Archivi tag: Turchia

Reise der Hoffnung (1990) Xavier Koller

Reise der Hoffnung

Potrà mai qualcuno raggiungere la terra promessa? Questo l’interrogativo che il film si pone narrando la storia di una famiglia turca, che, ridotta in povertà, è costretta ad emigrare illegalmente in Svizzera. Sono i racconti di guadagni sicuri a convincere Haydar che occorre partire. Convinta sua moglie Meryem e venduto il suo pezzo di terra, l’uomo prende però una decisione: quella di lasciare in patria, alle cure dei suoi genitori, i suoi sette figli. Suo padre lo convince però a portare con sé almeno uno dei suoi figli. I tre partono, così, in cerca di fortuna ma varie vicende, durante il viaggio, porteranno padre e figlio a separarsi da Meryem: la terra promessa diventa un sogno irraggiungibile. Un film che ognuno dovrebbe vedere, almeno una volta. Continua a leggere

Issiz adam (2008) Çagan Irmak

Issiz adam

Alper e Ada, belli e giovani, si sono trasferiti dalla provincia a Istanbul, dove hanno trovato un lavoro di successo. Chef nel suo ristorante Alper, costumista Ada. Un incontro casuale fa scoppiare una grande passione, ma Alper, insofferente ai legami duraturi, lascerà andare un amore che entrambi rimpiangeranno per sempre. Issiz Adam sottolinea la desolazione e le solitudine moderna in una metropoli e le inevitabili conseguenze sulla relazione romantica tra Alper e Ada.
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Susuz yaz (1963) Metin Erksan

Susuz yaz

Nella Turchia rurale degli anni ’60 due fratelli coltivano i loro campi di tabacco. Non potrebbero essere più diversi, avido e gretto il primo, tranquillo e generoso il secondo. Questa diversità sfocia in un dissidio insanabile quando il primo costruisce una diga per non dividere più l’acqua con i vicini, forte del fatto che la sorgente si trova sul suo terreno. Una storia di forti sentimenti, amore e odio, gelosia e rivalità, lealtà e tradimento.
Vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino 1964, il film fu poi censurato dall’autorità turca e di fatto condannato a un lungo oblio durato fino al 2008, quando fu riscoperto dalla World Cinema Foundation di Martin Scorsese, che lo fece restaurare dalla Cineteca di Bologna. Continua a leggere

Duvar (1983) Yilmaz Güney

Duvar

Nella prigione di Ankara, alcuni detenuti esasperati dalle terribili condizioni di detenzione si ribellano sperando di venir trasferiti in un carcere più umano. Speranza vana: non esiste una prigione migliore.
Vigoroso film di denuncia del regista curdo, con scene di violenza e di dolore senza mediazioni, dotato di un impatto emotivo fortissimo: se ne sconsiglia la visione agli spiriti impressionabili. In parte autobiografico: Güney fu realmente imprigionato in un carcere turco. Bravissimi gli attori, tutti non professionisti. Girato in Francia, con il contributo del ministero della Cultura francese. (dal Mereghetti)
Ultimo film di Güney, un anno prima della morte avvenuta durante il suo esilio francese. In Turchia il film fu proibito per 17 anni.

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L’immortelle (1963) Alain Robbe-Grillet

L'immortelle

Un professore di liceo, voce narrante del film, incontra ad Istanbul una donna con la quale ha una relazione, forse sado-maso. La donna, che si accompagna con un altro uomo e due grossi cani al guinzaglio, all’improvviso scompare. Quando il professore, dopo averla tanto cercata invano, finalmente la ritrova, la donna muore in un incidente stradale. Il professore si procura allora una macchina simile e muore mentre cerca di riprodurre l’incidente. Rivediamo la donna immobile, a poppa di un battello, che attraversa il Bosforo… Continua a leggere

