Archivi tag: Michel Soutter

La pomme (1969) Michel Soutter

La pomme

“La mela (pomme) è un’immagine di tenerezza. Una giovane tedesca torna per otto giorni a Ginevra, incontro al suo primo amore. “In Germania, dice, quando si ascolta della musica non si osa mangiare”. Ella dunque ritorna perché ha fame. Simon l’attende. Non poteva fare altrimenti. Egli è correttore di bozze nella redazione di un giornale locale. Vorrebbe ricominciare la storia del loro amore da zero. Un giornalista della stessa redazione offrirà a Laura quel tipo di amore che Simon le rifiuta. Simon si vendicherà come può. Dire è deformare (Alain Bosquet). Io mi fermo qui.” (Michel Soutter) Continua a leggere

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James ou pas (1970) Michel Soutter

James ou pas

Mentre sta guidando nelle campagne attorno a Ginevra, il taxista Hector ode uno sparo e nota una persona che fugge. Il suo successivo cliente è James, che afferma di non aver chiamato alcun taxi, ma approfitta dell’occasione per farsi portare all’aeroporto dove sta per arrivare la sua amica Eva. Sulla via del ritorno Hector, che si dichiara felice quando il suo taxi è utile a qualcuno, invita i passeggeri a casa propria, dove si lascia sedurre dalla donna. L’indomani James viene trovato morto in un campo ed Eva riparte, mentre Hector si domanda se il giorno prima aveva visto la premonizione dell’omicidio di James. Sebbene sembri tutto uno strano sogno, potrebbe anche essere la realtà.

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La lune avec les dents (1967) Michel Soutter

La Lune avec les dents

Storia del ginevrino William, 30 anni, che lavora in un bowling, vive da solo miseramente e ruba al supermercato. Odia il padre, un uomo ricco e influente, di cui rifiuta sdegnosamente ogni tentativo di “sistemarlo” con qualche impiego degno del suo rango, e intanto flirta con Noëlle, una ragazza figlia di quella buona borghesia che egli tanto detesta. Finché un giorno, un rivale in amore non si intromette… Continua a leggere

Les arpenteurs (1972) Michel Soutter

Les arpenteurs

In questo film Michel Soutter racconta una storia che, dall’esposizione del tema al suo epilogo, non si sottomette alle convenzioni della narrazione tradizionale. Tuttavia imbastisce un divertissement il cui meccanismo è simile a quello di un vaudeville: per fare un favore a Lucien, Léon, geometra chiacchierone che sta mappando una zona di campagna, accetta di portare a casa di Alice una cesta di verdure. Però vi trova Ann, che lui scambia per Alice e che lo riceve con una tale gentilezza, che egli si dimentica la cesta vuota. Torna perciò più tardi e scopre Alice, la quale finisce per indovinare che un misterioso idillio è scoccato nella sua camera e sul suo letto…
“Difficile raccontare la trama perché non esiste o è negata. Più che raccontare una storia o dei personaggi, Soutter gioca con eleganza sulle apparenze, sui movimenti fuggitivi, sugli atti mancati, sui falsi movimenti, su un’atmosfera vagamente musicale (Brahms, Schubert) che si appoggia al raffinato bianco e nero di Simon Edelstein.” (dal Morandini)
Candidato alla Palma d’Oro a Cannes 1972, ricevette molti consensi.
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