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Pink String and Sealing Wax (1945) Robert Hamer

Pink string and sealing wax

Basato sull’omonima commedia di Roland Pertwee, è il primo film diretto da Robert Hamer da solo. Ambientato nella vittoriana Brighton di fine ‘800, esprime con eleganza ed un efficace crescendo di tensione drammatica le interferenze e il contrasto fra due strati sociali diversissimi: la borghese, benestante e religiosa famiglia dell’austero farmacista Edward Sutton e il variegato e degradato ambiente umano che frequenta un pub gestito dal violento ed alcolizzato Joe Bond con la sua bella e libertina moglie Pearl. Il severo Edward Sutton contrasta e reprime sia le aspirazioni canore della figlia Victoria (che trova appoggio solo nella sorella Peggy), sia l’innamoramento del figlio David per la coetanea Mary Truscott; deluso e depresso, il giovane ed ingenuo David si rifugia nel pub dei Bond, dove si invaghisce pazzamente della bella e corrotta Pearl. Continua a leggere

Mademoiselle (1966) Tony Richardson

Mademoiselle

Manou, un boscaiolo italiano vedovo da poco tempo, arriva in un villaggio francese in compagnia del figlioletto Bruno e dell’amico Antonio. Il lavoro dei due uomini è disturbato da un’atmosfera di aperta ostilità, perché Manou esercita sulle donne del posto una fatale e inevitabile attrazione. Anche Mademoiselle, maestrina, zitella, carica di complessi, è attratta dall’operaio italiano. (da filmtv.it) Continua a leggere

Reise der Hoffnung (1990) Xavier Koller

Reise der Hoffnung

Potrà mai qualcuno raggiungere la terra promessa? Questo l’interrogativo che il film si pone narrando la storia di una famiglia turca, che, ridotta in povertà, è costretta ad emigrare illegalmente in Svizzera. Sono i racconti di guadagni sicuri a convincere Haydar che occorre partire. Convinta sua moglie Meryem e venduto il suo pezzo di terra, l’uomo prende però una decisione: quella di lasciare in patria, alle cure dei suoi genitori, i suoi sette figli. Suo padre lo convince però a portare con sé almeno uno dei suoi figli. I tre partono, così, in cerca di fortuna ma varie vicende, durante il viaggio, porteranno padre e figlio a separarsi da Meryem: la terra promessa diventa un sogno irraggiungibile. Un film che ognuno dovrebbe vedere, almeno una volta. Continua a leggere

Marat/Sade (1967) Peter Brook

Marat Sade

Dal dramma (1964) del tedesco Peter Weiss (adattato da Adrien Mitchell) “La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat rappresentati dai ricoverati del manicomio di Charenton sotto la direzione del marchese de Sade”. L’azione si svolge nel 1808. Teatro filmato? Sì, ma di alta classe. Nel trasferire la sua messinscena dal palcoscenico allo schermo Brook è ricorso a un linguaggio filmico di forza suggestiva (primi piani alla Goya, sfocature, sapienti movimenti di macchina, luci dure; la fotografia è di David Watkin) e una compagnia di attori eccezionale tra cui spicca, primo tra pari, Magee (Sade). Il dialettico testo di Weiss e ancor più lo spettacolo di Brook hanno due padri spirituali: Brecht e Antonin Artaud, teorico del teatro della crudeltà. Almeno due scene memorabili: la flagellazione di Sade con i capelli sciolti di Charlotte Corday e la rievocazione del supplizio pubblico di Damiens. (Dal Morandini) Continua a leggere

Le pays des sourds (1992) Nicolas Philibert

Le pays des sourds

Florent, uno dei piccoli protagonisti, dice: “Per ascoltare guardo”. È il lasciapassare per questo mondo dei sordi che è anche un mondo dei segni. È, forse, la prima volta che i sottotitoli di un film traducono un linguaggio gestuale, quello che – pur variando da Paese a Paese, ricco di sfumature e sempre in evoluzione – collega i sordi di diversa nazionalità. (Sono circa 130 milioni nel mondo). Philibert ha fatto un viaggio dove l’intelligenza non è in contraddizione con la partecipazione affettiva e dove si sente la spinta a trascendere i limiti tradizionali del documentario per raccontare storie e personaggi. Con la sua espressività emotiva e visiva, è un ritorno alle sorgenti del cinema, alla sua grammatica primitiva. Insegna a vedere, a cuore aperto. Girato con il personale dell’Institut National des jeunes sourdes di Parigi. (Dal Morandini) Continua a leggere

