Archivi tag: Svizzera

Une femme coquette (1955) Jean-Luc Godard

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Opera prima di Jean-Luc Godard, questo cortometraggio è tratto dalla novella Le Signe (Il Cenno) di Guy de Maupassant. Una donna decide di imitare il gesto che ha visto fare a una prostituta per adescare gli uomini che passano sotto la sua finestra. Ma quando un uomo risponderà al suo cenno…
Nel testo originale di Maupassant la vicenda è ambientata in interni, siccome la donna fa i cenni dalla propria finestra, mentre nella revisione di Godard (che per l’occasione si firma con lo pseudonimo di Hans Lucas) i personaggi si incontrano su una panchina della Ile Rousseau a Ginevra. Continua a leggere

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The Accordion (2010) Jafar Panahi

The Accordion

Jafar Panahi, agli arresti domiciliari in Iran, ha girato questo cortometraggio nel 2010 poco prima del suo arresto, ed è riuscito a farlo pervenire fortunosamente ed in incognito al mondo occidentale (presentato a Venezia per le Giornate degli Autori). E’ quasi un distillato di tutto il suo cinema. E’ la storia di due fratellini di famiglia povera che chiedono l’elemosina per strada suonando l’accordion (piccola fisarmonica) che viene loro sottratta da un ladro ancor più derelitto e reietto di loro. Costui (che non sa suonare lo strumento) tenta invano di utilizzarlo per elemosinare. I due fratellini, avendolo rintracciato ed essendosi impietositi, abbandonano i propositi di vendetta, ed iniziano con lui una commovente collaborazione fra poveri. Continua a leggere

Rapt (1934) Dimitri Kirsanoff

Rapt

Gli abitanti dei due fianchi di una montagna delle Alpi sono divisi per lingua, religione e costumi. Sul versante francese, il pastore Firmin scopre che il suo cane è stato ucciso da Hans, un uomo che vive sul versante tedesco. Egli si prende la sua rivincita rapendone la fidanzata Elsi e tenendola prigioniera in casa propria, nonostante la disapprovazione della madre. Hans, che è un venditore ambulante, giura di ritrovarla. Quando finalmente vi riesce, fa recapitare una lettera a Elsi grazie all’aiuto di Manu, lo scemo del villaggio. Ma quando Manu vede la ragazza se ne innamora. Elsi allora intuisce subito che Manu può diventare il suo strumento di vendetta… Continua a leggere

Reise der Hoffnung (1990) Xavier Koller

Reise der Hoffnung

Potrà mai qualcuno raggiungere la terra promessa? Questo l’interrogativo che il film si pone narrando la storia di una famiglia turca, che, ridotta in povertà, è costretta ad emigrare illegalmente in Svizzera. Sono i racconti di guadagni sicuri a convincere Haydar che occorre partire. Convinta sua moglie Meryem e venduto il suo pezzo di terra, l’uomo prende però una decisione: quella di lasciare in patria, alle cure dei suoi genitori, i suoi sette figli. Suo padre lo convince però a portare con sé almeno uno dei suoi figli. I tre partono, così, in cerca di fortuna ma varie vicende, durante il viaggio, porteranno padre e figlio a separarsi da Meryem: la terra promessa diventa un sogno irraggiungibile. Un film che ognuno dovrebbe vedere, almeno una volta. Continua a leggere

Café Odeon (1959) Kurt Früh

Café Odeon

Il film è ambientato nello storico Cafè Odeon di Zurigo, da sempre punto di incontro di intellettuali e artisti. Il vecchio cameriere Walter ci illustra le storie dei personaggi che frequentano il suo caffè e in particolare prende a cuore Leni, ingenua e sognatrice, che ha lasciato il paese per andare a cercare la sorella Anny che vive a Zurigo dove fa la prostituta. Senza soldi, col marito in prigione per aver derubato il datore di lavoro, è alla ricerca di una vita migliore. Il tentativo di seguire le orme della sorella fallisce subito perché si innamora di un insegnante sposato che le dimostra simpatia umana. Walter, che ignora il passato della donna, le offre ospitalità e si illude di aver trovato una figlia. Ma il marito, fuggito di prigione per cercare la moglie, si presenta all’improvviso a casa di Walter. Dopo un momento di grande tensione tutto si chiarisce e si ricompone. Continua a leggere

