Archivi tag: Zoltán Fábri

Hannibál tanár úr (1956) Zoltán Fábri

Il professore di latino Bela Nyul (che in ungherese significa “coniglio”) è un modesto insegnante di un liceo di provincia, timido e sognatore. Diventa improvvisamente un eroe tra i suoi concittadini quando salva un pavone impagliato da un incendio scoppiato a scuola. Ma la popolarità si trasforma ben presto in ostilità quando un suo saggio sulla vita di Annibale è scambiato per un manifesto di propaganda filo-comunista. Come se non bastasse, il suo accusatore è un ex compagno di scuola, diventato deputato al Parlamento e leader di un partito di estrema destra, che vanta relazioni coi gerarchi fascisti italiani e persino con Mussolini in persona…
Dal regista di Ket felido a pokolban, un ritratto al vetriolo dell’Ungheria fascistizzante degli anni ’30, ma anche di tutti i regimi populisti in genere, con particolare riguardo all’opportunismo politico che non guarda in faccia a nessuno e all’arte di cambiare pubblicamente idea facendosi sempre applaudire. Continua a leggere

Két félidö a pokolban (1963) Zoltán Fábri

Ucraina, aprile 1944. Un ufficiale tedesco scopre che in un campo di prigionia gestito da militari ungheresi, tra oppositori politici ed ebrei, è costretto ai lavori forzati anche un famoso calciatore. Lo incarica perciò di allestire una squadra per una partita di calcio contro una rappresentativa dell’esercito tedesco, da disputarsi per festeggiare il compleanno di Hitler. Ma quando infine scenderanno in campo, gli ungheresi avranno sulla testa la spada di Damocle di una probabile fucilazione, avendo tentato l’evasione durante un allenamento… Continua a leggere

A tanú (1969) Péter Bacsó

Il film è ambientato durante gli anni in cui Rákosi è il segretario generale del partito comunista ungherese. Il custode Pelikán è accusato per aver sgozzato senza le necessarie autorizzazioni un maiale. Invece di essere condannato inizia a fare carriera nei ranghi del partito. Ovviamente József non ha la minima idea dei motivi che inducono il misterioso compagno Virág a trattarlo come una personalità invece di condannarlo per il suo comportamento.
József inizia a frequentare la società bene del partito nonostante le figuracce e le continue prove che dà della propria incompetenza. Poi, un giorno, Virág gli chiede di restituire i “favori” avuti compiendo falsa testimonianza contro un suo amico in un processo di facciata. Continua a leggere