Archivi tag: Polonia

Niewinni czarodzieje (1960) Andrzej Wajda

Andrzej, giovane medico di Varsavia, al mattino nella sua stanza disordinata. Lo vediamo lavarsi, bere il caffè, leggere il giornale, ascoltare una registrazione della voce di Mirka (la sua ragazza?); poi uscire per andare a un incontro di boxe, a fare musica (è batterista jazz). La sera Andrzej incontra Magda, ragazza spregiudicata che ha perso l’ultimo treno. La porta a casa sua; passano la notte insieme. Ma il gioco che fin dall’inizio hanno deciso di fare (hanno cambiato i propri nomi in Bazyli e Pelagia, si sono poi lanciati in uno strippoker) ha innalzato una barriera fra di loro: hanno paura di confessare i loro veri sentimenti. (Paolo D’Agostini, in Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario universale del cinema, Ed. Riuniti, Roma, 1984) Continua a leggere

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Lokis. Rekopis profesora Wittembacha (1970) Janusz Majewski

Tratto dalla novella “Lokis-Le manuscrit du Professeur Wittembach” di Prosper Mérimée. Verso la fine del 19° secolo il professore e Pastore Wittembach, linguista ed etnografo, esperto della Società Biblica di Königsberg, intraprende un viaggio in Lituania e Samogizia, alla ricerca di tracce dell’antica letteratura sacra. Viene accolto e ospitato, con grande riguardo, dai Conti Szemiotów, nel loro castello nella campagna di Vilnius. Ospite fisso è anche il dottor Froeber, che cura la pazzia della contessa madre e le emicranie del giovane e misterioso conte Michael. Nella biblioteca del castello il Professore trova preziosissimi libri oggetto delle sue ricerche, e viene edotto dal dottor Froeber su terribili dicerie e segreti della famiglia Szemiotów… Continua a leggere

Petla (1958) Wojciech Has

Primo lungometraggio di Has, basato su un racconto di Marek Hlasko (1934-1969), uno dei più importanti esponenti della letteratura polacca del dopoguerra, scrittore ribelle e anticonformista costretto dal regime comunista a emigrare. Nel film di Has, la cui azione si svolge in un solo giorno, la battaglia del protagonista con il proprio demone (l’alcolismo) assume la dimensione di un interrogativo profondo sull’esistenza, che va oltre il dato puramente realistico, senza escludere allusioni alla situazione della Polonia degli anni Cinquanta, tra impossibili speranze e impulsi autodistruttivi. Continua a leggere

Bariera (1966) Jerzy Skolimowski

Bariera

A Varsavia, negli anni Sessanta, nella sera che precede la Pasqua, un giovane studente si lascia alle spalle il suo passato e se ne va in giro per le strade della città portando con sé una valigia con tutto ciò che gli appartiene. Nelle sue peregrinazioni notturne incontra una ragazza che guida un tram con la quale tenterà di ricominciare a credere all’amore. Continua a leggere

Krzysztof Kieslowski: I’m so-so (1996) Krzysztof Wierzbicki

Krzysztof Kieslowski I'm so-so

Pochi mesi prima della morte, il regista e sceneggiatore Krzysztof Kieslowski espone il suo punto di vista sulla vita, le persone, la politica, e commenta alcuni suoi film (Gadajace Glowy, Spokoj, Amator, Destino Cieco, Il Decalogo I, Film Rosso), in una conversazione molto aperta e informale. Condensato in quasi un’ora, ecco il testamento artistico di uno dei più grandi autori cinematografici del ‘900. Continua a leggere

Austeria (1982) Jerzy Kawalerowicz

Austeria

Austeria è un film polacco del 1982 diretto da Jerzy Kawalerowicz e prodotto da Zespól Filmowy “Kadr”. Si svolge nel primo giorno della Prima Guerra Mondiale, nella Galizia polacca, regione austro-ungarica di confine popolata da un’incomparabile mescolanza di culture e nazionalità (polacca, ucraina, russa) e religioni (ortodossa, cattolica, ebraica). Nella locanda (in galiziano Austeria) dell’ebreo Tag sono di passaggio o trovano rifugio i primi sfollati in fuga dal pogrom cosacco: famiglie di ebrei su affollati carri, una baronessa austriaca, un ussaro ungherese rimasto isolato dal reparto, il giovane Boum con in braccio l’amata Ashia uccisa in un campo da pallottole cosacche, i genitori di Ashia. Continua a leggere

Pokolenie (1955) Andrzej Wajda

Pokolenie

Stanislaw Mazur (Stach) è cresciuto in una baraccopoli dei sobborghi di Varsavia. Nel 1942 è un giovane che vive di espedienti, rubando il carbone dai treni militari tedeschi. Quando, durante l’assalto ad un convoglio, un suo amico viene ucciso e lui ferito, decide di dare una svolta alla propria vita, accettando un posto come apprendista in una fabbrica di mobili. Contemporaneamente inizia a frequentare la scuola, dove conosce Eva (alias Dorota), un’attivista della Guardia del Popolo, il movimento dei combattenti contro l’occupazione nazista. Invaghitosi della ragazza, si unisce all’organizzazione. (da filmtv.it) Continua a leggere

Czlowiek na torze (1957) Andrzej Munk

Czlowiek na torze

Un vecchio macchinista è ritenuto responsabile di un incidente in cui ha trovato la morte, ma un’inchiesta finisce col dimostrare che si è invece comportato da eroe. Gli spettatori seguono la tragedia di un vecchio, in un’atmosfera di sospetto che lo fa considerare come politicamente malsicuro. Il film dimostra una tendenza dei dirigenti, fondata sulla supposizione più che sui fatti, ingiustamente applicata a persone che erano vittime di una mancanza morale o fisica. Continua a leggere

Rejs (1970) Marek Piwowski

Rejs

Un battello percorre la Vistola. A bordo, una serie di persone che sembrano riunite lì, più che per una gita, per i loro tic e le loro piccole manie. In chiave di commedia, o piuttosto di parodia del collettivismo, assistiamo alle piccole discussioni quotidiane, ai giochi, ai litigi, il tutto collegato dall’organizzazione di una festa per il capitano che si concluderà con una mascherata. (da torinofilmfest.org) Continua a leggere

Krzyz Walecznych (1959) Kazimierz Kutz

Krzyz Walecznych

Krzyz Walecznych (che segnò l’esordio di Kazimierz Kutz nel cinema di finzione) ottenne il premio della critica cinematografica polacca. Il film, che venne acclamato come il migliore dell’anno, è formato da tre storie (un soldato-contadino torna dalla guerra; tre soldati e un cane; la commedia amarognola dell’eroe di guerra, del suo mito e della sua vedova) ambientate durante il periodo bellico. Il tono è apertamente polemico nei confronti dell’opera di Wajda, di cui Kutz era stato l’assistente per Pokolenie e per Kanal.
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