Archivi tag: Ungheria

Apa (1966) István Szabó

Il piccolo ungherese Tako costruisce per sé e per gli altri un’immagine mitica del padre medico morto alla fine della guerra, rendendolo protagonista di mirabolanti gesta partigiane. Il tempo passa, arriva la rivolta del ’56 e, ormai adulto, Tako fa i conti con se stesso e con la più modesta realtà del genitore. Evidente e lucidissima critica del culto della personalità e della figura carismatica di Stalin, vissuta dall’autore (e dai migliori registi dell’Est della sua generazione) in tutta la sua drammaticità lacerante tra la ricerca di una propria matura autonomia e il lascito politico e morale dei padri. (dal Mereghetti)
Grand Prix al Festival di Mosca 1967. Premio Speciale della Giuria al Festival di Locarno 1967. Continua a leggere

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Te (1963) István Szabó

Quinto cortometraggio diretto dal regista István Szabó dopo che – diplomatosi alla scuola del cinema – era approdato agli studi cinematografici Béla Balázs. Non ha praticamente una trama, perché si tratta soltanto di un atto di amore (girato in perfetto stile “nouvelle vague”) per Cecília Esztergályos (non a caso il titolo, tradotto in italiano, significa “Tu”). Vediamo così la giovane e bella attrice ungherese andare leggiadramente a spasso per le vie di una Budapest estiva e soleggiata, con un brano di Mozart come commento musicale.
Menzione Speciale al Festival di Cannes 1963. Continua a leggere

Hannibál tanár úr (1956) Zoltán Fábri

Il professore di latino Bela Nyul (che in ungherese significa “coniglio”) è un modesto insegnante di un liceo di provincia, timido e sognatore. Diventa improvvisamente un eroe tra i suoi concittadini quando salva un pavone impagliato da un incendio scoppiato a scuola. Ma la popolarità si trasforma ben presto in ostilità quando un suo saggio sulla vita di Annibale è scambiato per un manifesto di propaganda filo-comunista. Come se non bastasse, il suo accusatore è un ex compagno di scuola, diventato deputato al Parlamento e leader di un partito di estrema destra, che vanta relazioni coi gerarchi fascisti italiani e persino con Mussolini in persona…
Dal regista di Ket felido a pokolban, un ritratto al vetriolo dell’Ungheria fascistizzante degli anni ’30, ma anche di tutti i regimi populisti in genere, con particolare riguardo all’opportunismo politico che non guarda in faccia a nessuno e all’arte di cambiare pubblicamente idea facendosi sempre applaudire. Continua a leggere

Sodrásban (1964) István Gaál

Sodrasban

Cinque ragazzi e due ragazze, appena diplomati, tranne uno, studente di medicina, trascorrono le vacanze in un villaggio sui bordi del fiume Tisza.
Un giorno, dopo una partita di calcio sulla spiaggia, si sfidano in una prova di coraggio: immergersi nell’acqua risalendo con un pugno di fango del fondale. Dopo accendono un fuoco e cominciano a ballare. Solo allora Vadoc si accorge della scomparsa di Gabi…
Girato con una splendida fotografia in bianco e nero, Sodrasban ottenne consensi in patria e all’estero per il tono austero e rarefatto del suo racconto. (da activitaly.it) Continua a leggere

A tizedes meg a többiek (1965) Márton Keleti

A tizedes meg a tobbiek

Ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale. Nell’Ungheria di Szalasi (alleato dei nazisti) irrompe ormai l’esercito russo. Un caporale ungherese, stufo di combattere, decide di ritirarsi in un castello con le paghe del suo battaglione, in attesa che passi la bufera. Vi troverà altri imboscati come lui…
Gustosa commedia di guerra che si fonda sugli equivoci e che non rinuncia a graffiare. La battuta “I russi sono nella dispensa” è entrata nel gergo comune in Ungheria. Continua a leggere

Két félidö a pokolban (1963) Zoltán Fábri

Ucraina, aprile 1944. Un ufficiale tedesco scopre che in un campo di prigionia gestito da militari ungheresi, tra oppositori politici ed ebrei, è costretto ai lavori forzati anche un famoso calciatore. Lo incarica perciò di allestire una squadra per una partita di calcio contro una rappresentativa dell’esercito tedesco, da disputarsi per festeggiare il compleanno di Hitler. Ma quando infine scenderanno in campo, gli ungheresi avranno sulla testa la spada di Damocle di una probabile fucilazione, avendo tentato l’evasione durante un allenamento… Continua a leggere

A tanú (1969) Péter Bacsó

Il film è ambientato durante gli anni in cui Rákosi è il segretario generale del partito comunista ungherese. Il custode Pelikán è accusato per aver sgozzato senza le necessarie autorizzazioni un maiale. Invece di essere condannato inizia a fare carriera nei ranghi del partito. Ovviamente József non ha la minima idea dei motivi che inducono il misterioso compagno Virág a trattarlo come una personalità invece di condannarlo per il suo comportamento.
József inizia a frequentare la società bene del partito nonostante le figuracce e le continue prove che dà della propria incompetenza. Poi, un giorno, Virág gli chiede di restituire i “favori” avuti compiendo falsa testimonianza contro un suo amico in un processo di facciata. Continua a leggere