Archivi tag: Rainer Werner Fassbinder

Ende einer Kommune? (1970) Joachim von Mengershausen

Interessantissimo documentario girato nel 1969 su Rainer Werner Fassbinder e i primi anni del leggendario Antiteater di cui era membro e leader. E’ possibile vedere e ascoltare alcuni degli attori che lui avrebbe usato per i suoi film negli anni successivi. Il documentario mostra anche le prove del suo “Das Kaffeehaus” (La bottega del caffè), che diventò anche un film per la televisione, e delle sequenze del Festival del Cinema di Berlino 1969, dove fu presentato “Liebe ist kälter als der Tod” (L’amore è più freddo della morte). Come viene detto in questo documentario, il film d’esordio di Fassbinder fu accolto con freddezza da molti giornalisti e spettatori della rassegna. Continua a leggere

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Lola (1981) Rainer Werner Fassbinder

Lola

Germania, anni Cinquanta. Lola, prostituta e cantante, lavora in un bordello di provincia ed è l’amante di Schuckert, un uomo bieco e corrotto. L’arrivo di un onesto assessore sembra mettere fine ai loro loschi traffici e ai facili guadagni, ma Lola riesce a sedurlo e a farsi sposare, pur restando legata al suo amato sfruttatore. Una durissima accusa alla società borghese, che mostra gli anni della ricostruzione come un periodo di totale degrado morale e sociale. (dal Farinotti) Continua a leggere

Frauen in New York (1977) Rainer Werner Fassbinder

Frauen in New York

Un gruppo di amiche, nella New York degli anni Trenta, si incontrano ai party, nei saloni di moda, dal parrucchiere e nelle palestre. Hanno dedicato la propria esistenza al culto della bellezza e della salute; i ricchi uomini che regolano i loro conti non compaiono mai, benché costituiscano l’elemento principale delle loro conversazioni. Tutte queste donne sono totalmente assorbite dal marito o dall’amante, vivono di lui e per lui. È per questa ragione che Mary Haines riceve come fosse una catastrofe l’annuncio che Stephen, il marito, ha un’amante di nome Crystal… Continua a leggere

Baal (1970) Volker Schlöndorff

Baal

Baal, il film ritrovato. Dopo 44 anni rivede la luce il film che Schlondorff trasse nel 1969, con un budget limitatissimo, dalla omonima prima opera teatrale di Bertolt Brecht (1918). Dopo tre passaggi alla tv tedesca nel 1970 il film venne bloccato dalla vedova di Brecht che lo definì “orribile, antistorico e anarchico”. Solo nel febbraio 2014 poté essere proiettato al Festival di Berlino. Tutti i partecipanti al film avranno un ruolo importante nella cinematografia tedesca, a cominciare da R.W. Fassbinder che interpreta Baal in maniera sublime.
“…non l’esaltazione del puro io e della sfrenata brama di vivere di un poeta asociale, ma la reazione di un io intatto alle umiliazioni da parte di un mondo, esso stesso asociale” (B.Brecht).

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Warum läuft Herr R. Amok (1970) Rainer Werner Fassbinder, Michael Fengler

Warum Lauft Herr R. Amok

Vita quotidiana di una famiglia tedesca come tante: il signor Raab è un disegnatore industriale, sua moglie si occupa della casa e del loro unico figlio. La coppia trascorre tranquille serate davanti alla tv, oppure partecipa alle cene aziendali. Non mancano le visite dei nonni, dei vicini di casa e dei vecchi amici di scuola. Questa vita ordinata ha tuttavia qualche piccolo difetto: la promozione del signor R. tarda ad arrivare, il medico gli diagnostica un’ipertensione causata dalle sigarette e dall’eccessivo carico di lavoro, il figlio ha alcune difficoltà a scuola. Finché un giorno… Continua a leggere

Theater in Trance (1981) Rainer Werner Fassbinder

Theater in Trance

Rainer Werner Fassbinder visita dal 12 al 24 giugno 1981 il festival “Teatro del mondo” che si svolge a Colonia e gira l’unico documentario della sua vasta filmografia. Trenta compagnie teatrali rappresentano con oltre cento esibizioni le loro idee per un nuovo teatro, mentre la voce di Fassbinder legge dei brani tratti dal famoso saggio di Antonin Artaud “Il teatro e il suo doppio”. Continua a leggere

Mutter Küsters’ Fahrt zum Himmel (1975) Rainer Werner Fassbinder

Mutter Kusters Fahrt zum Himmel

Hermann Küsters, operaio di Francoforte, uccide il figlio del padrone e si suicida. Sua moglie Emma lo descrive come un marito e padre normale come tanti altri in un’intervista che un cinico giornalista deforma e dà l’avvio a un’ignobile campagna di stampa. Il figlio Ernst e sua moglie la abbandonano; la figlia Corinne, cantante di cabaret, sfrutta la situazione per fare carriera. Una coppia di coniugi, ricchi borghesi e comunisti da salotto, la usano come strumento di propaganda per il DKP (Partito comunista ortodosso)… (dal Morandini)

Edizione con doppio finale: quello alternativo, originariamente previsto in sceneggiatura, fu usato soltanto per il mercato Usa.
La prima del film, avvenuta il 7 luglio 1975 al Festival di Berlino, fu interrotta dalle proteste del pubblico. Continua a leggere

Satansbraten (1976) Rainer Werner Fassbinder

Satansbraten

Il protagonista principale di questo brutale spettacolo è Walter Kranz (Kurt Raab), un personaggio disgustoso, a suo tempo celebrato come poeta della rivoluzione. Dato che tutto è rimasto come prima, il bardo ora tace. Dei suoi giorni di gloria gli restano solamente una montagna di debiti, una moglie lamentosa (Helen Vita), un fratello ritardato (Volker Spengler) e la fuga nel conformismo piccolo borghese da lui tanto esecrato. Ritrova l’ispirazione dopo l’assassinio di un’amante ricca, ma quest’esplosione poetica non è che un plagio dell’Albatros di Stefan George, il quale peraltro si era ampiamente rifatto a Baudelaire. Kranz è esacerbato per il fatto che la propria famiglia lo accusi di plagio. Sprofonda nella follia e pensa di essere George… (dal Süddeutsche Zeitung, 26 novembre 1976, in “Tutti i film di Fassbinder”, Ubulibri) Continua a leggere

Angst essen Seele auf (1974) Rainer Werner Fassbinder

Angst essen Seele auf

Un’anziana donna delle pulizie vedova sposa un immigrato marocchino, di vent’anni più giovane. Doppio scandalo. Non è soltanto un film sul razzismo quotidiano e sulla normalità, ma anche sull’amore e la felicità. Il personaggio che più interessa non è Alì, trasparente e monolitico nella sua araba semplicità di cuore e di comportamento, ma Emmi cui l’amore non basta a farle superare i pregiudizi, l’educazione piccoloborghese, l’innata tedescheria. L’impasto di melodramma e di critica sociale funziona perché il primo è al servizio della seconda come la circolazione del sangue alimenta un organismo. Tenero, asciutto, un po’ schematico. Premiato a Cannes 1974 da FIPRESCI e OCIC, a Chicago e in Germania (Brigitte Mira). (dal Morandini) Continua a leggere

Chambre 666 (1982) Wim Wenders

Chambre 666

Durante il Festival di Cannes del 1982, Wim Wenders ha chiesto a diversi registi cinematografici (tra cui Rainer Werner Fassbinder, pochi giorni prima della sua morte) di andare, uno alla volta, in una camera d’albergo e davanti alla telecamera, in solitudine, di rispondere a una semplice domanda: “Qual è il futuro del cinema?”.

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