Archivi tag: Victor Sjöström

Klostret i Sendomir (1920) Victor Sjöström

Klostret i Sendomir

La storia inizia con l’arrivo in un monastero di due nobili (Nils Tillberg – Erik A. Petschler). Vengono accolti da un monaco (Tore Svennberg) dal fare schivo e ambiguo. Su insistenza dei due ospiti, l’uomo racconta la storia del monastero: un tempo quel luogo era il castello del Conte Starschensky (Tore Svennberg), uomo ricco che conduceva un’esistenza felice. Era sposato con una splendida donna, Elga (Tora Teje) da cui aveva avuto una bambina (Gun Robertson). Accanto a lui sempre il fido consigliere (Albrecht Schmidt), pronto ad esaudire ogni suo ordine. Tutto troppo bello per essere vero…. (Dal sito emutofu.com) Continua a leggere

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Ingeborg Holm (1913) Victor Sjöström

Ingeborg Holm

Stoccolma. Ingeborg Holm, negoziante e madre felice, perde il marito ammalatosi improvvisamente di tubercolosi. Tenta inizialmente di condurre il negozio da sola, ma finisce in bancarotta. Tutti i beni di famiglia sono venduti all’asta, lei finisce in un ospizio per poveri e i bambini vanno in adozione…
Uno dei capolavori diretti dal grande maestro svedese Victor Sjöström, considerato “il primo grande film realista” della storia del cinema. Continua a leggere

Körkarlen (1921) Victor Sjöström

Korkarlen

Dal romanzo di Selma Lagerlöf. Ubriacone e tubercolotico, David Holm muore la notte di Capodanno. Dovrà fare il carrettiere della morte per tutto l’anno, ma, grazie all’intercessione di una sorella dell’Esercito della Salvezza moribonda che prende il suo posto, ritorna in vita e salva la moglie. Considerato un classico del cinema scandinavo, ebbe grande influenza su molti registi del muto per il suo versante fantastico e il ricorso alla sovrimpressione. Su un impianto artificioso e irrazionale è un film ricco di contrappunti narrativi e stilistici, fondato su una superiore retorica. (dal Morandini)
Film prediletto da Ingmar Bergman, fu diretto e interpretato da Victor Sjöström, la massima personalità del cinema scandinavo di quell’epoca. Bergman lo considerava il proprio maestro, al punto da offrirgli come tributo il ruolo di protagonista nel suo capolavoro “Il posto delle fragole”. Continua a leggere