Archivi tag: Spagna

Salomé (1978) Pedro Almodóvar

Salomé

Salomé esegue la danza dei sette veli per Abramo, il padre di Isacco, al suono di una musica da corrida. E in cambio gli chiede…
Una provocazione targata Almodóvar. L’allora ventinovenne regista spagnolo utilizza i riferimenti biblici per riportare il sesso alla dimensione mitologica e pagana della tradizione greca, con elementi bucolici e sacrificali. Nella Salomè che esegue la danza dei sette veli per Abramo (anziché per Erode) si mescolano Vecchio e Nuovo Testamento, e la sovrapposizione di una musica da corrida suggella il carattere atemporale della scena: un rito di seduzione che vive fuori dalla letteratura e dall’arte ed è interamente riconducibile ai meccanismi naturali. I movimenti della donna (che è una semplice ballerina, e non una principessa) sono audaci, ma privi di grazia, e presentano tratti primitivi, goffamente selvaggi, e quindi totalmente terreni. Continua a leggere

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Whisky (2004) Juan Pablo Rebella, Pablo Stoll

Whisky

Dopo la morte della madre, Jacobo Köller, un sessantenne di Montevideo, si ritrova da solo a dirigere una piccola fabbrica di calze sull’orlo del fallimento. Ad aiutarlo c’è Marta, la sua segretaria, ma nonostante i due non possano fare a meno l’uno dell’altro, il rapporto tra loro è esclusivamente lavorativo…
Un film inesorabile che avviluppa man mano che procedono i minuti, che fa ridere per non piangere. (da filmtv.it) Continua a leggere

Furtivos (1975) José Luis Borau

Furtivos

Angel è un bracconiere che vive in una casa nel bosco con la madrina Martina, una donna possessiva e tirannica. In uno dei suoi viaggi in città conosce Milagros, scappata dal riformatorio ed amante del “Cuqui”, un delinquente ricercato dalla polizia. Angel se ne innamora, la protegge e la porta a casa. Forte la tensione che nasce subito fra le due donne, rivelatrice ed espressione di aspre e tragiche claustrofobie ed ancestrali retaggi, inevitabilmente destinata a tragici esiti. L’aspra e spesso sgradevole caratterizzazione della regia, fortemente metaforica nei riguardi della caccia, delle uccisioni dei cervi e dei maltrattamenti a cani e lupi, contribuì all’ostracismo che il film subì da parte delle autorità franchiste, vietandone la partecipazione ai festival di Cannes e di Berlino; solo il successo al festival di San Sebastiàn decretò l’inizio dell’apprezzamento internazionale.
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El cochecito (1960) Marco Ferreri

El cochecito

Benché ancora sano, l’anziano don Anselmo vuole comprarsi una carrozzella a motore per stare insieme agli amici paralitici: la famiglia si oppone e il vecchio prima vende i gioielli di casa, poi passa a soluzioni più radicali. Ferreri, al suo terzo e ultimo film spagnolo, adatta con Rafael Azcona il racconto Il Paralitico di quest’ultimo: e allestisce una sgradevole galleria di mostri piccolo-borghesi, emblemi di una società putrida, aggirando abilmente la censura franchista. Evidente la lezione di Bunuel nella ricerca del dettaglio surreale e nel gusto del paradosso: l’invalidità è una conquista da ottenere a tutti i costi per sfuggire alla solitudine domestica. (dal Mereghetti)
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En la ciudad de Sylvia (2007) José Luis Guerín

En la ciudad de Sylvia

Nel pieno dell’estate strasburghese, un giovane straniero vaga per le vie della città in cerca di una ragazza, conosciuta quattro anni prima. Nel suo peregrinare alla ricerca di questa figura sfuggente, si imbatterà in varie donne, ma mai in quella che cerca, in un susseguirsi di incontri che sottolineano sempre più l’assenza di quella desiderata. (da filmtv.it) Continua a leggere

