Archivi tag: Joris Ivens

Le Mistral (1965) Joris Ivens

Il Mistral, al richiamo del mare, scende con forza dalle montagne per invadere luoghi e persone, attraversa la valle del Rodano e la Provenza fino al Mediterraneo. Poema lirico ivensiano, Pour le Mistral completa una serie di opere tematiche fortemente legate agli elementi naturali, iniziata con La Pioggia e definitivamente affermatasi con Quando la Senna incontra Parigi. Questo cinema, come ammesso dallo stesso regista, costituisce: «l’altro aspetto della mia arte di cineasta: l’ambizione poetica». Il vento, come forza della natura, è indagato nella sua essenza, da qui le soggettive impossibili che inseguono il punto di vista e la corporeità del Mistral. Filmare l’invisibile resta una dominante inesauribile nella poetica ivensiana, è l’utopia della visione, del cinema, che verrà definitivamente risolta con Io e il Vento dove la presenza dello stesso regista legittima la possibilità di rappresentare un elemento che l’occhio umano non può percepire: il vento. (da cinemambiente.it) Continua a leggere

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Pesn o geroyakh (1932) Joris Ivens

Il documentario segue la costruzione di un altoforno all’estremità degli Urali per mano dell’Organizzazione della gioventù comunista sovietica (Komsomol), e la vicenda del pastore analfabeta Afasaneev che, lasciando attività e casa, si impegna nel lavoro del cantiere, crescendo insieme ad esso. Continua a leggere

The 400 million (1939) Joris Ivens, John Fernhout

The 400 Million

Finanziato da una società formata da Hemingway, Nichols, Franchot Tone, Fredric March, Louise Rainer, Dos Passos, Shumlin e diversi altri cineasti, il film ebbe come soggetto la resistenza cinese all’attacco giapponese. “Uno dei documenti più impressionanti che siano mai stati realizzati su una guerra. Le prime immagini sono indimenticabili; il bombardamento d’una grande città, i quartieri in fiamme, le donne che piangono, i cadaveri dei bambini, i vecchi che fuggono, i morti ammucchiati come bestiame, il rombo degli aerei giapponesi. Segue un quadro della Cina pacifica con la sua cultura plurimillenaria. Poi Ivens ci conduce nelle file dell’VIII Armata, nucleo della Resistenza cinese”. (Sadoul, 1939). Centro del film è una battaglia contro i giapponesi che si conclude con la vittoria dei cinesi.
Da Dizionario dei film, Firenze, Sansoni, 1968 Continua a leggere

The Spanish Earth (1937) Joris Ivens

The spanish earth

La guerra di Spagna vista dalla prospettiva degli abitanti del piccolo paese di Fuentidueña, contadini abituati da generazioni a lavorare “la terra secca e dura di Spagna” a cui il governo repubblicano ha affidato la gestione collettivistica dei campi e dove si sperimentano nuovi sistemi di irrigazione: le scene di vita contadina si alternano a quelle della guerra, ai discorsi del comandante Carlos e della pasionaria Dolores Ibarruri, ai bombardamenti aerei, ai combattimenti di Valencia e di Madrid dove i fascisti sono asserragliati nelle università. Continua a leggere

…A Valparaíso (1965) Joris Ivens

A Valparaiso

Sostenuto da Salvador Allende, che incontrò all’Havana, Ivens arrivò nel 1962 a Santiago del Cile dove iniziò un’attività di insegnamento di teoria cinematografica presso l’Università. Come per le passate esperienze nelle vesti di professore, il miglior approccio che il regista riuscì a instaurare con la materia fu quello pratico. Da queste premesse nasce A Valparaiso, un documentario girato con gli studenti di Santiago sulle peculiarità di questa città portuale cilena. Continua a leggere

La Seine a rencontré Paris (1957) Joris Ivens

La Seine a recontré Paris

Manifesto del realismo poetico ivensiano, questo documentario, inizialmente pensato come un lirico sguardo sulla Senna, rivela una visione ben più organica e complessa. Il fiume diventa luogo astratto e cuore pulsante della vita di una città e dei suoi abitanti, uno scorrere lento e inarrestabile dello svago, del lavoro e dei sentimenti di tutta Parigi, allargandosi a un’idea di empatia tra l’uomo, il suo ambiente di vita, la natura. Se le sole immagini e il loro scorrere potrebbero lasciar intravedere una visione ottimista e pacificatoria, l’unione con un poesia di Jacques Prévert (che costituisce il commento ed è letta da Serge Reggiani) ci restituisce un velo di malinconia e incertezza. (da cinemambiente.it)
Palma d’Oro per il miglior cortometraggio al Festival di Cannes 1958. Continua a leggere

Philips-Radio (1931) Joris Ivens

Philips-radio

Ivens, appena tornato dal suo primo viaggio in Unione Sovietica, venne contattato dall’ufficio pubblicità della Philips-Radio. Le possibilità di guadagno, l’ingente investimento nel progetto e la garanzia di avere carta bianca, convinsero il regista ad accettare di dirigere un film pubblicitario sul lavoro e la produzione delle radio alla fabbrica Philips di Eindhoven. Ma il viaggio in Unione Sovietica aveva cambiato il regista: «Pensai che fosse mio compito concentrarmi sugli uomini al lavoro e non sulle macchine e le loro fantastiche prestazioni tecniche». Ivens supera così le restrizioni della committenza unendo ricerca estetica e critica sociale sulla monotonia del lavoro, critica che indusse poi i finanziatori a non fare circolare il documentario. La colonna musicale e i rumori della fabbrica ne fanno il primo film sonoro olandese reso con il contrappunto di immagini e suoni. Il titolo Symphonie industrielle venne coniato dalla critica francese che assistette alla prima di Parigi. Poco visto all’epoca, è oggi uno dei classici di Ivens. (da cinemambiente.it) Continua a leggere

Misère au Borinage (1933) Joris Ivens, Henri Storck

Misère au Borinage

Il documentario è composto da filmati che testimoniano la repressione di uno sciopero negli Stati Uniti seguiti da altri che illustrano le lotte e la vita quotidiana dei lavoratori del Borinage, una zona mineraria nel Belgio meridionale che visse uno dei suoi periodi più tragici agli inizi degli anni Trenta. Infatti, dopo la terza diminuzione del salario dei minatori in meno di due anni, nel giugno del 1932 venne organizzato uno sciopero che raggiunse l’apice con una marcia su Bruxelles di 250.000 lavoratori. La repressione fu violentissima. Nel mese di luglio la disfatta era completa. Henri Storck, figura determinante per la cinematografia belga, chiese a Ivens di aiutarlo a girare un film sulle condizioni del Borinage, per «mostrarle a tutto il mondo e aiutare i minatori». La realizzazione fu difficile e rischiosa. Le immagini vennero prese di nascosto o ricostruite con gli operai. Tornati a Bruxelles, i due registi montarono il film. Inizialmente venne affidata la stesura di un commento a Bertold Brecht, poi si preferì lasciarlo muto con le didascalie. E’ Ivens stesso a ricordare che: «Con Borinage nella mia vita tutto cambia a 180°». La critica fu spietata: il film, divenuto quasi una ‘carta d’identità politica’, ebbe difficoltà di circolazione. L’opera rimane oggi uno dei più grandi documentari di Ivens e un riferimento indispensabile per tutto il cinema militante. (da cinemambiente.it) Continua a leggere