Archivi tag: Nagisa Ôshima

Asu no taiyô (1959) Nagisa Ôshima

Asu no taiyo

Questo cortometraggio, che rappresenta il debutto di Nagisa Oshima alla regia, pare girato alla maniera di un trailer di un film che non esiste e fa la parodia di quelli che si giravano all’epoca in Giappone. E’ anche uno raro sguardo al lato più giocoso di Oshima, con un’allegra presentazione dei giovani attori della Shochiku, e un modo di far conoscere al pubblico gli studi cinematografici, i mezzi e le potenzialità della società di produzione. Continua a leggere

Annunci

Koshikei (1968) Nagisa Ôshima

Koshikei

L’impiccagione di uno studente, condannato per avere stuprato e ucciso due ragazze giapponesi, non riesce: l’uomo non muore e perde la memoria. Per ridargli un’identità, i burocrati della giustizia tentano una psicoterapia, improvvisandosi attori che mimano le fasi salienti della sua vita e i delitti da lui commessi. Per rievocare l’ultimo crimine si ricorre a una ragazza (non attrice) coreana come lui. L’imputato ritrova sé stesso e può essere impiccato. La botola si riapre, lui precipita nel vuoto, ma il cappio non stringe nulla. Uno dei più potenti film di Oshima: “un grido di rivolta (contro il potere), un insulto ai sacri principi (l’ordine, la legge e le sue ipocrisie), un divertimento macabro, una fiaba allucinata” (F. Di Giammatteo). (dal Morandini)
Traduzione effettuata da fonte diversa e più completa rispetto ai sottotitoli già in circolazione. Continua a leggere

Hakuchû no tôrima (1966) Nagisa Ôshima

Hakuchu no torima

Ambientato nel Giappone del dopoguerra, il film descrive la vita densa di tumulti di una donna che, violentata due volte da un uomo, ogni volta rinasce e tenta di compiere il suicidio d’amore ma sopravvive sempre. Si può pensare ad una allegoria in cui la donna rappresenta il popolo giapponese e l’uomo che la violenta si può associare, invece, alla figura di un rivoluzionario che con il suo atto dà nuova vita alla popolazione. L’accostamento di Ôshima, che si può riassumere in sesso=politica, viene descritto in modo molto crudo, grazie anche al forte contrasto creato dallo schermo in bianco e nero. (da mymovies.it) Continua a leggere

Seishun zankoku monogatari (1960) Nagisa Ôshima

Seishun zankoku monogatari

Studente universitario di Osaka seduce una ragazza, ne diventa l’amante, la induce all’adescamento di anziani danarosi per intervenire al momento giusto, ricattandoli. Epilogo tragico. È il 2° film del 28enne Oshima e il suo 1° successo popolare. Aprì la strada al Nuovo Cinema giapponese. Stilisticamente audace e tecnicamente brillante nell’uso del colore e della cinepresa in mano con cui il regista segue, complice, i suoi due giovani protagonisti. (dal Morandini) Continua a leggere