Archivi tag: Milos Forman

I miss Sonia Henie (1971) Registi vari

I miss Sonia Henie

Un’unica cinepresa riprende, sempre dalla stessa posizione, un’unica mansarda arredata e otto giovani registi. Un unico mosaico dadaistico di sette storielle, legate tra di loro solo dalle stesse condizioni creative: ogni episodio deve durare tre minuti, deve svolgersi nella stessa stanza d’albergo e deve includere la frase “I miss Sonja Henie” (“Mi manca Sonja Henie”). Una pellicola sperimentale molto particolare, nata in una sola notte durante il festival cinematografico FEST di Belgrado del 1971. Continua a leggere

Cerný Petr (1964) Milos Forman

Cerny Petr

Pieno di aspettative nei confronti del figlio, lo fa assumere in un supermercato promettendogli un roseo futuro. Il ragazzo, però, è insoddisfatto e pieno di problemi. Esordio di Forman nel lungometraggio. È un’acuta, amara, realistica analisi delle giovani generazioni e dei loro problemi in una grigia e soffocante realtà socialista sul filo di un linguaggio leggero e decontratto, fatto di simpatia e lucidità, ironia e tenerezza, invenzioni gaie e notazioni amarognole. Il 30enne regista/sceneggiatore (con Jaroslav Papousek) ricorre quasi sempre ai “lunghi fuochi”, cioè piazza la cinepresa lontana dagli attori che così agiscono e sono ripresi in libertà con ammirevoli effetti di autenticità. Gran Premio e premio della Giovane Critica a Locarno 1963; premio della FICC e della rivista “Cinema” a Venezia; premio dei critici cecoslovacchi. (dal Morandini)
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Konkurs (1964) Milos Forman

Konkurs

Prima dell’esordio ufficiale con L’asso di picche, Milos Forman realizza, con l’aiuto di due amici – Ivan Passer e l’operatore Miroslav Ondričék – 2 mediometraggi: Kdyby ty muziky nebyly (Se non fosse per questa musica) e Konkurs (Il concorso). Girato con una vecchia Pentaflex di 16 mm, il 1° ha come sfondo la musica pop che in quel periodo dilaga a Praga. Il cabaret Semafor bandisce un’audizione per gruppi e cantanti solisti e Forman riprende le audizioni con la cinepresa nascosta di fronte ai cantanti. Il risultato è così divertente che ottengono il finanziamento degli studi Sebor-Bor per completarlo e gonfiarlo a 35 mm. “Konkurs ha la struttura formale del documentario, o, se si preferisce, di una sorta di commistione tra cinéma vérité e candid camera” (P. Vecchi). Continua a leggere

Lásky jedné plavovlásky (1965) Milos Forman

Lasky jedné plavovlasky

A Zruce, un paesino di montagna non lontano da Praga, duemila ragazze lavorano in un calzaturificio, ma sono costrette a trascorrere il loro tempo libero in un convitto che assomiglia a un alveare. La mancanza di uomini ha fatto sì che molte impiegate abbiano lasciato la fabbrica; a nulla sono serviti gli espedienti del vecchio direttore, che ha fatto arrivare un gruppo di anziani riservisti. Poi un giorno compare Milda, un giovane pianista proveniente dalla capitale, e Andula, una delle operaie, lo seduce. (da filmtv.it) Continua a leggere

Horí, má panenko (1967) Milos Forman

Hori, ma panenko

Non funziona niente nel ballo, organizzato dai pompieri di una cittadina boema: i premi della lotteria sono rubati, il concorso di bellezza fa fiasco, l’incendio di una casa vicina interrompe la festa. Ultimo film cecoslovacco di M. Forman, fu proibito dalla censura e suscitò le ire dei vigili del fuoco. Attraverso la satira corale dei costumi di provincia, anche se apparentemente amabile, Forman e Co. miravano più in alto. E in alto se ne accorsero. (dal Morandini) Continua a leggere