Campanadas a medianoche (1965) Orson Welles

Campanadas a medianoche

Nell’Inghilterra del 1408, Hal (Baxter), figlio di Enrico IV (Gielgud) ed erede al trono, preferisce la taverna della signora Quickly (Rutherford) e l’amicizia di sir John Falstaff (Welles), inesauribile raccontatore di frottole e consumatore di vino di Spagna, alla reggia e alla compagnia dei suoi pari: riscoprirà i propri doveri quando alcuni nobili dichiareranno guerra alla corona e rinnegherà il proprio passato (e l’amicizia con Falstaff) quando salirà al trono. Capolavoro della maturità di Welles che rielabora materiali tratti da Shakespeare (Riccardo II, Enrico IV prima e seconda parte, Le allegre comari di Windsor ed Enrico V) e dalle Chronicles of England di Raphael Holinshed per offrire un indimenticabile ritratto del potere e della sua logica perversa. (dal Mereghetti) Continua a leggere

El verdugo (1963) Luis García Berlanga

El verdugo

Sposata la figlia di un boia, un impiegatucolo delle pompe funebri (Nino Manfredi) è indotto dal suocero a diventare il suo successore. In cambio avrà un appartamento. Scritta da Rafael Azcona (El Pisito, El Cochecito), da Ennio Flaiano e dal regista, all’insegna di uno humour nero, soffice e beffardo, ritmato dal rumore sinistro della garrota, è un’efficace metafora satirica della Spagna franchista e una forte, non retorica, requisitoria contro la pena di morte che decenni dopo conserva la sua forza, compreso il suo straziato finale. Presentato alla Mostra di Venezia, suscitando le ire della delegazione spagnola, ebbe il premio Fipresci della critica internazionale. Fu più volte votato dai critici ispanici come il miglior film spagnolo di tutti i tempi. (dal Morandini) Continua a leggere

Las acacias (2011) Pablo Giorgelli

Las acacias

Rubén conosce come le sue tasche l’autostrada che da Asunción, in Paraguay, porta sino a Buenos Aires, in Argentina: lui è un camionista e quella strada l’ha fatta infinite volte. Ma il viaggio che sta per fare sarà diverso: con lui – che in genere è sempre solo – stavolta ci sarà Jacinta, che arriva con un’ora di ritardo all’appuntamento dove lui deve caricarli: un cattivo inizio. A sorpresa, la ragazza ha poi portato con sé anche la sua bimba, di soli 5 mesi. Rubén e Jacinta non si conoscono, ma hanno davanti 1500 chilometri da passare insieme. E anche se il loro viaggio sarà di poche parole, non sarà per questo silenzioso. (da filmtv.it)
Premio “Camera d’Or” a Cannes 2011. Continua a leggere

El pisito (1959) Marco Ferreri

El pisito

Il timido Rodolfo è fidanzato da dodici anni, ma non riesce a sposare la sua Petrita a causa della carenza di alloggi. Seguendo il consiglio della promessa sposa, Rodolfo impalma l’ottantenne Martina, proprietaria della pensione dove è temporaneamente alloggiato. Riuscirà a sposare l’adorata Petrita proprio nel giorno in cui…
Brillantissimo esordio dietro la macchina da presa di Marco Ferreri. Apologia del cinismo umano scritto insieme al fido sceneggiatore Rafael Azcona. Non manca un pizzico di umorismo nero nelle peripezie di Rodolfo. In un piccolo ruolo, quello del padrone di casa, appare un giovanissimo Ferreri. (da filmtv.it) Continua a leggere

Viridiana (1961) Luis Buñuel

Viridiana

Bella orfana, decisa a farsi suora, è ospitata in casa di un ricco zio che, dopo aver cercato di usarle violenza, s’impicca. Erede del suo castello, si dedica a opere di carità cristiana, ma è derisa dai suoi beneficiati.
1° film girato in Spagna da Buñuel dopo 30 anni d’esilio, ebbe la Palma d’oro a Cannes ex aequo con L’inverno ti farà tornare di H. Colpi, fu proibito in Spagna, attaccato dal Vaticano come “insulto alla religione cristiana”, specialmente per la scena blasfema dell'”ultima cena”, modellata su quella di Leonardo.

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