (1965) dell’acre umorista ceco Bohumil Hrabal che lo adattò con il regista. La guerra e la resistenza sono una tela di fondo anche se il loro tempo permette una sessualità sregolata. Al di là del suo rifiuto di ogni retorica eroica e resistenziale, spiegabile soltanto nel quadro della breve e feconda stagione della nova vlna cecoslovacca degli anni ’60, conta per l’affetto con cui sono raccontati i suoi umili e mediocri personaggi e per la poetica cura nella descrizione della vita quotidiana. Oscar 1967 per il miglior film straniero. (dal Morandini)

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Perlicky na dne (1966) Vera Chytilová, Jaromil Jires, Jirí Menzel, Jan Nemec, Evald Schorm

Perlicky na dne

Film manifesto della Nová vlna. Ognuno degli episodi è l’adattamento di un racconto di Bohumil Hrabal. “L’idea di girare il film è venuta in mente a me e a Menzel… ci dicevamo: ‘Questo Hrabal non sarebbe male aiutarlo in qualche modo, renderlo visibile’… Così abbiamo deciso di portare sullo schermo questi racconti da La perlina sul fondo e Gli sbruffoni. L’idea mia e di Jirí fu subito accettata, ognuno avrebbe scelto e filmato un suo racconto… Gli unici elementi in comune erano il cameraman Jaroslav Kucera e la condizione che in ogni episodio dovesse comparire almeno in una scena lo stesso scrittore, un po’ alla Hitchcock.” (Jan Nemec)
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