Babam ve oglum (2005) Çagan Irmak

Babam ve oglum

Il film racconta tre generazioni di una famiglia di contadini che portano avanti da anni un’azienda agrituristica sul mar Egeo. Fin dall’inizio la scena si apre con il drammatico episodio di Sadik, il protagonista del film, che durante un colpo di stato militare nel 1980 perde la moglie dopo aver partorito per strada il figlio Deniz. Sadik, dopo aver allevato il figlio per 6 anni, abbandona la propria città e la casa dove ha vissuto insieme alla suocera per tornare al proprio paese a ritrovare i genitori e far conoscere Deniz alla numerosa famiglia. Continua a leggere

Tepenin ardi (2012) Emin Alper

Tepenin ardi
In piena estate, Faik si appresta a ricevere suo figlio Nusret, in visita insieme ai due nipoti Caner e Zafer. Ritiratosi in pensione dalla sua attività di guardia forestale, Faik vive nel silenzio assorto della sua casa di campagna, minacciata da qualche tempo da un gruppo di nomadi a cui addossa la responsabilità di ogni evento o problema. Ricevuta anche la visita della famiglia di Mehmet e Meryem, Faik si ritrova a dover gestire i problemi del nipote Zafer, affetto da disturbi della psiche, dovuti al servizio militare, che lo inducono costantemente a una deriva violenta. (da filmtv.it)
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Karpuz kabugundan gemiler yapmak (2004) Ahmet Ulucay

Karpuz Kabugundan Gemiler Yapmak

In un villaggio dell’Anatolia, a metà degli anni Sessanta, il giovane Recep, aspirante cineasta e garzone di un venditore di angurie, si innamora della ricca e apparentemente irraggiungibile Nihal: e con l’apprendista barbiere Mehmet, tenta di costruire un rudimentale proiettore con cui mostrare gli spezzoni di pellicola rubati nei rifiuti delle sale cinematografiche di città.
Un’opera prima (semi-autobiografica e realizzata in MiniDV a budget zero, con sorprendenti esiti estetici), la cui lavorazione si è protratta per diversi anni a causa dei gravi problemi di salute dell’autodidatta regista/sceneggiatore. Con il suo sincero e disilluso atto d’amore per il cinema, Ulucay alterna a una solare quotidianità improvvisi toni più surreali e dark, e mostra un’abilità non comune nel dirigere gli attori (tutti non professionisti). (dal Mereghetti) Continua a leggere

Yol (1982) Serif Gören, Yilmaz Güney

Suru, Yol, Umut

1981, carcere di Imrali, isola dell’Egeo: cinque detenuti ottengono una settimana di licenza da passare in famiglia. Uno di loro muore, raggiunto dalla vendetta del clan familiare; un altro dovrebbe uccidere la moglie adultera in obbedienza alle tradizioni; il curdo Omer si dà alla macchia sui monti. Caso più unico che raro di un film scritto in carcere da un regista – Yilmaz Güney, n. 1 del cinema turco -, girato dal suo ex aiuto e amico Gören su precisi suggerimenti epistolari e infine montato in Svizzera dallo stesso Güney che nel frattempo, usufruendo di un permesso, era evaso. Appassionato film in presa diretta sulla realtà sociale e politica della Turchia in regime militare, svolge con linguaggio limpido, severo ma mai greve, un discorso sulla continuità tra il “dentro” e il “fuori” del carcere: l’uno è il seguito e il complemento dell’altro. Caso raro di un film in cui la passione non esclude la riflessione. Palma d’oro a Cannes 1982 ex aequo con Missing di Costa-Gavras. (dal Morandini)

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Sürü (1979) Zeki Ökten

Suru, Yol, Umut

È la storia di una famiglia di pastori dell’Anatolia. Un’antica e sanguinosa inimicizia la oppone a un altro clan. Lungo è il viaggio ad Ankara per vendere il gregge. Scritto e prodotto da Yilmaz Güney, nonostante il suo impianto da melodramma rusticano, ha cadenze da documentario antropologico tanto diretto e spoglio è il suo modo di rappresentare usi e costumi ancora allo stato feudale, tanto appassionato è l’assillo di raccontare una condizione di miseria e di dipendenza senza prospettive di riscatto. (dal Morandini)

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