Archivi tag: URSS

Pesn o geroyakh (1932) Joris Ivens

Il documentario segue la costruzione di un altoforno all’estremità degli Urali per mano dell’Organizzazione della gioventù comunista sovietica (Komsomol), e la vicenda del pastore analfabeta Afasaneev che, lasciando attività e casa, si impegna nel lavoro del cantiere, crescendo insieme ad esso. Continua a leggere

Entuziazm (1931) Dziga Vertov

Resoconto epico-lirico dell’attività febbrile nel Donbass, bacino minerario del Donec, affluente del fiume Don, tra Ucraina e Russia, alla fine del primo piano quinquennale. Dopo un avvio in chiave anticlericale sulle vestigia superstiziose della vita religiosa, si descrive il lavoro nelle miniere di carbone e nelle grandi officine metallurgiche. L’umorismo (involontario?) dei minatori che si allenano all’aperto va a segno.
Interessante e originale l’uso del sonoro che fu registrato dal vivo in sincrono con microfoni collegati a centri radiofonici durante le riprese, poi miscelate con musiche e canti. “E’ una delle migliori sinfonie che abbia mai ascoltato. Vertov è un vero musicista” (C. Chaplin). (dal Morandini) Continua a leggere

Dva dnya (1927) Grigori Stobovoi

La vicenda si concentra in un singolo periodo di 48 ore durante la rivoluzione russa. Il personaggio centrale è un anziano servitore che sostiene devotamente la famiglia reale. Persino quando il suo padrone finisce in prigione e suo figlio è nominato Commissario, il servitore rimane fedele al regime zarista. Ma quando il suo villaggio viene invaso dall’Armata Bianca e suo figlio viene giustiziato sommariamente, l’anziano comprende che la sua patria sta molto meglio nelle mani dei rivoluzionari, che tentano di costruire piuttosto che distruggere… Continua a leggere

Dom na Trubnoy (1928) Boris Barnet

Dom na Trubnoy

Una ragazza, Parasha Pitunova (Vera Maretskaya), arriva a Mosca dalla provincia più profonda e selvaggia e va a vivere a casa del parrucchiere Golikov (Vladimir Fogel) e consorte (Yelena Tyapkina), che sono in cerca di una domestica. Ad aspettare Parasha dietro l’angolo, però, ci sarà una carriera ben più ambiziosa. Continua a leggere

Bezhin lug (1937) Sergei M. Eisenstein

Bezhin lug

Basato sull’omonimo testo di Ivan Turgenev, uno dei capolavori mancati della storia del cinema: Eisenstein riuscì infatti a girarne solo una parte, prima di soccombere all’intervento censorio del regime sovietico. Del progetto originario rimangono solo alcuni fotogrammi fissi, qui ricostruiti secondo le note di regia del maestro. (da filmtv.it) Continua a leggere

Iko shashvi mgalobeli (1970) Otar Iosseliani

Iko shashvi mgalobeli

Ritratto di Ghia Agladze, giovane suonatore di timpani, individualista incorreggibile, pigro, facile a promesse che non mantiene, gentile ficcanaso, compagnone e sottaniere accanito, allergico a ogni scelta che impegni l’avvenire. È, insomma, uno che gira a vuoto. Film georgiano che ha il merito di essere modellato non soltanto sul comportamento, ma sul ritmo del suo personaggio (parzialmente autobiografico), seguito dalla cinepresa nei suoi andirivieni con una disinvolta scioltezza che diventa spesso sapienza di osservazione. (dal Morandini) Continua a leggere

Istoriya Asi Klyachinoy, kotoraya lyubila, da ne vyshla zamuzh (1966) Andrey Konchalovskiy

Istoriya Asi Klyachinoy

In un kolchoz (cooperativa agricola) la contadina zoppa Asja (Savvina) è corteggiata da un trattorista, ma rimane incinta del fannullone Stepan (Surin) che non vuole sposarla. Nasce il bambino, Stepan cambia idea, ma Asja non lo vuole più, così come respinge l’altro. Bloccato dalla censura, è uno dei migliori tra i 30 e più film “scongelati” nell’ultimo triennio gorbacioviano. 2° film di Končalovskij, fratello di Nikita Michalkov, possiede una freschezza, un senso dell’improvvisazione, quella mescolanza di lirismo e realismo che furono tipici degli anni ’60. Stupenda fotografia in bianconero e una galleria di personaggi che è un inno alla bellezza dei russi. (dal Morandini)
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Konets Sankt-Peterburga (1927) Vsevolod Pudovkin

Konets Sankt-Peterburga

Un giovane contadino diventa operaio in una fabbrica di San Pietroburgo, nel 1914. Quando i suoi compagni scioperano, li denuncia al padrone, ma li raggiunge in carcere dopo che, compreso il proprio errore, ha aggredito il padrone stesso. Scoppiata la guerra, matura al fronte una forte consapevolezza politica e al momento della Rivoluzione è in prima fila. Sullo sfondo, la miseria del popolo russo. Accolto dapprima con perplessità in patria, in film venne invece osannato all’estero per la sua potenza epica e lirica e per il vigoroso montaggio usato in sagace funzione narrativa. Molto oculata la scelta degli interpreti, di plastica efficacia. (da filmtv.it) Continua a leggere

Larisa (1980) Elem Klimov

Larisa

Commovente documentario dedicato alla memoria della regista ucraina Larisa Shepitko da parte del marito Elem Klimov, anch’egli regista. La Shepitko, che nel 1977 conquistò fama internazionale vincendo l’Orso d’Oro a Berlino con Voskhozhdeniye (L’ascesa), aveva appena iniziato le riprese del film Proshchanie (L’addio) quando perì in un incidente stradale nei pressi di Leningrado, il 2 giugno 1979, insieme ad altri componenti della troupe. L’opera rimasta incompiuta fu poi portata a termine dallo stesso marito nel 1983. Continua a leggere

Akvarel (1958) Otar Iosseliani

Akvarel

In una famiglia russa che vive in una misera casetta, il padre si sveglia un mattino dopo l’ennesima sbornia, ruba i pochi risparmi e scappa inseguito dalla moglie. I due finiscono in una galleria d’arte e si fermano allibiti davanti a un quadro che mostra la loro stessa baracca. Ma le spiegazioni delle guide che accompagnano i visitatori descrivono una realtà ben diversa da quella che loro conoscono. Che effetto avrà l’arte sulla loro vita? Primo cortometraggio del regista georgiano Otar Iosseliani, realizzato quando era ancora studente all’Accademia di cinema di Mosca. (da filmtv.it) Continua a leggere