Archivi tag: Sergei M. Eisenstein

Bezhin lug (1937) Sergei M. Eisenstein

Bezhin lug

Basato sull’omonimo testo di Ivan Turgenev, uno dei capolavori mancati della storia del cinema: Eisenstein riuscì infatti a girarne solo una parte, prima di soccombere all’intervento censorio del regime sovietico. Del progetto originario rimangono solo alcuni fotogrammi fissi, qui ricostruiti secondo le note di regia del maestro. (da filmtv.it) Continua a leggere

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Staroye i novoye (1929) Sergei M. Eisenstein, Grigori Aleksandrov

Staroye i novoye

Il film è ambientato in un villaggio russo come tanti, la miseria e l’ignoranza sono ovunque e le richieste vessatorie dei Kulaki completano una situazione drammatica per i residenti. Tra tutti gli abitanti una povera contadina si mette a capo di una cooperativa per cercare di migliorare le condizioni del paese. (da Wikipedia) Continua a leggere

Bronenosets Potyomkin (1925) Sergei M. Eisenstein

Racconto, parzialmente inventato, dell’ammutinamento dei marinai dell’incrociatore corazzato Kniaz Potëmkin Tavričevskil, scoppiato a Odessa il 27 giugno, uno degli episodi che si svolsero in Russia durante i movimenti rivoluzionari del 1905. Commissionato dal governo sovietico per il ventennale, il film è costruito come un dramma in cinque atti che lo stesso S.M. Ejzenštejn titolò: 1) Uomini e vermi; 2) Dramma sul ponte; 3) Il sangue grida vendetta; 4) La scalinata di Odessa; 5) Il passaggio attraverso la squadra. Ognuna delle cinque parti _ paragonabili ai movimenti di una sinfonia _ è imperniata su un elemento che ne costituisce l’unità visiva. Questo breve poema epico _ che è anche uno straordinario esempio di cinema di propaganda _ rappresenta, nel tormentato itinerario di Ejzenštejn, il momento di equilibrio e armonia tra ideologia e formalismo, ricerche d’avanguardia e tradizione, teoria e pratica. Il film fu proiettato per la prima volta il 21 dicembre 1925 al Teatro Bol’šoj di Mosca, e dal gennaio 1926 distribuito con tiepido successo di pubblico che aumentò dopo che fu proiettato nello stesso anno al Kamera Theater di Berlino, alla presenza del regista, con un’accoglienza entusiastica. (dal Morandini)

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Frauennot – Frauenglück (1930) Eduard Tisse

L’opera mette a confronto due donne che devono abortire: una ricca, che può permettersi una clinica di lusso, e l’altra povera che si arrangia come può.
La paternità di questo cortometraggio non è chiara. Secondo IMDB la regia è di Eduard Tisse, il fedele operatore di Eisenstein. Però, secondo le didascalie, l’opera è dello stesso Eisenstein per la prima parte e di una non meglio specificata troupe tedesca, per la seconda parte (che avrebbe ripreso il lavoro abbandonato dal maestro russo).

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La destrucción de Oaxaca (1931) Sergei M. Eisenstein

Durante il suo ben noto viaggio in Messico, Eisenstein si recò con la sua troupe a Oaxaca, che era appena stata distrutta da un terremoto. Questo è il documentario che ne è saltato fuori.

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!Que Viva Mexico! – Da zdravstvuyet Meksika! (1979) Sergei M. Eisenstein

Si tratta della più recente riedizione del tormentato kolossal che il maestro Eisenstein girò in Messico, senza mai completarlo, nel 1931. In sei diversi episodi, il cui materiale grezzo ammontava ad un totale di circa quarantadue ore, Eisenstein si proponeva di celebrare la rivoluzione popolare più importante del secolo dopo quella sovietica, quella messicana del 1911. Ma la sua monumentale opera non vide mai la luce. In varia misura parte di quello sterminato materiale, montato da altri, fu utilizzato per realizzare alcuni film (tra cui Lampi sul Messico, vari cortometraggi e documentari) nonché quest’ultimo Que viva Mexico!, interessante culturalmente. (dal Morandini)

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Oktyabr (1928) Sergei M. Eisenstein

San Pietroburgo 1917. In seguito alla rivolta di febbraio giunge al potere Kerenskij. Capeggiati da Lenin, tornato dall’esilio, i bolscevichi prevalgono sui menscevichi nel congresso dei Soviet e organizzano l’insurrezione dell’ottobre: assaltano e occupano il Palazzo d’Inverno. Uno dei 4 film allestiti in URSS per la celebrazione del 1° decennale della rivoluzione. Gli altri 3 furono pronti per le celebrazioni, quello di Ejzenštejn fu proiettato nel marzo 1928 dopo abbondanti tagli sia per l’eccessiva lunghezza (quasi 3 ore divise in 2 parti) sia per eliminare le scene con Trotskij, in quei mesi caduto in disgrazia. Film sconcertante e quasi esoterico, geniale e squilibrato, frammentario e potente, ricco di suggestioni e invenzioni, Oktiabr’ è una pietra miliare del cinema sperimentale, l’opera di un socialista libertario senza dubbi che non permise nemmeno a Lenin di assumere la parte del protagonista, e di un artista che reagisce con l’esasperazione delle forme al disagio di fronte a un’occasione celebrativa e a un tema dai passaggi obbligati. (dal Morandini)

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Stachka (1925) Sergei M. Eisenstein

Russia 1912. Un operaio, accusato ingiustamente di furto da un caporeparto, s’impicca. Per protesta i suoi compagni scioperano. I padroni assoldano spie, accattoni, provocatori per incastrarli. La polizia li massacra, con le loro famiglie. 1° lungometraggio di S.M. Ejzenštejn. Basato su due principi (le masse come protagoniste; rinuncia alla tradizionale trama narrativa) è, visto oggi, un affascinante film sperimentale di laboratorio, un brogliaccio più che un’opera compiuta e organica, ricco di metafore ora folgoranti per forza plastica, ora intellettualistiche e persino ingenue. Ma attraverso la sua frammentarietà s’intravede una struttura – musicale più che narrativa – in 3 tempi. (dal Morandini)

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