Le pays des sourds (1992) Nicolas Philibert

Le pays des sourds

Florent, uno dei piccoli protagonisti, dice: “Per ascoltare guardo”. È il lasciapassare per questo mondo dei sordi che è anche un mondo dei segni. È, forse, la prima volta che i sottotitoli di un film traducono un linguaggio gestuale, quello che – pur variando da Paese a Paese, ricco di sfumature e sempre in evoluzione – collega i sordi di diversa nazionalità. (Sono circa 130 milioni nel mondo). Philibert ha fatto un viaggio dove l’intelligenza non è in contraddizione con la partecipazione affettiva e dove si sente la spinta a trascendere i limiti tradizionali del documentario per raccontare storie e personaggi. Con la sua espressività emotiva e visiva, è un ritorno alle sorgenti del cinema, alla sua grammatica primitiva. Insegna a vedere, a cuore aperto. Girato con il personale dell’Institut National des jeunes sourdes di Parigi. (Dal Morandini) Continua a leggere

Adieu au langage (2014) Jean-Luc Godard

Adieu au langage

Una donna sposata e un uomo solo si incontrano: si amano, si sostengono a vicenda e infine volano pugni mentre un cane vaga tra città e campagna. Le stagioni passano e l’uomo e la donna si incontrano nuovamente. Questa volta il cane si trova con loro e i due diventano tre ma l’ex marito distrugge ogni cosa. Un secondo film comincia, lo stesso di prima ma anche diverso. Dalla razza umana si passa alla metafora, tutto finisce nell’abbaio e nei pianti di un bambino. Nel frattempo, ci saranno persone che parlano della caduta del dollaro, della verità della matematica e della morte di un pettirosso. (da filmtv.it) Continua a leggere

Hinter den sieben Gleisen (1959) Kurt Früh

Hinter den sieben Gleisen

Barbarossa, Clown e Dürst, tre barboni, hanno trovato ricovero nei pressi della stazione centrale di Zurigo. Inge, una ragazza incinta e con tendenze suicide, si rifugia accanto a loro. Poco tempo dopo, la ragazza avverte le prime contrazioni e partorisce un maschietto. I tre senzatetto, commossi dall’evento, decidono di superare la loro avversione per il lavoro per sovvenire ai bisogni della famigliola… (da pardolive.ch) Continua a leggere

Le milieu du monde (1974) Alain Tanner

Le milieu du monde

Paul, intraprendente e ambizioso ingegnere, diventa il direttore tecnico di un’importante industria di Saint-Claret. Su invito del comitato locale e dietro pressioni del suo superiore, senza mai essersi occupato di politica, Paul si presenta come candidato nelle file dell’ADP. Durante la sua prima conferenza elettorale, incontra Adriana, una cameriera ventottenne emigrata dall’Italia, alla quale confida il suo interessamento. Adriana, inizialmente sorpresa, viene attratta in seguito dalla opportunità che questo rapporto le offre di uscire dalla solitudine e dalla monotonia della vita. La loro relazione, tenuta segreta alla moglie di Paul, e all’opinione pubblica, viene in seguito manifestata apertamente. Paul sacrifica la propria famiglia, carriera e reputazione, convinto che il rapporto con Adriana sia essenziale per il suo completamento e per la sua felicità, nonostante sia in contrasto con il suo background culturale di uomo autoritario e conformista. Abbandonato dalla moglie, Paul la sostituisce con Adriana. La sua vita è cambiata solo formalmente e per questo, Adriana, delusa, lo abbandona partendo per il nord alla ricerca di se stessa. (da swissfilms.ch) Continua a leggere

La pomme (1969) Michel Soutter

La pomme

“La mela (pomme) è un’immagine di tenerezza. Una giovane tedesca torna per otto giorni a Ginevra, incontro al suo primo amore. “In Germania, dice, quando si ascolta della musica non si osa mangiare”. Ella dunque ritorna perché ha fame. Simon l’attende. Non poteva fare altrimenti. Egli è correttore di bozze nella redazione di un giornale locale. Vorrebbe ricominciare la storia del loro amore da zero. Un giornalista della stessa redazione offrirà a Laura quel tipo di amore che Simon le rifiuta. Simon si vendicherà come può. Dire è deformare (Alain Bosquet). Io mi fermo qui.” (Michel Soutter) Continua a leggere