Archivi tag: Volker Schlöndorff

Der Junge Törless (1966) Volker Schlöndorff

Der Junge Torless

In un collegio tedesco del primo Novecento l’adolescente Torless (M. Carrière) si trova coinvolto nelle umilianti sevizie e torture inflitte da due collegiali al loro compagno Basini (M. Seidovsky). Tratto dal romanzo Die Verwirrungen des Zoglins Torless (1906), opera prima dell’austriaco Robert Musil (1880-1942) e prodotto, per parte francese, da Louis Malle, è il primo film, e uno dei migliori, di V. Schlondorff, cinematograficamente cresciuto in Francia alla scuola di Resnais, Melville e dello stesso Malle. Nella sua rilettura sagacemente fedele sa restituire con efficacia il contesto sociale e psicologico della Germania guglielmina, mimando con il senno del poi la singolarità anticipatrice del giovane Musil. Musiche di Hans Werner Henze e fotografia sporca, funzionale di Franz Rath. (dal Morandini)
Premio Fipresci al Festival di Cannes 1966. Continua a leggere

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Léon Morin, prêtre (1961) Jean-Pierre Melville

Leon Morin, pretre

A Besançon, in Francia, durante l’occupazione tedesca nel secondo conflitto mondiale, una giovane vedova, Barny, madre di una bambina, entra un giorno in una chiesa al fine di esternare in confessione la propria ostilità per la religione cattolica. Il sacerdote, padre Morin, si interessa subito alla donna, comprendendo che questa, un tempo cattolica, aveva perduto la fede. Le presta dei libri, ne discute poi il contenuto, la sollecita ad interessarsi di più al mondo che la circonda. A poco a poco la riavvicina al cattolicesimo, riuscendo, nello stesso tempo, a contrastare l’attrazione sentimentale che Barny iniziava a provare per lui. Continua a leggere

Baal (1970) Volker Schlöndorff

Baal

Baal, il film ritrovato. Dopo 44 anni rivede la luce il film che Schlondorff trasse nel 1969, con un budget limitatissimo, dalla omonima prima opera teatrale di Bertolt Brecht (1918). Dopo tre passaggi alla tv tedesca nel 1970 il film venne bloccato dalla vedova di Brecht che lo definì “orribile, antistorico e anarchico”. Solo nel febbraio 2014 poté essere proiettato al Festival di Berlino. Tutti i partecipanti al film avranno un ruolo importante nella cinematografia tedesca, a cominciare da R.W. Fassbinder che interpreta Baal in maniera sublime.
“…non l’esaltazione del puro io e della sfrenata brama di vivere di un poeta asociale, ma la reazione di un io intatto alle umiliazioni da parte di un mondo, esso stesso asociale” (B.Brecht).

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