Downhill (1927) Alfred Hitchcock

Downhill

Espulso con indegnità dal college per coprire un amico più povero (Irvine) accusato di un piccolo ma disonorevole reato, un figlio di papà (Novello, allora più che trentenne), diseredato dalla famiglia, scende la scala dell’abiezione e della follia. Tratto da un assurdo dramma teatrale di David Lesfrange (pseudonimo dello stesso Novello e Constance Collier), il 4° film muto del 28enne A. Hitchcock, è diviso in 3 capitoli (“Un mondo di giovani”, “Il mondo della finzione” e “Il mondo delle illusioni perdute”). Tracima di golosità cinefila (da Dziga Vertov agli espressionisti tedeschi) e di un vivace ed esibito virtuosismo tecnico nelle riprese che trascendono la mediocrità del testo, misogino con malignità. In questa storia di una discesa – anche geografica: Londra, Parigi, Marsiglia – è memorabile per crudeltà di sarcasmo critico la sequenza parigina del locale equivoco dove la luce del giorno irrompe a rivelare rughe, trucchi, vecchiaie turpi. (dal Morandini) Continua a leggere

Walkabout (1971) Nicolas Roeg

Walkabout

In Australia quando un aborigeno compie 16 anni viene mandato nel deserto; per mesi dovrà sopravvivere da solo, mangiare i frutti e la selvaggina del deserto, anche se questo significa uccidere i suoi amici animali. Questo è il Walkabout.
Dopo la morte del padre nel deserto australiano una ragazzina e il fratellino di famiglia moderna e benestante sono costretti ad intraprendere da soli un difficile percorso nell’outback australiano; una sorta di walkabout metaforico (ma anche reale), come un’iniziazione che porta fuori dalla “civiltà” a scoprire il viscerale fascino della convivenza con una natura dura ma stupenda e disposta ad offrire l’essenziale per la sopravvivenza. Torneranno nella “civiltà” con una consapevolezza diversa. Continua a leggere

Darling (1965) John Schlesinger

Darling

La scalata al successo della fotomodella Diana Scott (Christie): prima lascia il marito Tony (Bowen) per il giornalista televisivo Robert Gold (Bogarde), poi tradisce questi con il produttore Miles Brand (Harvey) e infine sposa il principe italiano Cesare (de Vilallonga). Ma quando deciderà di tornare da Robert, lui sarà disposto ad accoglierla? Continua a leggere

The man in the white suit (1951) Alexander Mackendrick

The man in the white suit

Da una pièce di Roger MacDougall che l’ha sceneggiata con A. Mackendrick e John Dighton. Sidney Stratton, impiegato in un laboratorio chimico, inventa un particolarissimo tipo di fibra che rende i tessuti indistruttibili e a prova di macchia. La scoperta getta nel caos l’industria tessile e i produttori, che vedendosi già sull’orlo della rovina, tentano invano di convincere Stratton a cedere loro il rivoluzionario brevetto. Posti di fronte ad un netto rifiuto, decidono di passare alle maniere forti… Continua a leggere

Gaslight (1940) Thorold Dickinson

Gaslight

Venti anni prima, un’anziana signora, Mrs. Alice Barlow, venne assassinata nella sua casa di Pimlico Square 12, a causa dei suoi gioielli di poco valore. L’omicida non avendo trovato nulla in casa, si dileguò. Da allora la casa non è più stata abitata, fino a quando i coniugi Paul e Bella Mallen vi si stabiliscono. B.G.Rough, un vicino di casa che all’epoca del misterioso omicidio faceva il poliziotto, racconta alla coppia di quell’episodio mai risolto e pure della strana somiglianza del Signor Mallen al nipote della donna uccisa…. Continua a leggere